La straordinaria storia di Ercole Testoni e l’affondamento del Titanic

 

C’è poco da fare, gira che ti rigira i nativi (e i loro discendenti) della Valle del Serchio si trovano in ogni parte del mondo, sotto questo aspetto con le dovute proporzioni siamo simili ai napoletani, che le puoi trovare anche loro negli angoli più remoti della Terra e riconoscerli dal loro inconfondibile dialetto. Naturalmente a tutto questo c’è un perchè, la nostra valle nei secoli scorsi è stata terra di emigrazione fortissima e i nostri avi e la loro progenie si è sparsa per tutto il mondo conosciuto e se si vuole non è nemmeno difficile trovarli all’interno di storie che hanno fatto epoca e di cui ancora oggi parliamo. In questo senso ecco venire a galla una vicenda interessantissima e particolare, è la straordinaria storia di Ercole Testoni e dell’affondamento del mitico Titanic. La storia dell’“inaffondabile” ormai la sappiamo tutti, James Cameron nel suo bel film del 1997 ha portato ancor di più alla ribalta le vicende di questo transatlantico e sopratutto ha descritto bene quello che patirono i viaggiatori di seconda e terza classe, insomma non sta certo a me raccontare nuovamente una storia che a questo punto tutti sappiamo, ma però mi sento in dovere di raccontarvi i fatti di coloro che in questi avvenimenti sono stati dimenticati, delle loro piccole ma grandi storie che si sono confuse con eventi più considerevoli. Sono passati ormai 105 anni esatti, era la notte fra il 14 e il 15 aprile 1912 quando la nave urtò un iceberg decretando la sua ineluttabile fine, a bordo fra le 2200 persone c’erano 37 italiani (alcuni fonti dicono 47) che sono stati ignorati dalle cronache e dalla storia, solo due si salvarono, gli altri perirono in fondo al mare al largo delle coste americane.

10 aprile 1912 il Titanic parte

 

Sette di questi nostri connazionali erano dei semplici passeggeri (due di seconda classe e cinque di terza), gli altri trenta lavoravano sul Titanic come camerieri, cuochi e macellai. Fra tutti questi italiani spiccava Luigi Gatti che era originario di un piccolo paese in provincia di Pavia ed era il direttore della sala da pranzo di prima classe, dove sedevano ospiti del calibro di Benjamin Guggenheim magnate del rame o di Isidor Straus fondatore dei famosi Grandi Magazzini “Macy’s” di New York, ma non ci si può dimenticare però della gente comune e quindi nemmeno di Emilio Poggi di Calice Ligure  (Savona) di professione cameriere che sapeva tre lingue e che lasciò il paese natio con la ferma intenzione di lavorare proprio sul Titanic, oppure che dire del passeggero Alfonso Meo Martino di 48 anni originario di Potenza, mestiere liutaio che parti dal Dorset (Inghilterra)dove abitava con la famiglia per consegnare a New York un semplice violino e ancora ecco che il destino beffardo si accanì su Giuseppe Peduzzi di 25 anni, a 12 era emigrato a Londra, si sarebbe dovuto imbarcare su un’altra nave l’Oceania, ma a a causa di uno sciopero del carbone venne dirottato sul Titanic. Fra tutti questi, sei erano toscani e uno di loro veniva proprio dalla Valle del Serchio (o meglio dalla Val di Lima). Racconteremo dunque di Ercole Testoni di Bagni di Lucca, lì era nato il 14 ottobre 1888 e da li giovanissimo emigrò lasciando a casa gli anziani genitori. Il padre Pietro e la mamma Maria Stefanelli raccomandarono l’anima del figlio alla Madonna quando andò a cercar fortuna in Inghilterra. Partì senza la preoccupazione di moglie e figli (dal momento che non ne aveva), da poco giunto nella terra di Sua Maestà Britannica capitò subito l’occasione di trasferirsi nella capitale, la città di Londra gli parve subito un mondo meraviglioso, vario e pieno di opportunità, abituato poi alla calma e alla vita contadina della valle questa megalopoli faceva proprio al caso suo e alle sue ambizioni.

Ercole Testoni

Nel frattempo, a quanto pare, Ercole conobbe un altro toscano che proveniva da Marradi (in provincia di Firenze) tale Francesco Nannini che gli raccontò che un certo Luigi Gatti (che era un italiano che già aveva fatto fortuna tanto da possedere già due rinomati ristoranti proprio a Londra), cercava personale addetto alla cucina e alla sala ristorante da imbarcare su un transatlantico diretto nelle lontane Americhe. Ben presto i due giovani si presentarono da Luigi Gatti in persona che raccontò loro che eventualmente sarebbero dovuti salire a bordo a Southampton per il viaggio inaugurale di quella che sarebbe stata la nave più importante e prestigiosa al mondo: il Titanic. L’entusiasmo dei ragazzi salì alle stelle, in più c’era l’occasione di andare anche in America, quella che per gli emigranti era considerata una vera e propria terra promessa. Gatti cercò di placare l’entusiasmo, gli spiegò che anche per lui sarebbe stata la prima esperienza in tal senso, inoltre il lavoro sarebbe stato duro, l’orario di servizio massacrante(andava dalle sei di mattina alle dieci della sera, secondo i turni), in più il personale non sarebbe stato assunto dalla White Star Line (la società proprietaria della nave) ma da lui stesso, in aggiunta per essere ben chiari il ristorante sarebbe stato di prima classe e cosa più importante li avrebbero mangiato oltre al capitano, anche gli uomini più ricchi della Terra.

Luigi Gatti

I due ragazzi dopo tutte le raccomandazioni accettarono anche tutte le condizioni e furono così assunti presso “La Cartè Restaurant”, così si chiamava il ristorante di prima classe del Titanic. Nannini fu impiegato come capo cameriere, già aveva una discreta esperienza nel settore, mentre il nostro Ercole partì dal basso, dato che era il suo primo lavoro e che non aveva mai fatto questo tipo di mestiere, fu preso come addetto ai bicchieri, a lui spettava la loro cura e la pulizia, tutto questo per tre sterline e quindici scellini di paga. Il 9 aprile del 1912 Ercole partì da Londra per raggiungere il 10 aprile Southampton, salì a bordo, salutò allegramente anche lui dai parapetti della nave più famosa al mondo la gente sottostante, che a sua volta festante acclamava la partenza del favoloso Titanic.

Il ristorante di prima classe del Titanic dove lavorava Ercole

Cinque giorni dopo, il 15 aprile 1912 alle ore 02:20 il transatlantico dopo l’urto con la montagna di ghiaccio avvenuto poco meno di tre ore prima si spezzò in due tronconi e affondò inesorabilmente nelle gelide acque atlantiche al largo di Terranova, portandosi per sempre con se le speranze di Ercole di una vita felice.

La lista dell’equipaggio. In rosso le 20 persone assunte da Gatti

 

Il corpo di Ercole Testoni non fu mai trovato o riconosciuto, i poveri genitori non ebbero nemmeno una tomba su cui piangere, di lui ci rimane solamente l’indirizzo di recapito che fornì il 9 aprile al momento dell’impiego: 132a (o 32a) St. James Buildings, Little Poultenay Street, London. Resta poi l’ulteriore dolore e l’ennesima ingiustizia, quando dei passeggeri sopravvissuti riferirono che i dipendenti del ristorante furono bloccati dal personale interno nelle loro cabine al fine di impedire loro di correre verso le scialuppe di salvataggio, queste voci non trovarono mai conferma ma molto lascia pensare, dato che i numeri parlano chiaro: delle 20 persone assunte da Gatti ne sopravvisse solamente una…
Due giorni dopo la notizia giunse anche in Italia, così riportava i fatti “Il Corriere della Sera”

ANCORA MANCA UNA LISTA COMPLETA DEGLI ITALIANI NAUFRAGATI”

Londra, 17 aprile – A mezzanotte nessuna nuova lista dei superstiti è pervenuta, sembrerebbe che tranne Portaluppi e Peracchio, nessuno degli italiani si sia salvato. Questa notte nelle 50 famiglie di italiani a Londra si soffre per il dolore e per l’angoscia… c’è soltanto una lista parziale della squadra italiana imbarcata come camerieri sul TITANIC [..]. Il sig. Gatti aveva questa lista e si era riservato di telegrafare l’elenco generale alla White Star Line a Southampton da New York. C’era un cameriere italiano, Venturini, che può considerarsi miracolosamente salvato. Ci ha telefonato questa notte da Newcastle, dove vive, dicendoci che alla vigilia della partenza, per un malinteso, non ha ricevuto il telegramma di conferma della White Star Line. Lui ha pensato che l’azienda ha rinunciato alle sue prestazioni ed ha accettato un’altra offerta di lavoro.-

Ercole quindi non fece più ritorno a Bagni di Lucca, una tragica fine di un ragazzo che aveva una vita davanti a se, il suo futuro sarebbe stato negli Stati Uniti d’America, dove già aveva trovato lavoro come assistente maggiordomo. Questa è l’ultima notizia che abbiamo di lui…Requiescat in pace…
In memoria di Ercole Testoni

Bibliografia
  • Particolarità dell’Incarico, dall’ufficio di registrazione Pubblica
  • Rapporto Senato degli Stati Uniti d’America n°806/1912
  • “Corriere Mercantile” Genova, 18 aprile 1912
  • “Il lavoro” Genova 25 maggio 1912
  • “Corriere della Sera” 17 aprile 1912
  • Encyclopedia Titanica- Titanic victim
La straordinaria storia di Ercole Testoni e l’affondamento del Titanic was last modified: maggio 17th, 2017 by Paolo Marzi

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Paolo Marzi
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ POSTS

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