RENITENZA ALLA LEVA

Quando, all’inizio degli anni Ottanta, fui uno dei due firmatari della relazione tecnica di minoranza sull’adozione del servizio militare volontario, mi ricevetti addosso una tale quantità di secchiate di guano che ci misi qualche anno a togliermele di dosso. L’altro firmatario – Sergio Augusto Rossi, illustre firma de “Il Sole 24 Ore” ed esperto militare che stava cercando di aiutarmi a costruire una carriera – con tutta la classe che lo contraddistingueva a livello personale (è purtroppo scomparso prematuramente pochi anni fa) mi fece da scudo, anche se la più parte della relazione l’avevo scritta personalmente io.
In sede di discussione della relazione al CASD (Centro Alti Studi per la Difesa), venni duramente attaccato dai Capi di Stato Maggiore e da molti esperti civili per le mie idee e anche per la mia età (avevo solo 32 anni), e venni difeso solo da Rossi e da uno dei miei maestri, il generale Carlo Jean.
Il più virulento dei miei contestatori mi diede addirittura del “renitente alla leva”, il che mi fece sorridere amaramente.
Ci ho pensato in questi giorni, quando un virulento terrorismo mediatico ci invita tutti a partire verso guerre non nostre, frutto della clamorosa insipienza delle classi dirigenti dell’UE e del loro asservimento agli USA e ai petrodollari delle monarchie del Golfo.
Che dire? Di natura sono renitente a tutto e, in particolare, alle “chiamate alle armi”, perché non vorrei partire per un fronte molto immaginario per conto terzi. Ci vadano loro al fronte, in particolare la classe dirigente francese, “geniale” destabilizzatrice del Nordafrica e del Medio Oriente per interessi di casta che con la politica non hanno nulla a che vedere.
Io alle UE ho già dato: status sociale, condizioni di vita, livelli di libertà e di espressione di opinioni. Se quelli dell’UE vogliono andare in guerra, ci vadano pure. Per quanto mi riguarda, confermo il noto detto di Andrea Costa, padre del socialismo italiano: “né un uomo né un soldo”. Se poi arriverà l’ISIS ad uccidermi, mai pensato di essere ancora vivo, nell’UE. Mi confermeranno di fatto nella mia attuale condizione di diritto: la morte.

PIERO VISANI

http://derteufel50.blogspot.de/

Piero Visani
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Aosta, 25/07/1950 - Torino 12/04/2020 Articoli

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1 Comment

  1. I militari sono educati alla guerra, non alla pace. Se guerra non c’e´, bisogna inventarla, altrimenti loro sono senza lavoro.
    I politicanti tra guerra e pace scelgono la prima, perche’ e’piu’ foriera di facili arricchimeti ed intrallazzi. Inoltre, mica in guerra ci vanno loro.

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