(e fingo di prendermi molto sul serio)

§1 PREAMBOLO: DICHIARAZIONI DI PRINCIPIO
Un sistema formativo può essere valutato come ben costruito, se dopo i tredici anni trascorsi nelle aule scolastiche un giovane che vive in Italia dimostra di avere acquisito le seguenti caratteristiche:

1. Una conoscenza la più ampia e sicura possibile della lingua italiana, quanto a lessico sintassi ed ortografia. In funzione di tale obiettivo, nei vari cicli (che qui per comodità chiameremo in modo tradizionale Elementare Media Superiore) e con difficoltà crescenti con il loro succedersi, gli studenti saranno chiamati al lavoro di scomposizione di testi letterari, storici, sull’arte, giornalistici, scientifici e matematici, ed alla loro ricomposizione condotta in maniera personale ma aderente all’originale. Insomma un lavoro di analisi e sintesi, le due vie maestre della logica, un addestramento insistito alla soluzione di problemi, destinato a persistere per tutta la vita di una persona. In età adolescenziale la dimostrazione di un teorema di Euclide può risultare più formativa di un trattato di economia, con tutto il rispetto per questo, che rischia di rivelarsi intempestivo. Una preparazione più adeguata di questa per entrare nel mondo del lavoro è inimmaginabile, e le attuali esperienze scuola/lavoro sono di una banalità disarmante. La perfetta conoscenza dell’italiano garantirà la possibilità di accedere agli studi universitari, che devono tornare ad essere una dura ma efficace palestra formativa, fino a fare delle Università italiane il fiore all’occhiello dell’intero sistema formativo nazionale, accademico e non aziendale;

2. Con particolare attenzione alla diacronia ed alla sincronia, una competenza la più completa possibile nella Storia, locale nazionale europea e mondiale, con adeguata dedizione alle cause che hanno provocato gli eventi storici in esame. Anche alla Geografia va restituita dignità, perché la si conosca a partire dalla topografia della zona di domicilio, fino ad arrivare alla conoscenza dettagliata della geografia planetaria. Nella narrazione dei luoghi va obbligatoriamente inserita la descrizione delle bellezze naturalistiche paesaggistiche artistiche e storiche rilevabili nei territori. L’obiettivo ulteriore sarà quello di rendere partecipi i giovani di un progetto di trasformazione del nostro territorio in un museo a cielo aperto, ma estremamente dinamico, il nostro petrolio;

3. Una introiezione profonda dei valori del sistema democratico, fatto di partecipazione, di rispetto verso gli altri, verso l’habitat, verso l’arredo urbano ed i Beni Comuni. L’addestramento dovrà essere estremamente severo, anche con inflessibilità nei confronti dei comportamenti anomali ed estranei al disegno. La democrazia cresce con la democrazia, se ne nutre, e si potenzia e rafforza con la teoria e soprattutto la pratica democratica;

4. Una fluente proprietà di almeno una lingua straniera, nonché la massima disinvoltura possibile nell’utilizzo dell’informatica.

§ 2 IL DISTRETTO SCOLASTICO La cellula base della struttura organizzativa
Al distretto spetterebbero i compiti amministrativi ed organizzativi pratici per il funzionamento quotidiano ed annuale delle scuole del suo territorio. In particolare sarebbe di sua competenza la determinazione dell’organico distrettuale. Per il personale docente anno per anno l’ipotesi delle cattedre, inserendo nel calcolo anche il saggio di supplenza, ricavato dai dati statistici degli ultimi anni.

§ 3 FORMAZIONE DEI DOCENTI
1. Potranno candidarsi alla cattedra, i laureati con LAUREA ABILITANTE;
2. Se il corso di laurea ha durata quadriennale, una volta conseguito il titolo (con voto almeno di 92/110) e nel numero di anni contemplato dall’ordinamento di facoltà (poche e severamente accertate le cause impediendi, che consentirebbero la deroga a questo requisito), per abilitarsi ci si iscrive ad un quinto anno, con esami di didattica della/e disciplina/e, di psicologia dell’età evolutiva, di sociologia, di docimologia. Sarà poi da affrontare un colloquio in inglese e dimostrare una sufficiente disinvoltura nell’utilizzo del PC, sia a fini didattici, sia per l’inserimento dei dati nel sistema centralizzato;
3. Laurea tradizionale sommata al V anno extra fanno la Laurea Abilitante, che sostituisce tutti gli istituti proliferati nel tempo e finalizzati alla formazione;
4. La formazione professionale si completa come indicato nel seguente paragrafo.

§ 4 RECLUTAMENTO E FORMAZIONE IN ITINERE
1. Il laureato/abilitato ha facoltà di proporre domanda di assunzione in organico a tutti i distretti che desidera, i quali stileranno le graduatorie di distretto in base a criteri obiettivi;
2. Il distretto proporrà la presa in carico dei candidati sulla scorta delle disponibilità di organico, determinato come nel § 2;
3. Il candidato che accetta, entra in organico, e per tre anni farà esperienza remunerata in collegamento con un Tutor (vedi oltre);
4. Il neo assunto opererà in accordo con il tutor (compresenza, lezioni frontali, scelta dei compiti e delle tematiche delle lezioni, correzione dei compiti e tutto ciò che è in relazione allo sviluppo di un programma);
5. In caso di necessità sarà utilizzato per supplenze nelle scuole del distretto o dei distretti limitrofi;
6. Al termine del terzo anno avrà concluso il periodo di addestramento, e permarrà nel distretto per almeno altri due anni in qualità di docente di ruolo. Potrà poi chiedere trasferimento.

§ 4 NUOVE FIGURE PROFESSIONALI
1. TUTOR: si diviene Tutor in conseguenza di apposito corso universitario con esame, e dopo dieci anni di cattedra senza censure: il tutor sarà operativo, quando avrà alle sue “dipendenze” almeno tre nuovi laureati; avrà carriera e stipendio a parte e potrà aspirare a rivestire il ruolo di direttore didattico. E’ nell’elenco dei tutores di distretto;
2. Analogamente si determinano figure professionali speciali, e con riconoscimento stipendiale, come per la elaborazione somministrazione e valutazione dei test INVALSI;
3. I test INVALSI saranno di istituto, e finalizzati a verificare il raggiungimento degli obiettivi minimi indicati fase per fase. Al ministero il compito di controllare che i test siano svolti secondo le regole;
4. BIBLIOTECARIO, RESPONSABILE DEI LABORATORI, ATTIVITA’ EXTRA: figure professionali con riconoscimenti stipendiali e di carriera;
5. DIRETTORE DIDATTICO, con compiti di sorveglianza e controllo sull’andamento didattico dell’istituto di competenza, con requisiti professionali da determinare.
§ 5 CONCLUSIONE DEL CICLO
1. Si aboliscono rimandi e bocciature così come usati oggi. Ogni giovane fin dal primo anno dei suoi studi, al termine di ogni anno riceve un libretto personale, elaborato dai docenti, in cui ci sia la fotografia del suo anno scolastico. Gli anni successivi, fino all’ultimo, produrranno analogo documento (una copia alle famiglie o agli interessati ed una in archivio distrettuale). Vi si indicherà il giudizio dei docenti sull’opportunità di passare all’anno successivo. Alle famiglie la valutazione se fermare o no il proprio figlio. Il libretto personale sarà il documento ufficiale da esibire come certificato degli studi, in caso – ad esempio – di domanda di lavoro;
2. L’anno scolastico inizierebbe il 1 settembre, e per un mese si terrebbero corsi di recupero con esami (il cui esito sarebbe registrato sul libretto personale) per chi ne avesse bisogno. La frequentazione sarebbe facoltativa per gli altri;
3. Le lezioni regolari inizierebbero per tutti il 1 ottobre;
4. Dopo il 13° anno di scuola si aprirebbero per i giovani le seguenti vie: a) iscrizione all’università; b) opzione per il lavoro; c) corso di formazione professionale con l’intervento delle attività produttive territoriali; d) corso con accompagnamento pratico per la creazione di attività produttive di imprenditoria giovanile;
5. Fino al terzultimo anno di corso, curriculum obbligatorio unico per tutti, ma con la possibilità di accedere in più ad insegnamenti specifici per determinati indirizzi successivi, mentre dal terzultimo anno fino alla fine un robusto asse comune di discipline, con tre/quattro specializzazioni, come nei migliori sperimentali degli anni 70/80 (classico, scientifico, linguistico, informatico), in cui l’unità di classe sia interrotta e si crei l’aula specialistica.
6. Il ciclo si concluderebbe con adeguato esame finale.
7. RICORSI. Competenti per la valutazione dei ricorsi da parte di famiglie e studenti per materie propriamente scolastiche sono tre Commissioni di giudizio, che determinano tre gradi: quella di distretto, quella dell’Ufficio Scoastico Provinciale (Provveditorato) e quella ministeriale. Ognuna delibererà entro dieci giorni dalla presentazione del ricorso. Ai tribunali ordinari, con apposita legge, il compito di verificare le procedure seguite, perché risultino inoppugnabili.
___________
§ 6 CONCLUSIONE
Questa in grandi linee (e con molte lacune) la bozza di una riforma decorosa. Ma di tutto il discorso la parte più rilevante ed irrinunciabile è quella contenuta nel preambolo, paragrafo uno.
Resterebbe la formazione oggi affidata agli istituti professionali, da regolare con l’intervento delle regioni e delle attività produttive territoriali. Ma anche per questo tipo di istruzione è irrinunciabile il preambolo CON I SUOI OBIETTIVI DI FONDO.

N.B.: TUTTO DOVREBBE SVOLGERSI SENZA MASSACRI SOCIALI, QUINDI SENZA NEMMENO UN LICENZIAMENTO, GIUSTIFICATI DA RAGIONI DI BILANCIO. TRENT’ANNI DI TV COMMERCIALE DILAGANTE HANNO PORTATO IL 70% DEGLI ITALIANI AD UNA CONDIZIONE DI ANALFABETISMO FUNZIONALE (sanno cioè leggere e scrivere, ma raramente capiscono ciò che leggono o scrivono in modo corretto e comprensibile): E’ POSSIBILE UNA VERA DEMOCRAZIA IN TALI CONDIZIONI? OCCORREREBBE QUINDI UN PROGETTO DI RIENTRO DALL’ANALFABETISMO. HO LETTO QUALCHE PROGRAMMA ELETTORALE PRIMA DEL 4 MARZO: ARIA FRITTA PER LO PIU’, OPPURE UN CENTONE INCOERENTE DI LUOGHI COMUNI, MIRATI A RACCATTARE VOTI A DESTRA ED A MANCA, E NULLA PIU’.

ED ORA SCATENATEVI PURE!

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Fulvio Marino
Ex insegnante appassionato di cultura, specialmente classica, attento alla politica, innamorato della democrazia.“Càpita nella vita sia personale che comunitaria di avere la sensazione di aver fatto una corsa troppo veloce, di esere andati troppo avanti, al punto di non percepire più dove ci si trovi. Allora è saggio fermarsi, sedersi, e parlare con se stessi. Ed in questo ci aiutano le voci dei grandi del passato, e qui da noi sono stati veramente grandi e veramente tanti. Si recuperano così le radici del nostro essere, e si riprende slancio, dopo aver meditato un pochino e riflettuto. Ed è questo ciò che intenderei fare, offrire a chi li apprezza spunti di riflessione, angoli di astrazione dal presente, che proprio gratificante non è. Spero di fare cosa gradita.” Fulvio Marino (autore del libro"Il pifferaio tragico" ) Articoli

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