C’è quello che giura non si sa bene cosa sui rosari, per ottenere il voto cattolico.

       C’è quello che promette dentiere per tutti, per ottenere il voto della media anagrafica dei suoi elettori, e che promette veterinari gratis per tutti (e se uno non è animalista – orrore, orrore! – dovrà farsi curare dai veterinari…?).
       C’è quello che promette 80 euro “anche alle partite IVA” (che “sganciano” oltre 3.000 euro l’anno per mantenere l’INPS senza avere alcuna certezza di superare le poche centinaia di euro di pensione, se mai ci arriveranno, alla pensione…).
       C’è quello che promette “reddito di cittadinanza” per tutti e la moneta la farà battere da qualche stampante in 3D.
       E gli italiani – ad almeno uno dei quattro capicomici testé citati – pare vogliano dare credito. Così come ne darebbero a Juncker se promettesse – e almeno lui farebbe ogni sforzo per mantenere la promessa, di questo si può stare certi…! – “happy hour” per tutti H-24, tanto più che “ce lo chiederebbe l’Europa”.
      A questo punto, siccome non mi è difficile immaginare che i quattro capicomici italici testé citati qualche voto lo beccheranno, non resta che pormi il problema che mi assilla da qualche decennio, ormai: “Siamo sicuri che in questo Paese il problema siano i politici e non chi – non si sa se molto distratto o molto tonto – dà prova di credere loro”?
      Per fortuna che ci penseranno l’Eurolager e i suoi kapò a ricordarci che “il lavoro [NON] rende liberi”, specie se devi mantenerli, e che ci attendono solo “sangue, sudore e lacrime”. In una parola – e restando sempre nella dialettica churchilliana” – “our darkest hour”.
       Viva le farse “y Viva la muerte!” (quella che ci attende).

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