Lampi di Cassandra/ Tommaso Campanella 4.0

Vale anche per la sicurezza dei robot dell’Industria 4.0 la famosa massima del filosofo italiano “Chi non ricorda la storia è condannato a ripeterla”

Cassandra è certa che come lei anche molti dei 24 informatissimi lettori si sono sentiti cascare le braccia leggendo, qui o su altre fonti informative, la notizia della pur lodevole iniziativa del Politecnico di Milano e di Trend Micro, che in uno studio molto accurato ed interessante segnalano e dimostrano con forza che collegare robot ad Internet può essere pericoloso.

Intervistato da Punto Informatico l’amico Stefano Zanero ha correttamente aggiunto che fino a quando i software di controllo dei robot, scritti per essere isolati, non saranno riscritti con livelli di sicurezza molto alti, è opportuno, anzi doveroso, monitorare il traffico delle reti su cui sono connessi i robot, ed irrobustirne la sicurezza per quanto possibile.

Niente da dire sul merito, è anche logico che un grande produttore di sistemi di sicurezza ed uno dei massimi esperti al mondo di Intrusion Detection System sottolineino che, nel breve termine, eseguire questi interventi è necessario (anzi doveroso) per non mettere in pericolo lavoratori, robot, produzione e consumatori.

La risposta è quindi giusta; la domanda però non lo è.

La domanda giusta è “I robot sono stati progettati per connettersi ad Internet?
La risposta è “No”?
Bene, la soluzione semplicemente è non connetterli ad Internet finché non verranno riprogettati con livelli di sicurezza alti ed adeguati.
Deve essere vietato farlo.
Devono esistere leggi che lo vietino, e regolamenti tecnici che spieghino come valutarne la sicurezza e quale è la soglia minima da raggiungere.
Come nella 626 o nella 196/2003.
Le considerazioni di bilancio e di riduzione costi, che spingono le aziende a non investire abbastanza in sicurezza e contemporaneamente ad usare Internet come cavo a basso costo per realizzare le loro reti ed i loro prodotti, devono essere severamente contrastate.

Non si deve permettere che la storia dei mancati investimenti in “Security by Design”, accaduta più volte negli ultimi 15 anni particolarmente in ambito Bancario, SCADA, nucleare e biomedicale, possa ripetersi.

Non è concepibile che lo stesso approccio criminale ^H^H^H^H^H^H^H^H^H^H^H^H trascurato e menefreghista ^H^H^H^H^H^H^H^H^H^H poco accorto venga permesso nel meraviglioso mondo identificato dalla buzzword “Industria 4.0”.
Certamente dal punto di vista della sicurezza Enti di Controllo e Legislatori saranno doverosamente parte diligente e paternamente severa di questo nuovo mondo, che vedranno altrettanto bisognoso di normazione come quelli della sicurezza del lavoro e dell’edilizia.

Cassandra stavolta non azzarda profezie, e si limita a sperare.

 


Cominciata nel lontano 2005, la rubrica
 Cassandra Crossing arriva oggi alla
 puntata numero 400.

24 lettori, fate un coming out!

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Lampi di Cassandra/ Tommaso Campanella 4.0 was last modified: maggio 12th, 2017 by Marco Calamari

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Marco Calamari
Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, talvolta noto come Cassandra, a 18 anni dovette decidere se comprarsi una macchina usata od un pc. Scelse il pc e da allora non si e' ancora completamente ripreso. Lavora come archeologo di software legacy in una grande multinazionale, ma e' appassionato di privacy e crittografia in Rete, dove collabora a progetti di software libero come Freenet, Mixmaster, Mixminion, Tor & GlobaLaks. E' il fondatore del Progetto Winston Smith e tra i fondatori dell'associazione Hermes Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali. Dal 2002 organizza il convegno "e-privacy" dedicato alla privacy in Rete e fuori, ed e' editorialista di "Punto Informatico" dove pubblica la rubrica settimanale "Cassandra Crossing". ========================================================== Follow @XingCassandra

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