Sanità a Crotone lentamente muore

di Antonella Policastrese

Calabria

Manco poco che la Calabria collassi per via di una crisi che ha acuito maggiormente i problemi. In questo avamposto di frontiera, privo di strade, ferrovie, servizi ridotti all’osso, ci vorrà l’anno tremila, prima di risalire la china, ammesso che questa terra esisterà ancora. Ci mancava solo il commissario alla sanità : Massimo Scura che da quando è stato nominato dalla Lorenzin, per riordinare il settore sanitario, sta solo togliendo ai calabresi la possibilità di curarsi. Siamo sempre più convinti che il commissario abbia effettuato i suoi tagli senza tener conto del territorio e se pensa di mettersi a tavolino per far quadrare i conti con carta e penna, è veramente fuori strada. I sindaci protestano vibratamente, le comunità sono sul piede di guerra, in quanto non si può rinunciare all’esistente ; da queste parti significa che nessuno può ammalarsi e forse bisognerebbe fare gli scongiuri perché ciò non accada, oltre che pregare il buon Dio di concederci il dono dell’immortalità. La situazione è sconfortante in tutte le ex province Calabresi, compresa Crotone, che sta assistendo allo smantellamento dell’unico presidio ospedaliero che fin’ora ha fornito cure ai crotonesi, ridotto adesso ad un grande poliambulatorio. Non solo. Il nove marzo, quando il Marrelli Hospital, struttura privata, ha avuto l’accreditamento al sistema sanitario, con l’aggiunta di nuovi posti letto, all’ospedale S. Giovanni di Dio è stato cancellato il reparto di nefrologia, un reparto d’eccellenza che dall’oggi al domani ha annientato le speranze dei dializzati, che dovranno recarsi altrove per curarsi. Il S. Giovanni di Dio è sempre stata una struttura che nel crotonese ha garantito assistenza e cura, per l’affluenza di un’utenza proveniente dal circondario. Paesi isolati, con strade sterrate, che hanno potuto fin’ora azzerare i tempi di percorrenza e che ora dovranno capire dove andare. C’è il sospetto che nel riordino e negli accorpamenti fatti da Scura si vogliano favorire i privati, e favorire i viaggi della speranza fuori regione. Eppure con tanti giovani infermieri disoccupati, che vorrebbero esercitare questo mestiere, in una Calabria ridotta all’osso che si fa? Si tagliano i posti letto, si chiudono reparti e la scusa del commissario è : che ci sono troppi primari, come se stessimo parlando di operai addetti alla catena di montaggio.Un commissario dunque, che invece di coordinarsi con gli addetti ai lavori, agisce come un oscuro burocrate, dimenticando che la salute è un diritto dei cittadini e che per far rientrare il debito sono altri i parametri di adottare. Ma Scura sembra sordo, da un orecchio non ci sente, tant’è che la prossima mossa sarà un decreto che prevede la riduzione delle centrali operative del 118, ossia il servizio emergenza urgenza che ha funzionato al meglio e che ora dovrà essere accorpato a Catanzaro, che dista da Crotone 45 minuti di macchina da percorrere sulla statale della morte In pratica viene detto che troppa gente ricorre al pronto soccorso, come se le persone ci andassero per trascorrere un week- end, non perché costretti dalle circostanze a ricorrervi. Una cosa è certa. Crotone è terra di sbarchi e lasciare morire il pronto soccorso, significa non poter soccorrere i numerosi profughi trasportati d’urgenza quando toccano la nostra costa. Urge rimettere a posto la realizzazione di un nuovo pronto soccorso, presso il presidio ospedaliero ed il commissario straordinario dell’Asp di Crotone Sergio Arena, ha chiesto un milione di euro alla Regione, perché la struttura venga realizzata il prima possibile. Come finirà non è dato sapere, ma di una cosa siamo certi, con un governatore legittimamente eletto, non ci si può sognare che un commissario in pensione, di origini emiliane, riesca a lavorare per la collettività rispondendo ai bisogni dei malati con provvedimenti reali e non virtuali. Sulla pelle dei cittadini non si scherza, intollerabile è il fatto che con la scusa degli sprechi nel pubblico, si favoriscano solo i privati con strutture prive di pronto soccorso e servizi di emergenza urgenza.
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Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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