Una lettura molto utile

Ho letto di un fiato le prime cento pagine del libro di Bob Woodward, Paura. Trump alla Casa Bianca, Solferino – I libri del Corriere della Sera, Milano 2018.
Si tratta di un testo molto ostile all’attuale presidente USA, ma è utilissimo per capire come debba gestire la comunicazione chi voglia, oggi, muoversi nell’universo mediatico da protagonista, e non da passivo strumento del medesimo, vittima sacrificale designata per fingere che esista ancora una parvenza di democrazia a livello metapolitico. Occorre smontare il meccanismo, ma farlo con intelligenza, cioè rifiutando i risibili consigli dei moderati, quelli preoccupati solo dei loro solidi patrimoni e del “politicamente corretto”, vale a dire dei due aspetti che maggiormente li legano alla Sinistra globalista e internazionalista, fino a farne un blocco unico e antipopolare.
       Serve invece tutt’altro, perché – senza offrire il fianco alle bordate del nemico politico – l‘offensiva paga infinitamente di più della difensiva. Molto positivo, da questo punto di vista, l’apporto di Steve Bannon, delle cui idee condividerò sì e no il dieci per cento, ma che si dimostra bravissimo nel far capire a Trump che non si cambiano le politiche (e dunque non si spostano i voti a proprio favore) se prima non si cambiano le metapolitiche, i pubblici, i linguaggi, gli opinion leader, che non devono più essere quelli del passato, ma nuovi e rinvenuti in ambienti anche assolutamente diversi da quelli elitari da cui in genere sono tratti.
       Il “populismo” è appena agli inizi della sua santa battaglia e ovviamente sconta ancora moltissimi limiti, a cominciare da una denominazione che non lo rappresenta adeguatamente, ma la chiave della vittoria resta una volta di più la stessa: non giocare sul terreno scelto dagli avversari; non partecipare a partite le cui regole non si sia contribuito a stabilire; smantellare ad uno ad uno i punti di forza del nemico; evidenziare la sua sordida natura oligarchica e antipopolare, malamente mascherata da una difesa dei “diritti civili” di minoranze che meritano sicuramente tutela, ma non rappresentano la maggioranza della popolazione.
       Scritto in maniera accattivante, Paura è una lettura utilissima per comprendere i meccanismi della comunicazione contemporanea, e imparare ad usarli senza segnare colossali autogol o giocare con i regolamenti scritti e interpretati dal nemico a proprio esclusivo vantaggio.

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