Questa elucubrazione di Cassandra parte da una citazione trovata in una lettura casuale. Ha davvero senso interrogarsi sulla neutralità della tecnologia?

Roma – Durante una lettura casuale, sana abitudine per chi è in cerca di stimoli e novità, Cassandra si è imbattuta in questa citazione che dobbiamo allo storico della tecnologia Melvin Kranzberg. Kranzberg ha elaborato, come tanti altri nella storia della Rete, alcune “leggi” (ben 6) dedicate alla tecnologia in generale. Le altre 5 sono interessanti, ma le trascureremo perché la prima è davvero, davvero coinvolgente:

“La tecnologia non è buona né cattiva; ma neppure neutrale.”

Forte e chiarificatore, Cassandra non ci aveva mai pensato, ma forse qualcuno dei 24 informatissimi lettori sì; in questo caso la scuseranno per la banalità di quanto segue.Infatti la contraddittorietà della frase è solo apparente, e rivela l’equivoco in cui i tanti (inclusa Cassandra) che hanno riflettuto (ma non abbastanza) sulla questione sono caduti.

Infatti la dicotomia Bene/Male non ammette, come tutte le dicotomie, una terza componente; “tertium non datur”.

Nella Prima Legge di Kranzberg si mescolano, con evidenti intenti provocatori, due distinte dicotomie.

Quella Bene/Male e l’altra, la dicotomia della “Neutralità”, cioè Neutrale/Non neutrale.
Bene e Male sono quindi completamente estranei alla questione della neutralità come ogni dicotomia è estranea ad ogni altra dicotomia.

Dunque, se una tecnologia è “Non neutrale” cosa significa?
Cassandra pensa che significhi avvantaggiare una parte in conflitto o concorrenza con altre. Parti sociali, belligeranti in guerra o avversari in un gioco poco importa.

L’uso di una tecnologia per esempio avvantaggia “intrinsecamente” una data e specifica parte in un conflitto?
Chessò; la bomba atomica nella seconda guerra mondiale avvantaggiava gli americani oppure era neutrale?
Altra domanda apparentemente idiota ma tutt’altro che banale…
Il vantaggio storico dato agli americani è un fatto ridicolmente evidente, ma il caso particolare evidenzia la questione di fondo, che ricordiamo è scollegata dalla dicotomia Bene/Male come da qualsiasi altra.
La tecnologia bomba atomica era neutrale; l’avessero avuta i giapponesi avrebbe avvantaggiato loro; l’avessero avuta ambo le parti sarebbe stata ininfluente (anche se avrebbe ammazzato un sacco di gente).

“Ma con questa stupida provocazione Cassandra vorrebbe convincerci della neutralità della tecnologia?” diranno i 24 indignati lettori.

Infatti proprio che la tecnologia sia neutrale o no è la falsa dicotomia in cui tutti siamo caduti.
Un argomento classico e abusato sul quale sono già stati versati fiumi di inchiostro.
In maniera semplice ma non banale Wikipedia italiana riporta:
“Una falsa dicotomia (chiamata anche falso dilemma, fallacia della falsa scelta, o molto più informalmente pensare solo bianco o nero) è un tipo di fallacia che consiste nel presentare due soluzioni a un problema come se fossero le uniche possibili, fra cui scegliere alternativamente, quando in realtà ce ne sono altre.
Viene spesso utilizzata intenzionalmente come strategia retorica per forzare una scelta (O con noi o contro di noi), come accidentale omissione di opzioni aggiuntive oppure risulta come espressione di un modello della realtà o di un paradigma incapace di descrivere scenari alternativi.”

In questo caso si tratta appunto di porre il problema della neutralità della tecnologia in termini binari, nascondendo, volutamente o meno, che la domanda è semplicemente priva di senso, come sarebbe privo di senso chiedersi se la tecnologia sia dolce o salata.

Cassandra, soddisfatta di questa elucubrazione, lascia questo dilemma come argomento per i salotti televisivi e i perditempo in generale.

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Marco Calamari
Cassandra ha iniziato a pubblicare videocommenti; anteprime di articoli in preparazione, commenti a quelli gia' pubblicati od al "fatto del giorno", persino storielle del mondo piccolo di Cassandra. Qualita' video molto bassa, niente green screen od animazioni, location dove capita, e cosi' via; speriamo che il loro contenuto giustifichi i minuti spesi per ascoltarli. ------------------------------------------------- Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, talvolta noto come Cassandra, a 18 anni dovette decidere se comprarsi una macchina usata od un pc. Scelse il pc e da allora non si e' ancora completamente ripreso. Lavora come archeologo di software legacy in una grande multinazionale, ma e' appassionato di privacy e crittografia in Rete, dove collabora a progetti di software libero come Freenet, Mixmaster, Mixminion, Tor & GlobaLaks. E' il fondatore del Progetto Winston Smith e tra i fondatori dell'associazione Hermes Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali. Dal 2002 organizza il convegno "e-privacy" dedicato alla privacy in Rete e fuori, ed e' editorialista di "Punto Informatico" dove pubblica la rubrica settimanale "Cassandra Crossing". ========================================================== Follow @XingCassandra

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