Renzi e il Paese dei Campanelli

L’era Renzi sta provocando divisioni ,in un Paese lacerato da crisi e disoccupazione. Dalla Buona Scuola, alla Riforma della PA a quella Costituzionale non c’è pace per le contraddizioni che stanno emergendo, le anomalie sempre più evidenti , e la panacea per risolvere tutti i mali possibili rischia di diventare essa stessa il male. Si ha l’impressione che Renzi abbia deciso di mandare in soffitta la Democrazia, di voler arrivare alla Costituzione di uno Stato Azienda, governato da tecnocrati sul modello europeo, dove il welfare viene sacrificato in nome del mercato, per dar voce ai grossi gruppi imprenditoriali, multinazionali che investirebbero senza pagare tasse, innescando una logica del profitto e delle speculazioni che cozzano con i bisogni dei cittadini. Basti vedere cosa ha provocato l’abolizione delle Province, riconvertite in aree vaste o città metropolitane con un risparmio conteggiato sulla cancellazione del voto ai cittadini. Una rappresentazione a livello periferico di quanto succederà al Senato se dovesse passare il Si. E per il momento cosa succede? I servizi che prima venivano forniti dagli enti intermedi non si capisce bene in questo momento chi dovrebbe erogarli, per l’enorme confusione che si è creata e la mancanza di quattrini nelle casse degli enti periferici. Abbiamo istituti scolastici decadenti con aule fatiscenti, con classi pollaio, e da questo inverno senza riscaldamento. In pratica una confusione totale. Ciò che è stato annunciato come risparmio si sta rivelando un boomerang, e i “risparmi” si stanno avvertendo sulla pelle della gente della classe impiegatizia, trattata come se fosse una banda di ladri, fannulloni e nullafacenti che scroccano solo uno stipendio a fine mese. Ma le cose stanno realmente così? La domanda che bisognerebbe porsi è “ma gli impiegati vengono organizzati per lavorare o li si tiene per otto ore senza far niente, in attesa di registrare qualche fallo clamoroso e passare così al licenziamento su due piedi?” La Pubblica Amministrazione è sempre stata considerata un drago a sette teste, così vorace da cibarsi di sprechi dovuti a contratti di consulenza dove si assumevano le stesse figure in pianta organica che sono state messe ai margini invece di essere utilizzate adeguatamente . Succedeva così che per organizzare una stagione teatrale si nominavano pinco pallini qualsiasi spacciati per figure altamente professionali, bravi nell’incamerare fior di quattrini togliendoli per l’utilizzazione di altri servizi necessari per la collettività. Si stipulavano in questo modo contratti d’oro a tempo determinato che venivano tacitamente rinnovati al termine della scadenza. E così facendo i malumori sono cresciuti. In pratica tutti i mali sono da addebitare agli impiegati della PA e Renzi ,giocando sul malcontento, sta portando avanti il suo progetto oligarchico per far fuori quanta più gente possibile. Difronte ad una situazione così incancrenita il 24 ottobre è stato organizzato uno sciopero nazionale contro la Riforma Madia proclamato dai Dirigenti Pubblici. Per i sindacati di categoria la Riforma Madia serve a ridurre e accentrare nelle mani statali il servizio pubblico. Segno di un profondo malessere che agita non solo gli impiegati, ma anche i dirigenti a causa di privatizzazioni che finiranno per agevolare le esternalizzazioni del lavoro con contratti congrui per chi andrà a rivestire cariche attualmente svolte dai vincitori di un regolare concorso .Non è un caso infatti che nella Pubblica Amministrazione si chieda la costituzione di un osservatorio di legalità per capire come vengono assegnati incarichi e consulenze, per ovviare a fenomeni di corruzione specialmente per quanto riguarda gli appalti assegnati secondo criteri di gare al ribasso e con subappalti che finiscono per favorire imprese poco trasparenti. In ballo c’è anche il rinnovo del contratto nazionale fermo da dieci anni per statali e parastatali. Andando di questo passo ,si rischia che la bilancia penda solo dalla parte dei privati, i quali hanno deciso di far prevalere la propria logica. Ciò in parte sta già avvenendo per la scuola, concepita non come luogo di cultura, ma organismo di formazione professionale per risparmiare sui costi della manodopera. Renzi sta lavorando per il paese dei campanelli.

 

Antonella Policastrese


 

Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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1 Comment

  1. Roma non fu abbattuta da una sconfitta militare, ma implose su se stessa per la corruzione e la vigliaccheria che la dilaniava. La Repubblica delle banane non verra’ sconfitta, perche’ tutelata e protetta da eserciti alleati; essa implodera’ su se stessa perla corruzione e la vigliaccheria che la sta dilaniando.

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