Una storia difficile quella tra Eni e Crotone

Eni

Crotone, la città dimenticata. Crotone la città avvelenata. Crotone realtà del sud violentata dall’Eni, che dopo averci succhiato il sangue ci ha lasciato in eredità, terreni impregnati di rifiuti pericolosi, senza che uno straccio di bonifica ci sia stata.Pur tuttavia, ancora oggi,  dopo una serie di disastri ambientali l’Eni dal nostro mare estrae più del 15% del gas prodotto in Italia. Mostri di metallo piantati nei nostri fondali, fanno bella mostra di sè;  senza  ricaduta per il territorio,   dove la crisi ha prodotto disoccupazione e la chiusura di numerose attività commerciali. Eppure dopo la deindustrializzazione, c’era chi giurava che Crotone si sarebbe votata al turismo, per la bellezza paesaggistica di una costa e di un promontorio che racchiude millenni di storia, che da sola avrebbe dovuto far mettere le ali a favore di uno  sviluppo sostenibile, ed ecocompatibile che ancora tarda ad arrivare. Si continua a parlare di energia rinnovabile, ma l’unica cosa rinnovabile sono stati gli appetiti di classi politiche, che nel tempo hanno fatto marchette con i dirigenti del colosso Eni vendendosi per qualche saga o posto di lavoro per parenti ed amici  che il politico di turno chiedeva. Chi ha provato a mettersi contro il cane a sei zampe,  molto tempo fa, marciando per la chiusura dei pozzi, ha pagato cara la fine della propria carriera  politica.  Da quando c’è stata la  dismissione delle fabbriche stiamo ancora aspettando la  bonifica  delle aree che custodiscono in pancia solo  veleni . Gli effetti purtroppo sono chiari e tangibili per la moria di vite umane che non danno tregua. Malattie oncologiche che aggrediscono il sistema immunitario, i polmoni e ci si sveglia un giorno scoprendo addosso i segni di un male che fanno prima a portarsi nella tomba, giovani privati della possibilità di vivere la spensieratezza e la bellezza dei propri anni.Piattaforme in mare che arricchiscono i petrolieri ma impoveriscono i territori, dal momento che il metano noi lo paghiamo a prezzo pieno, per non parlare delle concessioni governative a quattro soldi imposte da un governo centrale, che ha tolto alle regioni la possibilità di deciderlo il proprio futuro. Si amministrano i territori come se fossero feudi, senza tenere in debito conto le priorità o le peculiarità di sviluppo ed in questo imporsi e decidere la democrazia perde pezzi e con la democrazia la possibilità di contare e diversificarsi. Da quando l’Eni è a Crotone ,non ci  pare che abbia sentito il bisogno di devolvere quattrini a favore di un Ospedale e di una sanità che langue. In mezzo ci sono solo e sempre interessi di privati che mostrando i muscoli, riescono ad infiltrarsi nelle maglie istituzionali e ricattare la popolazione in cambio di qualche posto di lavoro. Ed in nome del lavoro si distribuiscono veleni e morte. Quanti sarebbero i posti di lavoro nelle energie alternative? Quanti kilowattora sono stati  immessi in rete per far si che si risparmiasse sull’energia elettrica? Tutto ciò dimostra che il bene collettivo è un concetto vuoto, se si perseguono interessi per pochi che hanno la licenza di sbancare i territori, tombare rifiuti a poco prezzo avvelenando anche la terra. Votare si al referendum sulle trivelle diventa dunque di fondamentale importanza.. Significa invertire la rotta liberandosi di mali atavici per vivere in un ambiente pulito, dal momento che è un bene da difendere a costo della vita.

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Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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