Vince il NO

Vince il No con il 59,1%, rispetto al Si che si attesta sul 40,9%. Gli Italiani hanno bocciato in massa la riforma Costituzionale di Renzi recandosi a fiumi alle urne. Si è votato di meno in Calabria e tra le province calabresi è Crotone  a detenere la maglia nera, segno che siamo ultimi in tutto. Per i renziani una vera ecatombe quella del voto. Avevano puntato tutto su questa riforma lasciando il Paese in preda a problemi che lo stanno divorando e se fosse passata sarebbero stati guai per noi. Con la scusa del cambiamento, niente di più probabile che saremmo diventati un lander  tedesco con un Governo nazionale che avrebbe risposto direttamente a Bruxelles. Populisti o Democrazia? La vittoria se l’è aggiudicata la Democrazia, l’unica cosa che ancora ci rimane, l’unica forma di salvezza per uscire dalle brume in cui annaspiamo senza poterci riscaldare al sole. Le contraddizioni create da Renzi sono state troppo forti. In questi due anni è come se si fosse formata una corte e dentro il palazzo si costruiva giorno per giorno il potere e si perdeva l’aggancio con il Paese reale, condannato a subire la sudditanza renziana. Gli Italiani che vogliono votare, esserci, contare, hanno rispedito al mittente la riforma, anzi schiforma, difendendo la Costituzione, unica garanzia contro chi pensa che il governo venga attuato da grossi gruppi imprenditoriali, multinazionali con le regole sul lavoro trasformate che ci hanno portato indietro nell’800, quando si lavorava per quattro soldi e senza nessun diritto. In questi due anni mentre “El Renzi” si crogiolava con Marchionne e deteneva il potere, molti giovani sono stati costretti ad andar via in cerca di fortuna, mentre gli inoccupati crescevano e la disoccupazione raggiungeva parametri  da record. Invece di concentrarsi sulle reali esigenze degli italiani si è menato il can per l’aia e, approfittando della congiuntura di un’Europa matrigna che da noi pretende solo soldi, abbiamo raggiunto traguardi negativi puntando a nascondere il tutto allo stesso modo che la polvere sotto il tappeto. Mentre Renzi procedeva spedito sul treno della controriforma, gli Italiani continuavano a sentirsi calpestati nei loro sacrosanti diritti e così si è aspettato il momento opportuno per dire che la Costituzione non si tocca e che la nostra sovranità non si può barattare in nome di una moneta che sta giovando solo alla Germania. Altro che populismi! Gli Italiani si sono opposti a una nuova forma di fascismo votando No. Certo Renzi non se l’aspettava che il risultato lo avrebbe tramortito al punto da dover presentare le dimissioni. Allo stato attuale non sappiamo come evolveranno i fatti, ma nel muoversi non bisognerebbe ignorare il risultato venuto dalla gente che stavolta non ha disertato le urne, che vuole un Governo non di nominati e non si aspetta le solite geometrie politiche studiate a tavolino con personaggi come Amato che rischieremo di vederci ancora una volta seduti al comando per un Governo tecnico. Quello che ci si aspetta adesso è una buona legge elettorale e poi subito al voto. Spiacenti per la Merkel, spiacenti per i guru che dietro le banche tramano e ci prospettano il loro fallimento. Sono le persone che non possono fallire, di conseguenza si lavori per questo. L’Europa così com’è non può rimanere in piedi. E’ come l’uomo del banco dei pegni, chiede solo soldi con tanto di interessi prima di restituirti la merce. Intanto non è più tempo di continuare a dare soldi incondizionatamente per tenere i migranti che continuano ad arrivare senza sosta facendo scoppiare dall’interno realtà già compromesse. Ci vuole una programmazione a 360 gradi per affrontare le varie sfide a cui saremo chiamati . Di conseguenza la nostra ricchezza va salvaguardata senza svenderla, le nostre risorse, come le PMI, non penalizzate e i barbari che hanno scambiato la politica per il proprio territorio dove far affari, allontanati. E’ tempo veramente di ricostruirla l’Italia, di difenderla badando prima di tutto che a nessuno venga in mente di rottamare la nostra Carta Costituzionale. A quanti poi pensano di ricevere vittorie schiaccianti comincino ad entrare nell’ordine delle idee che gli uomini soli al comando, con pochi adepti, non sono contemplati nella nostra Democrazia. In questo momento urge la collaborazione di tutti e il controllo che può arrivare da cittadini che vogliono esserci per contare.

 

Antonella Policastrese

 


 

Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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