Veicolo alimentato ad acqua salata: bufala o verità nascosta?

Le conseguenze dell’utilizzo di veicoli (sulla terra e sul mare, sia per il trasporto umano che delle merci) non sono un mistero. Nuove inchieste pare abbiano confermato che le famose norme sulle classi di emissioni sono più delle strategie di marketing che strumenti efficaci per la riduzione dell’impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini . Anche le vetture cosiddette ibride sono di fatto una mezza presa in giro: l’energia prodotta per alimentare le batterie dei motori elettrici è sempre prodotta con mezzi a combustione interna che utilizzano idrocarburi altamente inquinanti. Lo stesso per le vetture totalmente elettriche: a parte il fatto che l’energia che utilizzano è spesso prodotta con fonti energetiche fossili, spesso le loro prestazioni soprattutto in fatto di autonomia le rendono non sufficienti a soddisfare le necessità dei consumatori.

Eppure le alternative a questa forma di inquinamento, che causa problemi all’ambiente e un numero di spaventoso di morti ogni anno, almeno sulla carta, pare non manchino. Da anni in diverse città i mezzi pubblici sono alimentati ad idrogeno. A Bolzano, ad esempio, da anni circolano mezzi per il servizio pubblico alimentati ad idrogeno: l’energia deriva da questo elemento ricavato per elettrolisi e posto in serbatoi messi sotto i mezzi. La società che gestisce la ricarica riferisce che l’idrogeno viene prodotto solo grazie a impianti alimentati a energia verde. Si tratta però di progetti che pur lodevoli son ancora lontani da diventare una realtà per tutti. Non solo per i costi legati alla produzione del nuovo “combustibile”, ma anche per il costo derivante dalla sostituzione degli impianti di rifornimento e per la pericolosità dell’idrogeno.

Se è vero che l’idrogeno è una fonte di alimentazione difficile da utilizzare (eppure anni fa l’Aprilia presentò addirittura una bicicletta elettrica alimentata ad idrogeno), diversa è la situazione per l’auto ad ..”acqua salata”…Molti penseranno che si tratta di uno scherzo. Eppure, sono anni che se ne parla: un’azienda, la Nanoflowcell, oltre un decennio fa, ha presentato un prototipo circolante che sfruttava come combustibile l’acqua salata del mare. Il modello, chiamato Quant e-Sportlimousine, avrebbe addirittura avuto l’approvazione per l’avvio della sperimentazione su strade aperte al traffico in Europa (in particolare in Germania). Se confermata potrebbe essere una vera rivoluzione: il veicolo non utilizza alcuna fonte di carburante diversa dall’acqua salata del mare sfruttata grazie ad una particolare reazione elettrochimica (coperta da segreto industriale) che ha luogo combinando due liquidi con i sali metallici che agiscono come elettroliti. Il risultato è sorprendente. Il prototipo circolante ha prestazioni a dir poco strabilianti: accelera da 0 a 100km/h in 2.8 secondi e raggiunge una velocità di 350 chilometri all’ora!

Una scoperta che dovrebbe essere tutt’altro che una bufala visto anche anche una autorevole rivista del settore come Quattroruote ne parlò un paio d’anni fa. La rivista, già allora riferiva di “verifiche pre-produzione” condotte in un centro prove nei pressi di Zurigo, dove l’azienda ha aperto il proprio DigiLab. Il tutto in vista di un prossima omologazione europea. Anzi in quell’occasione si parlò addirittura di una gamma di più modelli, la Quant E e la Quant F. La seconda concept car citata vantava un’accelerazione 0-100 km/h in meno di 5 secondi, una velocità massima di oltre 200 km/h e un’autonomia elettrica dichiarata di 1.000 km. Numeri in grado distruggere la concorrenza sul mercato costituita dai veicoli alimentati a combustibili fossili.

Una tecnologia, quella basata sull’acqua salata, applicabile in una quantità di settori diversi: non solo l’automotive, ma anche la produzione in larga scala di energia elettrica pulita e a bassissimo costo (vista la quantità enorme di materia prima praticamente a costo e impatto zero).

Un affare che, avrebbe reso gli inventori di questa tecnologia spaventosamente ricchi in pochissimi mesi. Per questo appare inspiegabilmente che nessuno abbia più parlato della vettura, anzi della gamma di automobili prodotte dalla casa tedesca. E neanche delle altre potenziali applicazioni. Una cosa tanto sorprendente da far pensare a due possibilità: o si trattava di una bufala e i prototipi circolanti non sarebbero ancora realmente pronti e in grado di fornire le prestazioni dichiarate…. oppure, e delle due non si sa quale sia la più preoccupante, il fatto che siano state esercitate “pressioni” sugli inventori di questa rivoluzionaria tecnologia per sospendere o ritardare il passaggio dalla ricerca alla produzione in serie e alla commercializzazione su larga scala (cosa che avrebbe di fatto distrutto l’attuale oligarchia di alcuni gruppi di produttori di automobili, ma anche la fine del potere dei cartelli che gestiscono il settore dell’energia e dei combustibili fossili).

C. Alessandro Mauceri
C. Alessandro Mauceri
Da oltre trent’anni si occupa di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, nonché di internazionalizzazione. È autore di diversi libri, tra cui Moneta Mortale e Finta democrazia. Le sue ricerche e i suoi articoli sono pubblicati su numerosi giornali, in Italia e all’estero. Articoli

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