La nascita dell’ufologia viene fatta risalire al celebre avvistamento di Kenneth Arnold il 24 giugno del 1947, quando il pilota civile americano vide una serie di dischi volanti in formazione sopra il Monte Rainier nel Washington State. Alcuni mesi prima, però, l’Australia fu teatro di una ondata di avvistamenti che non hanno avuto la stessa fama, pur trattandosi di casi interessantissimi.

La prima testimonianza proviene da una coppia della cittadina di Lock, il 6 febbraio del 1947: il signor Flavel stava camminando verso casa dopo aver dato da mangiare ai suoi maiali, quando si accorse della presenza di cinque strani oggetti che parevano essere emersi dal mare come delle ombre, circondati di un vapore grigiastro. Erano oblunghi, con le estremità appuntite. Galleggiavano per aria, muovendosi da nord-ovest a sud-est e producendo delle ombre nette sul terreno. Il signore chiamò sua moglie che, stupita, uscì con una certa perplessità, pensando che il marito stesse scherzando o che avesse bevuto troppo. Enorme fu la sua sorpresa nel vedere che questi oggetti erano reali e si muovevano in cielo. Nemmeno lei fu in grado di capire di cosa potesse trattarsi.

Circa due ore dopo, tre operai al lavoro presso una linea ferroviaria a Port Augusta videro cinque strani oggetti in formazione volare sopra le loro teste da nord a sud. Di colore chiaro, ovoidali, anch’essi lasciavano un’ombra precisa a terra. Secondo uno dei tre lavoratori, che aveva fatto parte dell’aeronautica militare australiana durante la Seconda Guerra Mondiale, erano della grandezza di una locomotiva. La velocità cui procedevano e la forma insolita fece pensare a tutti e tre che non si trattasse di un velivolo ma di qualcosa di necessariamente diverso che però rendeva ardua ogni loro categorizzazione.

Non era ancora esplosa l’ondata di avvistamenti di dischi volanti e la stampa non aveva coniato questo termine, né si era mai ipotizzato che questi oggetti potessero provenire da altri pianeti, ragion per cui questi due avvistamenti rifuggono spiegazioni semplicistiche concernenti l’isteria collettiva e la psicosi da disco volante che farebbe sì che la gente veda in cielo oggetti che non ci sono o che confonda fenomeni normali e li intenda come straordinari.

Di conseguenza, occorre cercare di capire che cosa possano aver visto i testimoni.

La prima domanda da farsi è se sia possibile che un fenomeno noto, per quanto inusuale, possa essere improvvisamente frainteso da 5 persone in due luoghi differenti. Sembra infatti decisamente inconsueto e improbabile che qualcosa di già visto causi una interpretazione così errata. Non si hanno notizie, dai giornali locali, di lanci di razzi, per cui il dubbio persiste. Lo stesso dicasi nel caso si fosse trattato di un fenomeno celeste tipo un bolide: esso sarebbe stato osservato da ben più di 5 persone, il che fa pensare si trattasse di oggetti che volavano a quota relativamente bassa, proprio come descritto dagli stessi testimoni.

Ragion per cui già all’epoca alcuni commentatori cercarono di ventilare l’ipotesi che siccome l’avvistamento era avvenuto in un’area così ristretta doveva trattarsi di un fenomeno circoscritto, quale il volo di alcuni particolari uccelli migratori in formazione. L’ipotesi pare estremamente forzata, dato che non si capisce come sia potuta avvenire un’identificazione così errata al punto di scambiare per oggetti volanti inanimati degli uccelli ben noti nel panorama australiano, senza dimenticare che uno dei testimoni, Ronald Ellis, aveva prestato servizio presso l’aeronautica militare australiana e quindi aveva un occhio certamente più allenato per capire e per riconoscere che cosa volasse in cielo.

Altre ipotesi ventilate all’epoca hanno preso in considerazione la possibilità che si sia trattato di mongolfiere o di nuvole di piccole dimensioni. Il prerequisito essenziale per entrambe è rappresentato dalla necessaria presenza di un forte vento verso nord, in grado di sospingere le mongolfiere o le nuvole in tale direzione a velocità sostenuta, ma dai registri meteorologici dell’epoca non risulta fosse una giornata ventosa, il che porta a escludere questa possibilità.

Senza dimenticare che lo stesso Ellis, interrogato in merito all’ipotesi mongolfiera, escluse categoricamente questa ipotesi, specificando come la velocità mostrata da questi oggetti fosse del tutto inconcepibile per qualunque mongolfiera.

Ecco perché un’ulteriore ipotesi fu quella che si fosse trattato di normali aerei ma nuovamente Ellis negò ciò, dichiarando come fosse perfettamente in grado di riconoscere dei comuni velivoli da qualcosa che, al contrario, non era affatto comune ma anzi rifuggiva spiegazioni convenzionali, dal momento che, particolare degno di nota, questi oggetti non emettevano alcun rumore, il che porta subito a escludere l’ipotesi di velivoli convenzionali.

Occorre non dimenticare come a circa 200 chilometri da Port Augusta si trovi il poligono militare di Woomera, la cui costruzione iniziò proprio all’inizio del 1947. Solo che, come emerso da ricerche relative al poligono, esso diventò operativo a partire da aprile, per cui non vi fu alcun lancio fino almeno ad aprile stesso (in realtà il primo test ufficiale risale al 1949).

Ecco la ragione per cui, escluse queste ipotesi, i giornali locali tornarono a parlare di possibili meteore, ipotesi che venne subito esclusa da un astronomo australiano che spiegò come il tipo di movimento evidenziato dagli oggetti osservati dai testimoni oltre all’aspetto degli oggetti stessi non fosse assolutamente compatibile con le caratteristiche salienti delle meteore.

Come si è visto, le ipotesi formulate dai giornalisti dell’epoca sono state davvero numerose ma tutte si scontrano con i dati di fatto che, al contrario, puntano decisamente verso un’unica direzione: si trattava di UFO, da intendersi nell’accezione più precisa del termine, ossia oggetti volanti non identificati.

Sulla loro reale natura e provenienza è difficile esprimersi, ma non si può non notare come la forma a uovo sia tipica di numerosi altri avvistamenti accaduti negli anni successivi in tutto il mondo, come quello di esattamente 50 anni fa, nel Wisconsin.

Era inizio febbraio, il testimone stava camminando verso casa nella cittadina di Stevens Point, quando vide un grande oggetto a forma di uovo sopra Whiting Avenue. C’era la luna piena e poté osservare con attenzione l’oggetto, metallico, liscio, di almeno 40 metri per una decina di metri. Di primo acchito pensò trattarsi di un dirigibile, ma poi capì che non poteva esserlo e che era di un materiale diverso. L’oggetto si fermò proprio sopra di lui e, in quel preciso momento, le luci della sua vettura si spensero come se vi fosse una interferenza. Lo stesso dicasi per il motore. Data la distanza ravvicinata, ora poté vedere chiaramente attraverso i finestrini del velivolo. C’era una mezza dozzina di persone, sembravano perfettamente umani al testimone, uomini e donne con tute argentee. Fece un saluto, cui ottenne risposta da coloro che erano a bordo. Dopo poco, l’oggetto cambiò inclinazione per poi iniziare un’ascesa a velocità vertiginosa e scomparire alla vista in pochi secondi, facendogli capire che non poteva trattarsi di qualcosa di terrestre.

Ecco quindi come la forma ovoidale degli Ufo abbia rappresentato un motivo comune nel corso degli anni.

Per tornare al caso australiano, a pochi mesi dalla nascita ufficiale dell’ufologia moderna, già qualcosa di anomalo percorreva i nostri cieli, causando stupore in coloro che si sono trovati involontari testimoni di un fenomeno che, a distanza di 70 anni, risulta ancora estremamente sfuggente.

Ufo in Australia: la vera nascita dell’ufologia? was last modified: luglio 21st, 2017 by Umbero Visani

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