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Ricordando Mattia Moreni

MATTIA MORENI

Il fenomeno del dipingere avviene nella zona del fare non eseguito .

Mattia Moreni (Pavia, 12 novembre 1920 – Brisighella, 29 maggio 1999)

Moreni è considerato uno dei maggiori protagonisti dell’arte del secondo Novecento a livello mondiale.

« Milano, 1-6-99,
Moreni è morto sabato 29 maggio 1999 all’età di 79 anni.
Come posso io, povero mercante, parlare di un amico per me, ma io forse non per lui, ma tutto questo fa parte dell’uomo. Moreni, dire un grande artista e’ facile;tentare di spiegarlo è quasi impossibile.
Comincio col chiamarlo l’ultimo Caravaggio. Sì, poiché Moreni non chiedeva nulla, non pretendeva nulla da chi-che-sia.
Ma è proprio di questo artista sociale, che ci racconta il nostro peregrinare in un tipo di società esteriore, legata all’indice delle cose televisive. Moreni sapeva tutto e lo chiamavano “Informale”, mentre lui aveva già fatto una nuova immagine (vedi “L’urlo del sole”, 1954, “La Caduta”, 1956), fatti precisi non informi. Le angurie non angurie uguale natura (scambiato ancora una volta per maniacosessuale) “La Regressione della specie, con tutta l’ironia del trasgressivo additava la “Gioia” panica delle giovani generazioni e l’ultimo “uomo Computer”. Tutto questo è Mattia Moreni (si dovrebbe fare un’enciclopedia), ma l’uomo… quell’uomo di tanti dialoghi incredibili sulle cose, sui dipinti, su questo momento sociale, dove la carriera elude messaggi per i giovani ed il potere è preso per la carriera.
Mercanti ignari di tutto e io, una cosa mi sono sempre chiesto: il nostro compito qual è? Ignorare e darci alla prostituzione di ciò che va, ciò che il mercato chiede, ma non è ora di essere noi stessi? Propositivi, annunciando delle novelle, dissotterrare l’intelletto e tutta quella ricerca che non a caso si è nascosta, non facendo vedere cos’è veramente successo dagli anni Cinquanta in poi, senza essere miseri brandelli di accettazione dei soli artisti omologati! Tutto questo è passato davanti a Moreni, perché irriverente, ma come poteva un uomo della sua levatura riverire l’ignoranza carrieristica solo per essere ammesso alla omologazione. È sempre andato avanti nella sua ricerca senza mai soffermarsi per raccogliere allori. Succede che la sua terra adottiva, quella sua Romagna, gli ha sempre teso l’orecchio anche se non capiva. guardava in alto come si guardano le stelle, “un po’ le vedo, il resto le vedrò”.
Così rimaniamo, caro Mattia, guardando i tuoi autoritratti, sperando che il nostro mondo ora non dica ancora che non può vedere i tuoi quadri, perché sei irriverente.
Enzo Spadon »

Una figurazione elementare e beffarda sul convincimento e sulla denuncia di una patente ‘regressione’ della specie umana.



 

http://www.youtube.com/watch?v=u_jUoGDMoq4

http://www.youtube.com/watch?v=Lfj_VUOb8Ks

 

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