La storia della Garfagnana sui quotidiani del tempo

Una volta non c’era internet che ci informa su tutto e tutti, adesso appena succede un qualsivoglia evento lo sappiamo in tempo reale, qualsiasi cosa succeda, anche dall’altro capo del mondo: attentati terroristici, rivoluzioni, catastrofi naturali… Una volta per “sapere” bisognava uscire di casa, levarsi le pantofole, mettersi le scarpe, andare in edicola e comprare un quotidiano. Ecco, a quel punto li ci si poteva informare su quello che accadeva nel nostro pianeta, anzi talvolta le notizie che giungevano oltre oceano venivano pubblicate qualche giorno dopo…non c’erano gli smartphone. C’è poco da fare però, il mondo cambia e…forse tra non molto (e con mio grande rammarico) assisteremo ad un “de profundis” epocale…addio carta stampata, addio giornale, compagno di tante ore liete, eravamo io, te e il mio caffè…I dati d’altronde parlano chiaro, la diffusione dei giornali cartacei è scesa al minimo storico, dal 2014 sono state chiuse venti testate giornalistiche e pensare che il secolo scorso (XX secolo)c’aveva lasciato in eredità qualcosa come 14 milioni di lettori di giornali, mentre lo scorso anno eravamo scesi a tre milioni… A dire il vero non è la prima volta che succede una cosa del genere, era già successo in prossimità di altre invenzioni di comunicazione: prima il telegrafo, poi la radio ed infine la televisione, ma stavolta la musica è cambiata, internet e gli smartphone hanno cambiato e stanno cambiando la quotidianità delle persone, rivelandosi più minacciosi di qualsiasi altra invenzione precedente. La gente va sempre più di fretta, non ha tempo di leggere, le notizie devono arrivare sotto forma di tweet, di post, figuriamoci se qualcuno ha voglia di approfondire una notizia o di leggere un articolo intero, eppure una volta un articolo ben fatto era un efficace strumento di divulgazione, di crescita, infatti se tanto mi da tanto la stampa (storicamente parlando) ha fatto si che la popolazione incominciasse a leggere, ha favorito lo sviluppo dell’illuminismo, nonchè (e sopratutto) il diffondersi dell’opinione pubblica. Insomma, capiamoci bene, internet ben venga, non si può negare che sia una grandissima scoperta, voi infatti mi state leggendo attraverso questa invenzione e sono anch’io un suo accanito fruitore, però leggere un libro o un giornale, quella rimane un’altra cosa.

Il 1° numero de “La Nazione”

Del resto la storia del giornalismo in Italia parte da lontanissimo; “La Gazzetta di Mantova” ha l’invidiabile primato  di essere il quotidiano più antico d’Italia, le sue pubblicazioni risalgono al 1664, ma dobbiamo dire che il vero e proprio boom del giornalismo fu a metà del 1800. “La Gazzetta del Popolo” di Torino fu tra i primissimi quotidiani di quel periodo, correva il 16 giugno 1848 quando uscì il suo primo numero, nel 1859 usciva “La Nazione” di Firenze fondata da Bettino Ricasoli (presidente del consiglio dopo Cavour), a ruota ecco nascere “Il Giornale di Sicilia” (1860)e “L’Osservatore Romano” (1861). “Il Corriere della Sera” (il quotidiano più venduto oggi in Italia) uscì “solamente” nel 1876 e sempre per rimanere nell’ambito toscano il quotidiano livornese “Il Telegrafo” vide luce nel 1887, prenderà poi nel 1977 il nome de “Il Tirreno”.
Come detto fra i maggiori pregi che ebbe la diffusione del giornalismo ci fu anche quella di divulgare  e di portare alla ribalta nazionale zone d’Italia che fino allora erano sconosciute. La Garfagnana era fra queste, lontana se si vuole dai grandi avvenimenti del Paese talvolta faceva capolino fra i più celeberrimi quotidiani nazionali, alcune volte con notizie belle, spesso brutte e tragiche e alcune altre curiose e di attualità. Ecco allora il frutto di questa mia meticolosa ricerca,dove sono riuscito come meglio ho potuto a raccogliere le vecchie e principali notizie dei giornali a tiratura nazionale (o perlomeno regionale)dove si parla di Garfagnana, ne esce un quadro di fatti alle volte conosciuti e altre volte di notizie che ce n’eravamo dimenticati o che forse non conoscevamo.

Guardiamo quindi, quello che si sapeva in Italia della Garfagnana, quando internet non c’era…

Ultima cosa, le notizie sono divise per temi e non in ordine cronologico

  • La prima (presunta) volta che un quotidiano nazionale parla di Garfagnana 

A proposito di diffusione e conoscenza. Era il 27 agosto 1884 e  “Il Corriere della Sera” parlava di questa regione semi sconosciuta: “…del resto, è ancora poco conosciuta, giacchè abbiamo veduto qualche giornale metterla in Toscana e qualche altro crederla una borgata…”.

 

Poco meno di un mese dopo sempre “Il Corriere della Sera” ne parlerà in tutt’altri termini. Mercoledì 18 settembre 1884, il pezzo s’intitola “Le miserie della Garfagnana”. La valle è stata colpita da un’epidemia di colera. Da notare la “velocità” delle informazioni: l’articolo è del 15 settembre fu pubblicato tre giorni dopo

 

  • Le visite importanti…

Guardiamo un po’, allora, da quello che mi risulta (almeno dai giornali) la nostra terra è stata visitata da una regina (per due volte), da un principe ereditario, da due presidenti del consiglio e da un Presidente della Repubblica. In ordine cronologico i primi a fare visita furono il principe ereditario Umberto (futuro re per un mese) con l’augusta madre la regina Elena. Eravamo in piena I guerra mondiale e non poteva mancare la visita “alle fabbriche di munizioni” (ovverosia la S.m.i di Fornaci di Barga). Ecco allora che il 26 settembre 1918 sulle pagine de “L’Arrengo-giornale della Toscana” campeggia una bella foto gli operai della metallurgica con le loro maestà.

 

Due anni dopo la regina Elena tornerà a far visita alla Garfagnana ma per ben altri motivi. Giungerà un’altra volta tra noi per portar conforto e…cinquantamila lire del re ai terremotati.  Erano i tristi giorni del settembre 1920.

 

Nel maggio 1930 toccherà a Benito Mussolini visitare la S.m.i e dare omaggio alla tomba del Pascoli, come evidenzia “Il Corriere della Sera”. La più alta carica dello stato il toscano Giovanni Gronchi il 21 marzo 1959 inaugura l’ultimo tratto ferroviario della Lucca-Aulla.

Il Presidente della Repubblica come riporta “La Nazione” si fermerà a Minucciano, Piazza al Serchio e Castelnuovo.

 

Ecco poi che il 17 giugno 1967 Aldo Moro, al tempo presidente del consiglio giunge a Castelnuovo Garfagnana. “Il Corriere della Sera” evidenzia l’avvenimento con un articolettodi poche righe e riporta le parole di Moro dalla rocca ariostesca: ” Vogliamo lavorare nella pace. Pace nel nostro paese, innanzitutto pace politica…” proprio quella a cui non lo faranno mai arrivare…

 

  • Il terremoto del 7 settembre 1920


Dopo la guerra questo è  l’avvenimento più tragico che ha colpito la Garfagnana. Ancora oggi viviamo con la paura sulle spalle di quella catastrofe. Ore 7:56 un sisma del IX-X° della scala Mercalli colpisce la valle. I dati ufficiali parlano di 171 morti e 650 feriti.

 

 

Ecco i giornali del tempo. In uno di questi la Garfagnana viene menzionata come…”alta regione della Grafagnana“, direi che non eravamo tanto conosciuti al tempo…

 

  • Le emergenze terremoto

In Garfagnana abbiamo vissuto anche di emergenze e sfollamenti in previsioni di terremoti catastrofici, grazie a Dio mai avvenuti. La prima risale al 23 gennaio 1985, l’allora ministro della Protezione Civile Zamberletti mobilita le prefetture, protezione civile ed esercito. Dai dati del terremoto avvenuto il giorno prima e da uno studio degli esperti sui terremoti in zona successi negli ultimi mille anni (così riporta “Il Tirreno”) nelle prossime 48 ore è previsto un terremoto di forte intensità. I telegiornali e i giornali (bellissima la foto in prima pagina de “Il Tirreno) danno l’annuncio…vi potete immaginare e tanti come me si ricorderanno pure…panico totale e fuggi,fuggi generale. Era la Era la Era

Era la prima volta che in Italia si provava a fare una previsione su un terremoto e lo subirono sulle spalle i garfagnini. La cosa si ripete poi non molti anni fa (internet c’era già), infatti la notizia arrivò con un tweet dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri:

 

 

“Il Dipartimento nazionale di Protezione Civile ha comunicato che nelle prossime ore potrebbero verificarsi altre scosse di terremoto con epicentro in prossimità di Castelnuovo Garfagnana…”, si ripeterono così le solite scene di quasi trent’anni prima.  In barba a Twitter e a tutti i social “Il Tirreno” il giorno dopo riportò la notizia quando l’allarme era già terminato.

 

  • La guerra

La Garfagnana è molto menzionata sui giornali nazionali in fatto di guerra. La Linea Gotica attraversa le montagne della valle e molti episodi della II guerra mondiale troveranno spazio sui quotidiani. Naturalmente era quasi impossibile dettagliare tutti i giornali che in questo periodo parlano di guerra riferendosi alla Garfagnana, comunque ci sono delle uscite degne di nota come le prime pagine illustrate della celeberrima “Domenica del Corriere” disegnate magnificamente da Walter Molino. Questo giornale era un supplemento settimanale de “Il Corriere della Sera” ed era fra i più apprezzati e letti a livello nazionale.

Finire in una copertina illustrata del periodico voleva dire  visibilità assoluta, infatti il giornale arriverà ad una tiratura di un milione e trecentomila copie  Capiterà due volte di finire sulla prima pagina de “La Domenica del Corriere”, una il 7 gennaio 1945 riferendosi della guerra nell’Italia centrale nel settore di Gallicano, dove truppe italiane e tedesche sfondano le linee nemiche ricacciandole indietro di parecchi chilometri. La seconda è dell’8 aprile 1945, mancano ormai pochi giorni alla fine della guerra, qui si parla di un audace colpo di mano dei bersaglieri della divisione “Italia” sempre nella zona di Gallicano.

Altri quotidiani come “Il Resto del Carlino” di Bologna o “Il Corriere della Sera” non fanno mai mancare gli aggiornamenti sugli scontri in Garfagnana

 

 

 

  • La prima volta del treno in Garfagnana

Evento storico e epocale fu l’arrivo del treno in Garfagnana, 25 luglio 1911. Al tempo il treno arrivava fino alla stazione di Fornoli e curiosamente per l’avvenimento due giornali locali si uniscono in una sola testata: “La Garfagnana” e “Il Serchio”.

 

 

Altra curiosità i giornali nazionali parlano delle nuove stazioni illustrandone la loro bellezza ma fanno un po’ di confusione con i paesi della valle, mescolando i nomi delle varie localita: la stazione di Barga- Gallicano diventerà Borgo- Gallicano e Fornaci di Barga, Fornaci di Bagni…

 

  • Tragedia: lo scoppio della polveriera di Gallicano

E’ stata sicuramente la tragedia lavorativa più grave che abbia mai colpita la Valle del Serchio. Il 27 febbraio 1953, dieci persone perirono in quella che “La Nazione” chiama a giusto modo una “terrificante sciagura”: l’esplosione della polveriera di Gallicano


  • Garfagnana milionaria

Quando la Garfagnana fu baciata dalla dea bendata era il 28 ottobre 1964. Il primo premio della lotteria di Merano, 150 milioni di lire, fu vinto da un abitante di Sassi. Così riporta “L’Unità”: il biglietto vincitore del primo premio del Gran Premio di Merano potrebbe appartenere ad uno dei cento abitanti dl Sassi, frazione di Nolazzana (n.d.r: Molazzana), nell’alta Garfagnana, in tale località, infatti, è stato venduto il tagliando vincente. Non è stato ancora possibile, tuttavia, aver’una conferma: Sassi non ha telefono e non è collegata da alcuna strada carrozzabile”

  • Attualità e curiosità

La Garfagnana è piena di tradizioni come ben sappiamo e nel lontano 22 giugno 1902 “La Domenica del Corriere” con un bellissimo articolo porta alla ribalta nazionale “il giro del diavolo” che si svolge a San Pellegrino: ” …Lo spettacolo di uomini e donne in età avanzata con sul capo rudi macigni è veramente penoso. La grossezza delle pietre è un titolo d’onore perché rende maggiore la penitenza, si che nel mucchio si scorgono pietre tanto grosse da sembrar strano che qualcuno abbia potuto trasportarle sin lassù. E basterebbe tanto poco a persuadere i pellegrini che la chiesa al santo è ormai costrutta… dal medio evo!! Ma c’è di mezzo la forza della tradizione!”

A proposito di devozione ecco il 21 dicembre 1947 un’altra storia sempre dalle pagine de “La

Domenica del Corriere” che titola “La miracolata della Garfagnana”.  Lei è Anna Morelli di Gramolazzo e a quanto pare sembra che veda la Madonna. Le apparizioni chiamano in Garfagnana cronisti da tutte le parti d’Italia, ma l’articolo più bello rimane proprio questo del garfagnino Gian Mirola:La folla si inginocchia, piange sommessamente. Anna, la “miracolata” con lo sguardo fisso in avanti, sorride e mormora parole incomprensibili. E’ in estati. Riesco a percepire alcuni monosillabi privi di senso:- Si…No…-. Per accertarmi del suo stato di sensibilità la pungo per due volte inaspettatamente, con uno spillo. Due goccioline di sangue, la ragazza non sente e non fa un movimento. Gli occhi sbarrati, fissi nel vuoto vedono…Sviene”.

Sempre le pagine de “La Domenica del Corriere” nel 1914 non si dimenticano neanche delle infrastrutture garfagnine ed ecco che nelle sue pagine si parla di questa avveniristica diga: la diga di Villa Collemandina. Dalla foto dell’articolo un po’ meno avveniristica mi sembra la sicurezza sul cantiere di lavoro (niente da stupirsi, una volta era così…)Inconsueto per quel tempo, ma sulle pagine de “La Domenica del Corriere” il 3 novembre 1946 si comincia a parlare di Garfagnana da un punto di vista turistico.

Il titolo è emblematico: “Garfagnana terra sconosciuta”. Il pezzo così comincia:La Garfagnana non è una delle misteriose provincie dell’Asia, né uno Dsperduto villaggio della Patagonia. Se qualcuno,

leggendo il titolo di questo articolo, lo avesse immaginato, si ricreda.E’ invece un pittoresco lembo di terra toscana, incuneato fra gli Appennini e le Apuane, dove termina il regno dell’ulivo ed incomincia quello del castagno”.

Il più singolare rimane però l’articolo de “Il Tirreno”, datato 16 gennaio 1988, qui si parla di un gruppo di abitanti di Bolognana che una volta partiti per un escursione sul Monte Palodina si dice che abbiano incontrato gli gnomi, esseri non più alti di 50-60 centimetri, che una volta volta visti gli umani pare si siano rotolati lungo un pendio per poi scomparire. Da segnalare anche, che nella stessa zona tempo prima era apparso un mega lucertolone verde che aveva messo in fuga un cacciatore…
  • La morte di Giovanni Pascoli 

Il Pascoli non morì a Castelvecchio, partì dal paese il 17 febbraio 1912 per curarsi a Bologna. In Valle del Serchio non vi fece più ritorno se non da morto. Muore il 6 aprile 1912 nella sua casa bolognese in via dell’Osservanza n°4. “Il Corriere della Sera” il 7 aprile annuncia in prima pagina e a pieno titolo il decesso del poeta

  • Il rapimento di Elena Luisi

Fu un’avvenimento che toccò il cuore di tutta la valle e di tutta la nazione. Tutti i giornali dettero grande risalto alla vicenda. Nella notte tra domenica 16 e lunedi 17 ottobre 1983, durante un temporale, dopo avere scardinato la porta, un gruppo di malviventi entra a casa Luisi a Lugliano (Bagni di Lucca). I malviventi dopo avere malmenato i nonni e la mamma Luisa portano via la piccola Elena di diciassette mesi che indossa un pigiamino azzurro e piange disperatamente. Viene richiesto un riscatto di 5 miliardi da pagare entro 5 giorni. Scattano le ricerche e le indagini da parte degli inquirenti e vengono anche coinvolti i servizi segreti. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini rivolge un appello ai rapitori e lo stesso fa anche il Papa Giovanni Paolo II. Nella notte tra il 25 ed il 26 novembre, dopo 42 giorni la liberazione: i banditi sentendosi accerchiati abbandonano la bambina, coperta solo da un cartone sul ciglio di una strada a 50 km da Messina.

Così con un pizzico di nostalgia questo è quello che era prima del web. La carta stampata oggi appare più che mai un’isola sperduta, frequentata solo da quella ristretta diaspora generazionale che ancora non si è arresa del tutto al dominio della rete. La domanda, o meglio, la curiosità è allora sapere… per quanto tempo ancora i giornali sapranno resistere all’ondata digitale?
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Paolo Marzi
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

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