Sette Aprile: gli Usa bombardano la Siria

Sette Aprile 2017. Soffiano impetuosi i venti di guerra. Per una strana beffa del destino, siamo ritornati all’invasione della Polonia, compiuta il 1 settembre del 1939 dalla Germania e il 17 settembre dalla Russia per spartirsi il territorio polacco, al termine delle operazioni belliche. Questa volta il territorio da spartirsi è La Siria, e i protagonisti sulla scena di guerra sono la Russia, l’America, e quei Paesi europei che hanno sempre avuto nel proprio Dna i geni della conquista come l’Inghilterra e la stessa Francia. Dal combattere il terrorismo internazionale si è finiti alla strategia del difendere i propri interessi in zone dove il petrolio è l’oro nero da estrarre e quei territori importanti per definire i nuovi confini geopolitici. La Siria a questo punto è il centro nevralgico per la sua vicinanza al Libano, all’Iraq, alla Cisgiordania, all’Iran. Abbiamo capito da tempo che gli stati si possono destabilizzare quando ci sono in ballo interessi geopolitici. Dopo le primavere arabe per esportare democrazia i paesi dittatoriali sono piombati nel caos, vedi la Libia e l’Iraq. Fatti fuori Saddam e Gheddafi le fazioni islamiche si sono ritrovate l’un contro l’altro armate e l’eterno scontro tra Sunniti e Sciiti si è riacceso fino a determinare la nascita del sedicente stato islamico di al-Bagdhadi che guida un’organizzazione jihadista, terroristica e fondamentalista attiva in Iraq, Siria, Libia, Mali e in modo discontinuo anche in Tunisia. Nel 2014 al- Baghdadi viene proclamato Califfo dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante . La Guerra Santa proclamata all’Occidente e agli infedeli si moltiplica ancora di più contro i cristiani e gli Sciiti, accusati di collaborare con il governo iracheno e le forze della coalizione. La Siria, governata da Bashar al-Assad, appartiene all’ala alauita, corrente minoritaria degli Sciiti combattuti dai Sunniti. Ed è dal governo siriano, coadiuvato dalla Russia, che partono gli attacchi contro i Sunniti, per fronteggiare il terrorismo che sta acquistando sempre più forza grazie a stati come gli emirati che, da una parte condannano la guerra santa, ma dall’altra foraggiano tramite la vendita di armi il terrorismo. Fino a oggi Bashar al- Assad aveva compiuto attacchi contro le forze ribelli in Siria, ma evidentemente questo non bastava all’America, fuori dai giochi di spartizione e si è creato così l’incidente che ha scatenato il conflitto su basi planetarie e che rischia di essere un’apocalisse. Il governo siriano è stato accusato di aver sganciato il potente gas nervino contro la popolazione civile che ha lasciato sul campo molti bambini oltre che donne e uomini. Senza accertare le responsabilità, cercando di capire se tra i bersagli colpiti ci fosse un deposito di armi chimiche usate dall’Isis, si è colpito nel mucchio e il tricotico Trump ha lanciato 59 missili di cui solo 23 hanno centrato l’obiettivo distruggendo sei aerei dell’aviazione siriana. Un’escalation militare che comporta l’irrigidimento dei rapporti tra America e Russia e lo stato d’allerta di potenze come la Cina e l’Iran che ha sempre tenuto un atteggiamento di prudenza rispetto agli attacchi sferrati dall’America. Il mondo dunque si sta avviando verso la guerra nucleare e certamente con tutte le truppe cammellate di immigrati che l’Europa si ritrova dentro il ventre del Cavallo di Troia, basterà un fischio per colpire in occidente obiettivi civili. Ciò che fin’ora abbiamo definito “lupi solitari” si organizzeranno per attentati nelle metropolitane o in centri commerciali , così com’è accaduto in Svezia. Un camion si è lanciato sulla folla di un centro commerciale provocando tre morti e otto feriti. Dopo Londra, Berlino e Nizza gli attentati si moltiplicano anche nell’Occidente dove sarà sempre più difficile contenere la violenza che arriva quando meno lo si aspetti e a farne le spese come sempre sono inermi cittadini, gente comune, presa a tradimento. A questo punto urge contenere l’immigrazione i cui flussi non si fermano. Meno male che questa Europa doveva portarci la pace. Ci ha tolto non solo la pace, ma anche la fiducia e la speranza. La globalizzazione è servita ai mercati, alla finanza i cui effetti letali li stiamo pagando tutti.

Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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