Della situazione in Siria e nello Yemen i media sembrano non voler più parlare. Eppure ci sarebbe tanto da dire.

Nello Yemen continua a diffondersi l’epidemia di colera: in meno di dieci mesi, sono già stati registrati oltre 750mila casi sospetti. A dirlo è il Comitato internazionale della Croce Rosso che ha parlato di situazione umanitaria catastrofica. In una conferenza stampa tenuta a Ginevra, Alexandre Faite, capo della delegazione CICR in Yemen, ha parlato di 750mila casi sospetti e 2.119 morti fino a oggi. Dello stesso parere Oxfam secondo la quale l’epidemia di colera in corso nel paese è la peggiore mai registrata da quando esistono i rilevamenti. Nigel Timmins, direttore umanitario di Oxfam, ha detto che “è la peggiore crisi umanitaria del mondo e che sta ulteriormente peggiorando. Più di due anni di guerra hanno creato le condizioni ideali per la propagazione del colera. Il conflitto ha spinto il paese ai limiti della carestia, costretto milioni di persone a lasciare le proprie case, distrutto il già insufficiente servizio sanitario e impedito qualsiasi tipo di soluzione”.

E la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi: il numero dei contagi potrebbe raggiungere la cifra spaventosa di un milione entro la fine dell’anno. UNICEF e OMS hanno rivolto un accorato appello alle autorità dello Yemen, senza capire che anche se volesse chi governa quel poco che rimane dello Yemen non ha le possibilità di intervenire: oltre metà delle strutture sanitarie non è operativa e circa 15 milioni di persone non hanno accesso a flussi di acqua sicura, cosa questa che è la causa primaria per la diffusione di malattie come il colera. Se a livello scientifico è pur vero che il colera è una malattia spesso curabile, per contro è altrettanto vero che bisogna intervenire con rapidamente e con gli strumenti adeguati. Cosa questa impossibile nello Yemen.

Come al solito le prime vittime di queste guerre inutili sono i bambini: è tra i più piccoli che si registra il più consistente di vittime.

Anche della Siria pare nessuno abbia più voglia di parlare. Eppure il mese di Settembre è stato il più cruento dell’anno: più di 3.050 persone uccise in un mese, di cui 955 civili. A fornire questi dati è stato l’Osservatorio siriano per i diritti umani (http://www.syriahr.com/en/): “Oltre il 70 per cento dei civili sono stati uccisi dal regime e dai bombardamenti aerei russi, o da raid della coalizione internazionale che combatte contro lo Stato islamico, ha affermato il portavoce dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman. Forze ribelli, alleati occidentali, forze governative, sovietici, tutti responsabili di quella che, nel silenzio dei media, ha assunto le proporzioni di una vera e propria strage degli innocenti: dei 955 civili uccisi, 207 erano bambini e 148 donne. Non dall’inizio del conflitto o dell’anno: in un solo mese.

Basta scorrere la lista per comprendere quanto può essere crudele e inutile la guerra che si sta combattendo in questo paese: 395 (di cui 92 bambini e 71 donne) sono i civili morti sotto i bombardamenti aerei. 282 (di cui 68 bambini e 45 donne) uccisi in attacchi aerei dai droni o dai bombardamenti della coalizione internazionale. 91 (di cui 22 bambini e 10 donne) i morti a per le bombe lanciate da parte delle forze di regime o inesplose o per i proiettili dei cecchini.

E poi morti sotto tortura nelle prigioni di sicurezza siriana o uccisi dal fuoco delle guardie di frontiera turche (tra questi 5 bambini e una donna). O vittime di esecuzioni capitali eseguite dall’organizzazione Stato Islamico. E la lista sarebbe ancora lunga. Ormai di questi massacri sembra non importare niente a nessuno. Né sembra importare chi ha commesso queste stragi. Forse, confusi dietro uno spaventoso miscuglio di pace, democrazia, possesso del territorio e interessi economici, non importa più nemmeno perché si sta combattendo in questi paesi.

Sembra quasi che i media internazionali (e la gente che li legge e ascolta) si siano ormai abituati alla strage di civili, donne e bambini che avviene in Siria e nello Yemen. Pochi hanno riportato la notizia delle altre 59 persone che ieri si sono aggiunte alla lista, 13 (compresi 2 donne e 2 bambini) nella provincia di Ezzor, 3 nella provincia di Rif Dimashq e 34 (tra cui 8 bambini e 7 donne) ad Armanaz. E oggi, il mese di Ottobre è iniziato con altri morti civili a Sheikh Yasin non lontano dalla città di Deir Ezzor. E ancora di meno hanno lanciato un grido d’allarme sull’epidemia di colera che si è diffusa nello Yemen.

Stragi ed epidemie che hanno fatto di quelli che una volta erano paradisi e culla della civiltà un inferno.

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