Una donna non alla finestra: Constance Markievicz

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Constance Georgine Gore-Booth nacque a Londra nel 1868, figlia maggiore dell’esploratore artico Sir Henry Gore-Booth, proprietario terriero anglo-irlandese, con una tenuta di oltre 100 kmq nella parte settentrionale della Contea di Sligo, in Irlanda. Durante la grave carestia del 1879-80, Sir Henry si prodigò in favore dei suoi contadini e l’esempio paterno ebbe certamente una forte influenza sulla formazione di Constance e della sorella Eva, entrambe assai interessate alle condizioni dei ceti più deboli.
In giovanissima età, le due ragazze furono amiche di William Butler Yeats, che di frequente era ospite presso la loro dimora di Lissadell House, e furono influenzate tanto dalle sue idee artistiche quanto da quelle politiche.
Dedicatasi agli studi artistici, nel 1892 Constance si trasferì a Londra, divenne politicamente attiva e si impegnò in favore della concessione del voto alle donne. Successivamente si spostò a Parigi, sempre frequentando prestigiose scuole d’arte, e proprio nella capitale francese conobbe il conte polacco Casimir Markievicz, rampollo di una nobile famiglia. Tra i due nacque una relazione, che venne inaspettatamente accelerata dalla morte, avvenuta nel 1899, della moglie del conte. Dopo circa un anno, Constance e Casimir si sposarono e, nel novembre 1901, la nuova contessa Markievicz diede alla luce una bambina, Maeve.
La nuova coppia si trasferì a Dublino nel 1903 e Constance si fece conoscere nei circoli artistici della città, dove ebbe un ruolo di primo piano nella creazione dello United Arts Club, un club culturale che ben presto – impegnato com’era nella difesa della lingua e dell’identità irlandese – divenne un centro di propaganda nazionalista.
Influenzata dalle idee politiche dei suoi interlocutori, nel 1908 Constance aderì al Sinn Féin e alla “Figlie d’Irlanda”, un movimento rivoluzionario femminile fondato dall’attrice e attivista Maud Gonne, musa di Yeats.
Con il crescere del suo impegno politico, Constance ebbe i suoi primi problemi con la dominazione britannica e, nel 1911, a seguito di una dimostrazione di massa organizzata contro una visita in Irlanda di Re Giorgio V, venne arrestata e incarcerata per la prima volta.
Nel 1913, il conte Markievicz decise di fare ritorno nei possedimenti di famiglia, siti in quella che è oggi l’Ucraina e fece ritorno in Irlanda solo molti anni più tardi, quando Constance era ormai in punto di morte. Molte speculazioni sono state fatte in merito a questa separazione di fatto, ma nessuna appare pienamente convincente, se non quella per cui Casimir sarebbe stato stanco dell’impegno politico della moglie e il matrimonio ormai in crisi.
Quando scoppio la Rivolta di Pasqua dell’aprile 1916, Constance si ritrovò letteralmente in prima linea, uccidendo un membro della polizia di Dublino e ferendo un tiratore scelto dell’esercito britannico. Dopo sei giorni di combattimenti, tuttavia, ella dovette arrendersi insieme agli altri rivoltosi. Imprigionata e sottoposta a corte marziale, venne condannata a morte, come molti altri suoi compagni di avventura, ma le autorità inglesi preferirono commutare la condanna in ergastolo, “a causa del sesso della prigioniera”. Tale motivazione scatenò in Constance una vera furia, in quanto non aver condiviso la triste sorte dei suoi compagni le parve una inaccettabile forma di discriminazione contro una donna e per questo protestò violentemente, ma invano.
Trasferita in un carcere inglese, venne amnistiata circa un anno dopo, insieme ad altre persone che avevano partecipato alla Rivolta. Alle elezioni politiche generali del 1918, venne eletta deputato in una circoscrizione di Dublino e così fu la prima donna ad essere eletta alla Camera dei Comuni inglese. Tuttavia, in omaggio alla politica astensionistica voluta dal suo partito, lo Sinn Féin, ella non occupò mai il suo seggio.
Eletta al Parlamento irlandese nelle elezioni del 1921, divenne ministro del Lavoro dall’aprile 1919 al gennaio 1922. Come tale, fu la prima donna irlandese ad assurgere al rango di ministro e la seconda in Europa, dopo un’esponente bolscevica.
Nel corso della Guerra Civile irlandese, Constance si schierò in favore della fazione più accanitamente repubblicana e ostile alla composizione con la Gran Bretagna, ciò che le valse un nuovo imprigionamento. Nel 1926, quando venne fondato un nuovo partito, il Fianna Fail, ella aderì prontamente e venne rieletta al parlamento l’anno dopo, ma morì solo poche settimane più tardi, a causa di complicazioni connesse a un’operazione di appendicite. Aveva 59 anni.

Figura controversa, da alcuni considerata come uno degli artefici della libertà d’Irlanda e da altri come un’aristocratica dalle singolari idee socialiste, Costance Markievicz è certamente una personalità di estremo interesse, che segna un indubbio passo in avanti sulla strada dell’emancipazione femminile in Europa. Di ottima cultura, la sua fu una femminilità a tutto tondo, che tendeva a non stabilire particolari distinzioni tra i salotti, la lotta politica nelle piazze e addirittura gli scontri armati, dove le venne riconosciuto un coraggio individuale assolutamente fuori dalla norma e del tutto anomalo per le donne del suo tempo. E’ probabile che avesse desunto il suo amore per l’elevazione dei ceti sociali più bassi dal padre, mentre la singolarità del suo carattere, destinata ad accentuarsi con il passare del tempo, ne favorì la collocazione in quella “zona grigia” dove la storia ufficiale è solita relegare tutti coloro che, in un modo o nell’altro, non sono suscettibili di classificazioni precise. Resta l’immagine, riprodotta da molte fotografie, di una donna dai tratti e dai comportamenti mascolini, aggressiva e talvolta irridente, comunque decisa ad abbattere qualsiasi tipo di discriminazione potesse ancora esistere, nell’Europa a cavallo tra la fine dell’Ottocento e gli ultimi decenni del Novecento, a carico del suo sesso.

PIERO VISANI

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Piero Visani
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Aosta, 25/07/1950 - Torino 12/04/2020 Articoli

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