Spiccioli di Cassandra/ L’insopportabile fragilità di Internet

 

e se al disopra di un problema grosso ci fosse un problema grande?

Povera facebook! Di scomparire non si augura a nessuno, nemmeno all’incarnazione del Male.

Ma se alla base di un problema descritto in termini di sigle come BGP, IGP, DNS che si sono “scassate” ci fosse un problema più sottile?

No, Cassandra non parla di complessità eccessiva. Gli organismi naturali sono ancora più complessi e funzionano tranquillamente. Nemmeno di insiemi di tecnologie fuori controllo, perché anche in campo tecnologico l’evoluzione, alla fine, tende alla stabilità.

Parla di un problema di formazione, anzi di educazione, anzi di semplice nozionismo.

Ai tempi di Cassandra, quando all’Università di Pisa illustri professori insegnavano “Reti di Computer” (si chiamava così, giuro), ti massacravano gli zebedei col modello ISO/OSI, cioè come le reti avrebbero dovuto funzionare in teoria, lasciando sistematicamente fuori della porta il mondo reale.

Nel frattempo la pressione del TCP/IP lo insinuava dappertutto, come quando Blob filtra dai finestrini del cinematografo.

Spiegare come avrebbero dovuto funzionare le reti, invece di come funzionavano, ha danneggiato, oltre che la media dei voti di innumerevoli studenti, anche le loro menti. Una generazione di futuri sistemisti che una volta laureati hanno dovuto trasformarsi in autodidatti per riuscire a lavorare.

Poi il TCP/IP ha regnato dovunque, come la Morte Rossa, ma benigna.

Oggi il problema si ripresenta, ad un livello diverso e più pervasivo, ma sempre per una carenza del sistema educativo.

MAC? Tabelle di routing?? Indirizzi IP??? Internet funzionava così negli anni ’70, ora non più!

Oggi adulti e ragazzi con un minimo di cultura informatica, diciamo dai 10 anni in poi, sono convinti di sapere come “funziona Internet”, e si sono portati dietro questa convinzione, rafforzandola negli anni con altre dosi di “informatica”, assunta per via scolastica, accademica oppure autodidattica.

E’ su questa “base” mentale fallata che chi ne ha bisogno edifica successivi strati correttivi di nozionismo realistico, per poter lavorare come “professionisti di Internet” dai provider o nei datacenter.

Ma se è vero, come dicono le neuroscienze, che il quadro mentale con cui interpretiamo la realtà si forma nei primi anni di vita, questo vuol dire che l’Internet “d’antan” sta alla base degli schemi mentali, normalmente funzionanti, anche dei più qualificati “professionisti di Internet” odierni.

Forse è successo questo; come Mr. Hyde, una nozione per troppo tempo repressa è riemersa con prepotenza proprio mentre un competente ma stanco Jekyll, tecnico di un famoso social, stava facendo una importante operazione di configurazione, ed ha provocato un'”interferenza distruttiva” nelle sue azioni.

E patatrac!

Basterebbe insegnare cose meno datate su Internet, su come funziona veramente, per costruire basi più solide nella mente di chi dovrà un giorno lavorarci?

In fondo sono solo un pugno di protocolli e di concetti, che si possono spiegare in una manciata di ore di lezione.

Perché raccontare balle? Basterebbe raccontare le cose come sono, fatti, non propaganda.

Chi insegna davvero lo sa bene. Le fake news fanno solo danni. Vale per come funziona Internet, ed anche per tutto il resto delle cose che “scrivono” il mondo nella mente dei ragazzi.

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Marco Calamari
Marco Calamarihttp://www.cassandracrossing.org
Cassandra ha iniziato a pubblicare videocommenti; anteprime di articoli in preparazione, commenti a quelli gia' pubblicati od al "fatto del giorno", persino storielle del mondo piccolo di Cassandra. Qualita' video molto bassa, niente green screen od animazioni, location dove capita, e cosi' via; speriamo che il loro contenuto giustifichi i minuti spesi per ascoltarli. Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, talvolta noto come "Cassandra", a 18 anni dovette decidere se comprarsi una macchina usata od un pc. Scelse il pc e da allora non si e' ancora completamente ripreso. Lavora come archeologo di software legacy in una grande multinazionale, ma e' appassionato di privacy e crittografia in Rete, dove collabora a progetti di software libero come Freenet, Mixmaster, Mixminion, Tor & GlobaLaks. E' il fondatore del Progetto Winston Smith e tra i fondatori dell'associazione Hermes Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali. Dal 2002 organizza il convegno "e-privacy" dedicato alla privacy in Rete e fuori, ed e' editorialista di "Punto Informatico" e "ZeusNews, dove pubblica la rubrica settimanale "Cassandra Crossing". Scrivere a Cassandra - @calamarim Le profezie di Cassandra: @XingCassandra Videorubrica "Quattro chiacchiere con Cassandra" Lo Slog (Static Blog) di Cassandra L'archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero

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