SALVIAMO L’ITALIA DALLA REPUBBLICA ITALIANA

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L´Italia e´ un insieme i cui elementi sono:

– la cultura

– la lingua

– la tradizione

La Repubblica italiana e´ un insieme i cui elementi sono:

– un complesso di leggi più´ o meno copiato da altri organismi sovrani;

– un un corpus iuris che non ha, in molti casi, i criteri di generalità´ ed astrattezza, come previsto dai principi generali del diritto, che viene definito come „diritto positivo“, ovvero razionale, ma che e´solo diritto impositivo;

– la finalità´ all´arricchimento monetario individuale;

– la tendenza generale alla corruzione.

E´ italiano chi accetta la cultura, la lingua e la tradizione italiana, in qualsiasi parte del mondo e gioisce degli elementi della italianità.

Appartiene alla Repubblica italiana chi ne accetta le leggi, la finalità all´arricchimento monetario individuale e la tendenza alla corruzione e gioisce di questi privilegi, giustificandoli con i termini „diritti acquisiti“.

A costoro vorremmo far notare come i diritti siano innati e non acquisiti, nonché uguali per tutti, mentre i privilegi siano acquisiti e diversi per ognuno.

Ci consola la constatazione che, se l´Impero Romano d´Occidente, l´Organismo civile e militare più potente del mondo di allora, e´ imploso su se stesso per la corruzione, anche la ben più misera Repubblica italiana imploderà prima o poi con un tonfo catastrofico.

L´Italia, prima della Repubblica italiana, e´stata dominata e/o amministrata nel bene e nel male dalle Repubbliche marinare, dal Sacro Romano Impero, dagli Angioini, dagli Aragonesi, dalla Serenissima Repubblica di Venezia, dal Granducato di Toscana e cosi´via fino al Regno d´Italia e la sua insulsa e finta unita´, Regno che precipito´ nella infamia e nella vergogna.

Tutti questi organismi sedicenti politici sono scomparsi chi nella infamia, chi nel dimenticatoio, mentre l´Italia e´ rimasta sempre viva nei suoi elementi di insieme. Cosi´scomparirai nella infamia anche tu, corrotta ed incapace Repubblica italiana, mentre la vera italianità ti sopravviverà nei secoli a testimonianza della vera espressione culturale di un popolo.

La cultura italiana nasce con la lingua italiana, i cui prodromi si hanno con i placiti cassinesi.

Sao ko kelle terre por kelli fini ke ki contene possette parte trenta anni Sancti Benedicti“, la formula testimoniale che il Notaio Ruggieri di Capua fa recitare al villano testimone della usucapione benedettina.

Pertanto, l´Italia nasce in quella parte geografica che oggi chiamiamo Ciociaria e Terra dei Fuochi.

Che l´italiano capuano fosse diverso dal vernacolo fiorentino e´ dato dal fatto che la formula di giuramento sopraccitata fa uso della lettera k (probabilmente di origine longobarda beneventana), che non si ritrova assolutamente nel vernacolo fiorentino.

Certo, anche la Scuola siciliana di Palermo ed Alcamo, capeggiata dell´Imperatore Federico II e´ bellissima, ma quando il vernacolo fiorentino gioca pezzi come Dante, Petrarca e Boccaccio, non vi può´ essere più´ concorrenza per alcuno. Anche il vernacolo milanese e veronese usano la lettera k nel loro alfabeto (anche qui, forse, origine longobarda di Pavia capitale), e molti termini correntemente ancora in uso fanno ricordare la loro origine germanica longobarda. Il termine „guerra“ non e´ di derivazione latina „bellum“, ma germanica e di Old English „War“.

L´Italia e´un valore immateriale, oltre che materiale, ma il suo valore materiale e´ diventato preda dello Stato che si autodefinisce rappresentativo degli Italiani, tramite i suoi rappresentanti parlamentari, eletti con leggi farlocche e addirittura incostituzionali.

Il Governo della Repubblica italiana e´ retto da un Presidente eletto da alcuni partiti e non certo dal corpo elettorale. Il Presidente della Repubblica italiana e´stato eletto da parlamentari nominati con una legge giudicata incostituzionale che, a loro volta hanno nominato loro compari nelle massime rappresentanze istituzionali. Alla Repubblica italiana non importa affatto se molti dei suoi cittadini sono in grave difficoltà´ economica ed alcuni addirittura ricorrono al suicidio per sfuggire alle malefatte della Agenzia delle Entrate.

Alla Repubblica italiana importa solamente conservare i diritti acquisiti (come erroneamente li chiamano i privilegiati) da ladroni che non hanno nessuna responsabilità sociale e tanto meno vergogna e senso dello Stato. Costoro, fino a quando la Repubblica non imploderà su se stessa e gli Euro che loro hanno accumulato nelle loro banche varranno quanto i D.M. della Repubblica di Weimar, non avranno il benché minimo ritegno per le loro malefatte, e solo quando si ritroveranno nudi di ogni privilegio piangeranno lacrime amare, cercando capri espiatori dappertutto, per giustificare la loro ingiustizia ed ingordigia.

Il Signore perdona anche il peccato più truce in caso di pentimento vero, ma e´ anche oltremodo giusto verso i colpevoli che restano fermi sui loro peccati.

Che il Signore ti stramaledica, Repubblica italiana, e ti danni per sempre.

Che tu resti sempre in auge, cara Italia, qualunque ulteriore eventuale sciagura politica, oltre alla Repubblica italiana ti potesse colpire nel futuro. La tua ricchezza materiale potrà anche essere ridotta in briciole da maledetti politicanti, ma il tuo valore immateriale e´ indistruttibile e vivrà per sempre, cosi´ come Roma e´ sopravvissuta a tutte le sue sciagure nei secoli.

Enrico Furia

Settembre 2014

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