Traffico illegale di organi

A lanciare di nuovo l’allarme è stato il giornale Asia News: il traffico di organi è il nuovo business dei jihadisti. Dopo i reperti archeologici e il petrolio, la nuova fonte di entrate per gli estremisti sarebbe diventata il traffico di organi. La notizia è derivata dopo le segnalazioni di numerosi casi di sparizioni di minori nei villaggi di provincia. Bambini o organi portati oltreconfine in Turchia (anche i giornali di Ankara avevano denunciato questo fenomeno, prima della censura seguita al presunto golpe). In Medio oriente, i bambini sono soliti giocare nelle strade adiacenti le loro case. Ma dopo i numerosi casi di sparizioni e rapimenti hanno rinunciato a queste abitudini: genitori e famiglie evitano (per quanto possibile) di far uscire i loro figli di casa. Il timore è che vengano rapiti per essere portati in Turchia dove vengono loro espiantati organi destinati al mercato nero. Un traffico che sta raggiungendo dimensioni preoccupanti. Lo scorso anno, a finire sulle prime pagine dei giornali furono le indagini partite dalle dichiarazioni di uno “scafista pentito” che raccontò di decine di migranti partiti da Etiopia ed Eritrea o dal Sudan: quelli che non avevano i soldi per pagare il viaggio venivano consegnati a degli egiziani che li uccidevano per prelevarne gli organi e rivenderli in Europa dopo averli trasportati in borse termiche.

In quell’occasione venne ipotizzato anche il giro d’affari che ruota intorno al traffico d’organi: un business da quasi un miliardo e mezzo di dollari. A calcolare questa cifre spaventosa fu la fondazione Global Financial Integrity, che è considerata uno dei massimi centri mondiali di analisi sui flussi finanziari illeciti. Secondo la GFI, il 10% dei 118.000 trapianti che avvengono ogni anno nel mondo è illegale. Il numero dei trapianti illegali oscillerebbe tra 5900 e 11800 per un guadagno medio di 15000 dollari a trapianto.

I dati contenuti in un rapporto delle Nazioni Unite parlano di gruppi criminali ben organizzati e con ramificazioni internazionali che dopo i rapimenti, in prima battuta, cercano di ottenere un riscatto dai parenti: 14.000 dollari per un rapito a Khartoum, 30.000 per chi ha i parenti in Europa. Chi paga si vede riconsegnato il congiunto intero. Gli altri spariscono per sempre e diventano merce da vendere sul mercato illegale degli organi. Traffici umani che vanno avanti da molti anni senza che le autorità siano riusciti, fino ad ora, a fermare.

Il problema pare essere ben più esteso e radicato di quanto si pensasse. Recentemente un giornale (Blastingnews) ha parlato di un rapporto da cui emergerebbe il coinvolgimento di Israele (che è il più grande destinatario di donazioni di organi, ma il paese con il minor numero di donatori). Nei giorni scorsi, in questo paese, la polizia ha arrestato alcune persone (tra le quali un medico, latitante da anni, a cui era stata tolta la possibilità di esercitare la professione in passato per reati simili) accusate di far parte di una rete internazionale di traffico illegale di organi. Ad emergere è stato un giro d’affari che genera profitti da migliaia di dollari alla vota grazie alla vendita di organi a pazienti facoltosi che si recano all’estero per operarsi. Una vicenda che confermerebbe quanto riportato dal quotidiano statunitense New York Times che in un rapporto aveva già parlato di mediatori e di operatori centrali nel mercato sotterraneo della donazione degli organi in Israele che per anni, avrebbero intascato somme enormi grazie ai trapianti d’oltremare per i pazienti che venivano “abbinati” a donatori stranieri. Un traffico di organi che, secondo gli analisti del New York Times, avrebbe messo in luce un “ruolo sproporzionato” dei mediatori israeliani come acquirenti, come venditori, ma anche come broker. Affari che invece che continuano a prosperare e ad estendersi territorialmente: nel 2013, le autorità del Costa Rica hanno dichiarato di aver scoperto un traffico internazionale di organi specializzato nella vendita di reni a israeliani e europei dell’Est…

C.Alessandro Mauceri


C. Alessandro Mauceri
C. Alessandro Mauceri
Da oltre trent’anni si occupa di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, nonché di internazionalizzazione. È autore di diversi libri, tra cui Moneta Mortale e Finta democrazia. Le sue ricerche e i suoi articoli sono pubblicati su numerosi giornali, in Italia e all’estero. Articoli

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