Dossier: JFK DALLAS 1963

DALLAS 1963, IL COMPLOTTO IN FUMO

Qualche minuto prima delle 12,30 del 22 novembre 1963, Howard Brennan, un idraulico quarantenne, stava seduto sul muretto accanto al semaforo all’angolo tra Houston ed Elm Street, esattamente difronte al Texas School Book Depository, in attesa del corteo presidenziale proveniente dal centro di Dallas. Guardandosi distrattamente intorno notò alcune persone affacciate alle finestre dell’edificio difronte a lui, per un attimo il suo sguardo si soffermò su di un giovane snello e vestito di chiaro al quinto piano.

Il sopraggiungere da Houston Street della limousine presidenziale catturò l’attenzione di Brennan come di chiunque altro tra la folla assiepata lungo il percorso del corteo. La limousine, con a bordo il presidente Kennedy, su moglie Jacqueline, il governatore del Texas Connally e sua moglie Nellie, aveva appena svoltato in Elm Street e si stava lentamente allontanando quando Brennan avvertì uno scoppio, immaginò che si trattasse del ritorno di fiamma proveniente dalla marmitta di una delle moto di scorta, poi udì una seconda detonazione che gli parve assomigliare ad un fuoco d’artificio lanciato dal deposito di libri. Istintivamente alzò gli occhi e vide il giovane che aveva notato qualche istante prima al quinto piano: stringeva un fucile contro la spalla destra e sporgendosi oltre la cornice della finestra stava prendendo la mira. Dopo aver fatto fuoco Brennan lo vide ritrarsi lentamente, senza fretta.

Altri testimoni, tra cui Amos Lee Euins e James Worrell, videro la canna di un fucile spuntare dalla finestra del sesto piano, ma non furono in grado di descrivere con precisione il tiratore.

Negli stessi istanti, tre impiegati del deposito di libri, Bonnie Ray Williams, Harold Norman e James Jarman, affacciati alle finestra posta all’angolo sud est del quarto piano dell’edificio, udirono distintamente sopra le loro teste tre spari, tre rumori metallici prodotti dall’otturatore di un fucile che veniva ricaricato ed il tintinnio dei bossoli che cadevano sul pavimento del piano superiore. Norman aggiunse di aver notato della polvere cadere dal soffitto dopo ogni sparo.

Pochi minuti prima dell’inizio della sparatoria in Dealey Plaza, Bonnie Ray Williams aveva consumato il suo pranzo a base di pollo al quinto piano, seduto su di un carrello accanto ad alcuni scatoloni. Mentre mangiava non aveva né visto né sentito nessuno, poi era sceso al piano inferiore per incontrarsi con i colleghi.

Nel marzo del 1964, David Belin e Joseph Ball, due investigatori della commissione Warren, incaricata dal presidente Johnson di indagare sull’omicidio Kennedy, si preoccuparono di verificare le testimonianze di Williams, Norman e Jarman. Un agente del Secret Service dotato di un fucile ad otturatore manuale fu posizionato al quinto piano, al piano inferiore Belin, nonostante lo spessore della soletta, capace di reggere il peso di tonnellate di libri scolastici, poté udire con chiarezza il rumore del movimento dell’otturatore ed il tintinnio prodotto dai bossoli a contatto con il pavimento.

All’echeggiare del primo sparo in Dealey Plaza, Rosemary Willis, una bambina che stava correndo sulla sinistra del corteo, si bloccò e si guardò intorno. I piccioni appollaiati sul tetto del deposito di libri si alzarono improvvisamente in volo. Alcuni agenti della scorta ed alcuni spettatori si voltarono in direzione del deposito di libri. A bordo della limousine presidenziale Kennedy smise di salutare ed il governatore Connally accennò a voltarsi. L’agente del Secret Service alla guida della limousine, William Greer, frenò e si voltò per tentare di capire che cosa stesse succedendo. Quella decisione istintiva di frenare lo avrebbe tormentato per anni dopo l’attentato, poiché aveva reso il presidente un bersaglio ancora più facile.

James Tague, un giovane venditore di auto che si trovava nei pressi del cavalcavia ferroviario, sullo stretto marciapiede tra Main e Commerce Street, fu colpito alla guancia da una scheggia di cemento che gli procurò un graffio. Quella mattina Tague si stava recando dalla sua fidanzata per portarla a pranzo, il sopraggiungere del corteo presidenziale gli aveva impedito di proseguire su Commerce Street, aveva quindi abbandonato l’auto sotto il cavalcavia ferroviario e si era cercato un posto da cui osservare Elm Street.

Per i sostenitori delle teorie complottistiche il lieve ferimento di Tague è la prova che gli spari diretti contro la limousine presidenziale provenivano dalla collinetta erbosa posta difronte al corteo. L’ipotesi appare però tutt’altro che verosimile, in quanto un tiratore posizionato frontalmente al corteo avrebbe dovuto mirare in direzione opposta a Kennedy per riuscire a colpire seppur di rimbalzo il marciapiede tra Main e Commerce Street e quindi la guancia di Tague.

La scheggiatura prodotta sul marciapiede fu sottoposta ad analisi spettrografica dall’FBI e non rivelò tracce del rame di cui erano rivestiti i proiettili sparati dal tiratore posto alle spalle del presidente. Tale constatazione è interpretata dai sostenitori delle tesi complottistiche come una conferma oggettiva dell’esistenza di più di un fucile puntato contro Kennedy la mattina del 22 novembre. L’assenza della camiciatura di rame sul proiettile che colpì il marciapiede su cui si trovava Tague in realtà non implica affatto la presenza di un secondo tiratore. Il proiettile potrebbe essere stato sparato dal quinto piano del deposito di libri ed aver colpito l’intelaiatura del semaforo tra Houston ed Elm Street oppure un ramo della quercia che ostruiva la visuale del tiratore. Dopo essere stato deviato il proiettile sarebbe rimbalzato sull’asfalto di Elm Street frantumandosi, una porzione priva della camiciatura di rame sarebbe quindi schizzata fino al marciapiede su cui si trovava Tague. Quattro agenti motociclisti della scorta dichiararono di aver visto l’asfalto di Elm Street colpito da un proiettile. Tuttavia gli inquirenti con negligente superficialità non condussero un’analisi né sull’asfalto di Elm Street, né sulla quercia, né sul semaforo posti difronte al deposito di libri alla ricerca di frammenti o tracce di un proiettile.

Dossier: JFK DALLAS 1963 was last modified: maggio 10th, 2017 by Roberto Poggi

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Roberto Poggi
Dopo essersi laureato, nel 1995, in Scienze Politiche presso l'Università di Torino, ha lavorato per una decina di anni come assistente per le cattedre di Storia Moderna e Storia dello Stato, poi ha intrapreso la professione di formatore in materia di Sicurezza sui luoghi di lavoro, ma non ha mai smesso di coltivare la sua grande passione per gli studi storici.

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