La “Bernadette” della Garfagnana: Anna Morelli.

Quando la Madonna apparve a Gramolazzo

 Non è facile credere a ciò che non si vede, questa regola vale ancor di più in campo religioso ed è da sempre stato tema di scontro fra scienza e credenti. La scienza dal canto suo dice che i miracoli e le apparizioni mistiche sono frutto di visioni riconducibili eventualmente anche a delle patologie e chiude il tutto in un ottica esclusivamente razionalistica, essi obbiettano che non sussiste alcun fondamento scientifico che dimostri l’esistenza di questi fenomeni soprannaturali e che comunque sia, ancor prima bisognerebbe dimostrare l’esistenza di colui che si presume ne sia all’origine, cioè Dio stesso. Queste affermazioni fanno rivoltare nella tomba tutti i Papi sepolti nelle Grotte Vaticane e la Chiesa inorridisce e afferma che la Fede è sopra ogni cosa e che non tutto quello che non si vede, non esiste. L’amore non si vede, la speranza, la gioia, non si vedono ma esistono, ma se non credi in Dio, nei suoi miracoli e nelle apparizioni perchè non può vederli con i tuoi occhi, allora non dovresti credere all’amore e ai sentimenti che governano il mondo. Così si riassume in maniera molto semplicistica l’infinita lotta fra scienza e Chiesa.

Tutto questo bel discorso fa da introduzione ad un fatto molto controverso e (forse volutamente) poco conosciuto avvenuto esattamente 70 anni fa in Garfagnana, quando a Gramolazzo apparve la Madonna, ma prima di iniziare nel racconto dei fatti mi è necessario dire che ognuno dei miei cari lettori è libero di trarre le proprie conclusioni su questi lontani accadimenti in maniera libera e spassionata, da parte mia visto il delicato argomento mi rifarò puntualmente ai fatti di cronaca e al materiale in mio possesso.

Anna Morelli “la miracolata”
(foto collezione Paolo Marzi)

La protagonista di questa vicenda era Anna Morelli una ragazza di Gramolazzo (frazione del comune di Minucciano) malata dal 1941, la povera donna non riusciva più ad inghiottire cibo e quel poco che deglutiva non riusciva assolutamente a digerirlo e lo vomitava puntualmente, gli era stato diagnosticato un male terribile che minava seriamente la vita stessa. Medici di ogni sorta e da ogni dove l’avevano visitata ma le speranze date da questi luminari erano sempre ridotte al lumicino. Il 1947 fu l’anno che la malattia degenerò, ma fu anche l’anno della svolta, quando da un possibile prodigio miracoloso la Madonna apparve alla ragazza nella sua camera da letto dove giaceva ormai inerme. La Santa Vergine stando al racconto dell’ammalata non pronunciò parola ma toccò la fanciulla sullo stomaco, la parte malata, e miracolosamente dove la Madonna pose la sua mano apparve sulla pelle una croce vermiglia e oltretutto l’oscuro male sparì. Immaginatevi voi, giornalisti, fotografi, autorità civili ed ecclesiastiche accorsero nel remoto paesino garfagnino per conoscere quella che al tempo fu definita “la miracolata”. Tutti volevano raccogliere testimonianze e intervistando gli abitanti del borgo confermavano le tesi conosciute:– Creda pure a me che l’ho vista, quella aveva il diavolo in corpo!- così all’epoca affermava un giovane del posto. La ragazza da parte sua mostrava a tutti la sua rossa croce a testimonianza della sua guarigione e così di parola in parola accorrevano per vederla da ogni parte della Valle del Serchio (e non solo). Gramolazzo era diventato il paese della “miracolata”, divenuto meta ove l’umanità stanca e sfiduciata da anni di guerra andava a ritemprare la propria Fede, “andando- come dicevano le cronache del tempo- a toccare con mano profana il segno tangibile di una volontà sconosciuta”. La cosa assunse, come spesso accade in questi casi i contorni del fanatismo, i pellegrini entusiasti assediavano la casa di Anna notte e giorno e i giornalisti ripetevano come pappagalli le solite domande sull’ormai famigerata apparizione, domande a cui la ragazza aveva ormai risposto un migliaio di volte.

La camera da letto di Anna,
dove ebbe la sua prima visione
(foto collezione Paolo Marzi)

Nel frattempo, sappiamo come sono fatti i cronisti, andarono a scavare nel privato della giovane e venne fuori che proprio la giovanotta aveva velleità da pin up e che proprio l’anno prima era stata eletta “Stella di Garfagnana” in un concorso di bellezza a carattere regionale. I tagliandi per decretare la vincitrice provenivano a bizzeffe alla redazione del giornale promotore, i maligni dicevano che ella stessa avesse finanziato la sua elezione, ma i maligni, si sa, non mancano mai
La storia non finì qui,anzi tutt’altro, la Madonna apparve più volte ad Anna Morelli, ed ecco dunque di seguito quello che un giornalista scrisse quando anche lui fu presente ad una di queste apparizioni.

La folla assedia la casa di Anna Morelli

“La fede muove le montagne, io mi sono mosso per molto meno, un volgarissimo telegramma. E sono stato fortunato: ho visto Anna mentre vedeva la Madonna. Il miracolo è atteso per le quindici, aveva richiamato a Gramolazzo increduli fedeli da tutti i paesi vicini. Ho chiesto alla ragazza dove sarebbe avvenuto il miracolo. Mi ha risposto con un sorriso:- Non lo so; dove mi sentirò di andare in quel momento- E intanto con grazia femminile accendeva una profumata sigaretta. Non crediate che con questo Anna sia un po’ civetta. Tutt’altro. Ha smesso di tingersi le labbra e le unghie, parla con una certa disinvoltura, ma con una serietà assoluta. Posa compiacente davanti all’obbiettivo, cita senza riluttanza libri che ha letto e films che ha visto. Chiedo cosa ne pensa di Bernadette, il film della miracolata di Lourdes. L’ha visto ma non esprime giudizi. Alla quattordici e dieci Anna mi dice:- Scusi non posso più rimanere devo scendere in strada-. Tento di trattenerla ma la ragazza è in preda ad un evidente nervosismo. Scende, la seguo. Ad un certo punto si getta in ginocchio e, pallidissima in volto, congiungendo le mani e sbarrando gli occhi mormora:- Eccola !-. La folla si inginocchia, piange sommessamente. Anna, la “miracolata” con lo sguardo fisso in avanti, sorride e mormora parole incomprensibili. E’ in estati. Riesco a percepire alcuni monosillabi privi di senso:- Si…No…-. Per accertarmi del suo stato di sensibilità la pungo per due volte inaspettatamente, con uno spillo. Due goccioline di sangue, la ragazza non sente e non fa un movimento. Gli occhi sbarrati, fissi nel vuoto vedono…Sviene. La portano di peso in casa. Dopo un attimo riprende i sensi. Grosse lacrime le scorrono sulle guance fra i singhiozzi che la fanno scuotere tutta, racconta della visione avuta:- Anna il segno che ti ho impresso ti resterà in eterno, Dillo e fallo vedere a tutti. Il cuore di Gesù sanguina per i peccati degli uomini.. Farai costruire un santuario-. Giù nella strada la folla inginocchiata prega.”

Grotta di Villa Santa
a Marina di Pisa

Le apparizioni successivamente continueranno ed usciranno dai nostrali confini per giungere in quel di Marina di Pisa eprecisamente alla grotta di Villa Santa. Siamo nel 1948 e già questo luogo era stato precedentemente visitato da celesti apparizioni, stavolta per mezzo di una piccola di quattro anni Paola Luperini, fattostà che anche Anna Morelli fu richiamata insieme ad altri veggenti in questo posto, ancora oggi considerato sacro. La testimone Lola Roncucci, signora pisana, oggi abitante a Livorno apre il suo scrigno dei ricordi e rammenta nitidamente di quella ragazza garfagnina e proprio di un episodio che vale la pena di raccontare, quando ad Anna in una precedente visione le fu detto dalla Vergine di invitare alla grotta gli infermi e gli ammalati in un dato giorno. La notizia fu ripresa da tutti i quotidiani e arrivò all’orecchio di una ragazzina di 14 anni Ilva Borghini di Rio Marina (Isola d’Elba). La bambina elbana aveva una brutta storia alle spalle, il padre la gettò dalla finestra per delle futili divergenze e nella caduta la piccola rimase paralizzata irrimediabilmente. Comunque Ilva quel giorno raggiunse Marina di Pisa, arrivò in barella. Come lei erano presenti molti altri malati provenienti da tutta Italia e tutti erano in preghiera, quando ad un certo punto della veglia, Anna attorniata dai sacerdoti presenti ebbe la visione. La folla presente, come racconta la testimone Lola Roncucci, rimase sbalordita quando dal cielo sopra la testa della veggente garfagnina cominciarono a scendere petali di rosa bianchi, Anna li raccolse e questi si tramutarono in ostie, una di queste era grande e rotonda, le altre due erano attaccate insieme. Terminata l’apparizione Anna le divise a pezzetti che distribuì ai presenti, l’ostia più grande rimase al prete. Uno di questi pezzettini toccò proprio ad Ilva Borghini, una volta ingerito udì una voce che le diceva:- Ilva, alzati e cammina-, prima con titubanza e poi in maniera più decisa la bambina scese dalla barella, cominciò a camminare superando anche diversi ostacoli, salendo scalini, schivando tronchi di albero e poi tornò improvvisamente indietro raggiungendo la barella da dove era venuta e tornò sorprendentemente paralizzata. La ragazzina spiegò che quando camminava la Madonna continuava a parlarle dicendole così:-Vedi Ilva ti ho dimostrato di poterti guarire per concessione di mio Figlio, ma lascio a te la decisione e la scelta. Vuoi essere guarita o rinunci alla guarigione per la conversione dei peccatori? Domani torna qui, mi vedrai e solo allora mi dirai quale è stata la tua decisione-. Figuratevi voi, la decisione per la madre e la giovane quattordicenne era a dir poco combattuta. Tale combattimento cessò il giorno dopo, quando la Madonna riapparve alla piccola che decise di rimanere inferma per la conversione dei peccatori. Negli anni a venire per Ilva fu un continuo calvario, fu seguita da un padre spirituale, in seguito a questi avvenimenti si fece poi suora.
Nel 1951 ci fu una delle ultimi apparizioni per Anna Morelli, ma quanto le disse la Madonna quel giorno di sessantasei anni or sono fa ancora rabbrividire il sangue nelle vene: – Grandi calamità vi attendono. Malattie cattive ed epidemie infesteranno il mondo: molti moriranno. Piogge fortissime arriveranno e devasteranno, allagando e sotterrando ogni cosa; fulmini scenderanno dal cielo distruggendo case e raccolti, tutta la terra sarà in movimento e neppure il mare vi risparmierà. Vi saranno fame, disordini e ribellioni, sangue innocente che correrà per la strada; il fratello ucciderà il proprio fratello e prestissimo ci sarà anche la guerra; microbi nuovi e terribili presto infesteranno la terra…-

Ben presto la Chiesa cercò di stendere una cortina di fumo su questi fatti. La ragazza fu fatta refertare da una commissione medica che la giudicò “soggetto isterico ed epilettico”, e la croce sullo stomaco? “Tracce ecchimotiche” e la brutta malattia? “All’esame radiologico appaiono tracce di ulcera cicatrizzata”. Insomma la Chiesa Cattolica Romana credette di non autorizzare il culto, per quali motivi non lo so e tutt’oggi rimangono (almeno a me) misteriosi, bisognerebbe ricercare negli archivi vaticani della “Congregazione per la dottrina della Fede”, ma il vostro umile cronista a così tanto non arriva. Entrando un po’ di più nel particolare posso solo dire che la Chiesa Cattolica giudica questi avvenimenti in base a tre fasce: le accetta e ne diffonde il culto, non le condanna e nemmeno le approva, o le condanna attraverso scomuniche e diffide. I fatti di Anna in Garfagnana rimangono nel limbo, cioè non sono stati condannati ma nemmeno approvati. Tengo a sottolineare un fatto, che le apparizioni mariane “autorizzate” dal inizio della storia della Chiesa Cattolica sono circa quindici e che le apparizioni della Madonna a Medjugorje a tutt’oggi non sono accettate dalla Chiesa, anzi…

Per Anna “la miracolata” così come rapidamente arrivò la notorietà e la fama altrettanto rapidamente arrivò l’oblio, voluto e preteso da Santa Romana Chiesa…

Bibliografia:

  • Domenica del Corriere 21 dicembre 1947, anno 49,n°51
  • Profezie di fine millennio di Anna Maria Turi, edizioni Mediterranee 1996
  • “Lumen Gentium” Vaticano II paragrafo 12
  • “Il Tirreno” , 1 settembre 1997 “Parlano i testimoni delle apparizioni a Villa Santa”
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Paolo Marzi
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

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