Avevamo creduto che dopo il risultato del referendum che aveva bocciato Renzi e tutti i renziani, si potesse andare a votare scegliendo il governo, ritenuto più idoneo per i cittadini. Ed invece, ci siamo ritrovati con l’avatar di Renzi e lo stesso governo di prima, incollato alle poltrone, che spadroneggia impipandosene dei problemi reali del Paese. No, così non va. A voler scandagliare bene i fatti, c’è stata la fretta di garantire un governo referenziale alla Merkel; protesa a fare gli interessi dei tedeschi e che sarà ancora una volta eletta. E noi? Ci ritroviamo con gente che avrebbe dovuto essere licenziata su due piedi. Madia con una riforma della P.A bocciata dalla Consulta è rimasta insieme a Maria Elena Boschi, promossa ad un rango più alto. Proprio lei che aveva scritto la schiforma è stata premiata, ed anche se qualcuno l’ha definita la zavorra di questo Governo, che importanza ha. Meglio procedere, fare finta di niente, prendere tempo con la scusa del responso della Consulta sulla legge elettorale e andare avanti, fino alla fine della legislatura. Un altro colpo gobbo ai danni degli italiani ridotti a larve con una povertà che aumenta e le disuguaglianze sociali che si allargano fino a dismisura. In pratica che importanza ha se la gente viene licenziata su due piedi, frutto di una riforma del lavoro che ha legalizzato il precariato, se si delocalizzano le aziende per pagare la manodopera di meno, se i consumi diminuiscono, niente paura ci sono pochi riccastri che tengono in piedi l’economia. Ricchi sfondati che si permettono il lusso di dormire in suite per dodici notti al modico costo di 150 mila euro, che comprano vestiti firmati,gioielli di centinaia di euro e si fanno regali come la casa al mare in Sardegna o piccoli cottage di montagna. E’ tutto normale e chi se ne frega se la gente non riesce a curarsi, se la sanità per i poveri è stata cancellata, se le arance italiane devono essere sostituite da quelle africane,se il made in Italy è stato venduto pezzo dopo pezzo alla Francia! Roba da normale amministrazione, ragion per cui meglio avere un governo di nominati calati dall’alto per garantire questa gente e un’Europa che continua a dare il peggio di se stessa e che non paga, pretende di metterci un nodo scorsoio intorno al collo per liberarsi dei poveri,brutti,sporchi e cattivi. Se ci fosse stata la volontà di badare agli interessi degli italiani il presidente Mattarella avrebbe dovuto chiedere alla Consulta di accelerare i tempi per il responso,avere una legge elettorale e andare al voto. Non possiamo più aspettare i tempi di Renzi che ha disotterrato l’ascia di guerra e sta preparando l’assalto alla diligenza. Siamo stanchi, stufi di dover subire e quel che rode è vedere come il dissenso venga spazzato via non tenuto in nessuna considerazione. Questa non è democrazia L’oligarchia continua a rimanere in quel palazzo sputando in faccia ai milioni di italiani che avevano votato No e chiedevano un’inversione di tendenza. Questo Governo non ci rappresenta.

 

Antonella Policastrese

 


 

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Antonella Policastrese
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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