Tornando indietro di 500 anni

 

Se un tempo si scontravano Federico I e Carlo V per il dominio europeo e la conquista dell’Italia oggi possiamo respirare quei momenti non sui libri di storia ma nella realtà quotidiana. Se torniamo indietro di 500 anni viviamo un parallelismo con la storia contemporanea, basterà sostituire qualche nome, qualche paese, ma la ripetizione si scoprirà coincidente.

I libri di storia hanno il grande difetto di riportare gli eventi che hanno caratterizzato il passato in maniera piatta e lineare esaltando le battaglie e le conquiste, i giochi politici e i sotterfugi di corte ma scordano che, sia l’estensione temporale dei fatti narrati sia l’azione che avevano sul territorio, portavano a delle ripercussioni davvero gravi sulla gente che viveva a quel tempo. I libri di storia non parlano della gente, dei Cittadini, ma solo dei re e degli eserciti, dei cambi di equilibrio dei poteri e della nuova configurazione dei territori. Pochi o meglio nulli gli accenni alla sofferenza della famiglie dei calzolai fiorentini o del signor nullità morto di fame all’angolo della Basilica di San Pietro.

Carlo V grazie a forze e possedimenti che derivavano dalla sua famiglia paterna e materna aveva tutte le caratteristiche per ambire a creare un impero universale. A lui si contrapponevano Federico di Sassonia, Enrico VIII d’Inghilterra e Federico I di Francia i quali avanzavano la propria candidatura al trono imperiale. Carlo V ebbe la meglio grazie a potenti banchieri tedeschi che speravano in un ritorno economico che la Germania avrebbe potuto sfruttare per prima. Lo stesso Erasmo accolse con favore l’incoronazione di Carlo V nel 1519, sperando che lo stesso potesse riportare pace e unità nel mondo cristiano. Nella realtà delle cose questo sogno rimase illusione in quanto alcune condizioni si opponevano al consolidamento dell’impero. Uno dei principali motivi erano le enormi differenze fra gli stati, sia in termini di lingua, cultura e interessi economici, ma non secondarie erano la riforma luterana che dilaniava la Germania, i turchi che premevano sul confine orientale e infine la Francia di Federico I che non accettava Carlo V. Il desiderio di Carlo V di riprendersi la Lombardia non favoriva certo i rapporti con Federico I. Lo scontro su territorio Italico durò 23 anni, anni in cui il territorio fu sconvolto da battaglie e morte, crisi e povertà (questo non è scritto sui libri di storia…ma sai… che importa). Federico I perdente firmò l’umiliante pace di Madrid che però sconfessò subito dopo alleandosi con gli stati italiani e con Papa Clemente VII. Carlo V sentendosi tradito dal Papa partì all’attacco di Roma con 18.000 mercenari tedeschi che costrinsero il Papa Clemente VII a rifugiarsi nelle mura di Castello San’Angelo. Approfittando di questo a Firenze furono banditi i Medici e fu proclamata la Repubblica. Carlo V ebbe di nuovo la meglio, si riconciliò con il Papa che addirittura lo incoronò a Bologna nel 1530 in cambio del ritorno dei Medici a Firenze, cosa che non avvenne facilmente, Firenze resistette per oltre 10 mesi all’esercito assediante di Carlo V.

Cambiamo qualche nome, solo per puro divertimento.

Carlo V facciamolo diventare un generico Bilderberg, i banchieri tedeschi vogliamo chiamarli BCE, l’impero universale lo vogliamo chiamare nuovo ordine mondiale, Federico I lo vogliamo chiamare complottista, Clemente VII possiamo dargli il ruolo di Benedetto XVI, i Turchi chiamiamoli Islamici, i 18.000 mercenari tedeschi vogliamo chiamarli eurogendfor. Dov’è la differenza fra ieri e oggi? Che oggi i campi di battaglia sono la finanza e la guerra climatica, che i morti sono imprenditori che si uccidono, la povertà si misura diversamente, ma alla fin fine cosa è cambiato da allora?

Cosa sarà scritto domani sui libri di storia del periodo buio che stiamo oggi vivendo? Non meravigliamoci se saranno riportati a grandi linee gli scontri delle famiglie nobili di oggi, scontri non più sui campi di battaglia, ma nelle aule parlamentari, nei tribunali, nelle city affaristiche e nelle banche d’affari. Verranno riportati i trattati firmati quali Maastricht e Lisbona, i nomi di questi grandi regnanti quali Rockfeller o Rothschild, dei loro generali quali Draghi o Van Rompuy, delle grandi conquiste economiche e industriali, di come le speculazioni e le scalate hanno spostato immensi capitali, di come la moneta unica europea ha permesso questi grandi cambiamenti, di come la politica ha cancellato leggi e modificato costituzioni. Sembrerà ancora una volta di leggere le gesta di Carlo V e Federico I che si scontrano per la conquista del mondo, dell’Europa, dell’Italia.

Lo scontro tra Federico I e Carlo V durò 30 anni e non una parola si legge oggi su cosa subirono gli schiavi di allora, la gente comune. Fra 500 anni questa nostra vita di oggi sarà ugualmente un episodio storico e niente si leggerà sulle sofferenze della gente comune, del Cittadino.

C’è solo una unica grande differenza fra il tempo di Carlo V e oggi, si chiama Sovranità popolare, cioè il concetto che il popolo è Sovrano e i Carlo V di oggi hanno in delega questa Sovranità. Sembra invece che i Carlo V di oggi gestiscano questa Sovranità, ancora una volta, come fosse la loro, la cedano la sopprimano, la calpestano. Anche i Cittadini sono gli stessi di allora? Si, forse si, perché se permettono che il Carlo V di turno giochi sulla loro pelle la Lombardia/Italia di oggi non sanno apprezzare cosa significa Sovranità e libertà.

Jacopo Cioni

ilsovranista.it

Jacopo Cioni
Jacopo Cionihttp://www.florencecity.it
Nato a Firenze nel 1967 e quindi bagnato dall'acqua lezza dell'alluvione in fase embrionale. Cresciuto all'ombra delle generazioni fiorentine che mi hanno preceduto respirando sempre aria di Fiorenza. Dentista di professione, obbista per diletto come scribacchino. Il tutto sempre con una chiara ottica: La Libertà è dell'uomo. La Sovranità è del Cittadino. La Democrazia è dei popoli. Decisamente in perenne scontro con me stesso in quanto scopro di avere torto in continuazione e mi consolo vedendo che tanti altri hanno molto più torto di me ma non se lo confessano mai. Persona da non frequentare in quanto assume pillole rosse. Articoli

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