Si diceva una volta che i proverbi erano la saggezza del popolo.

Erano proprio in quei tempi in cui con un proverbio si metteva fine a una lunga discussione, ma non solo, il loro uso occupava tutti gli aspetti della vita, con i proverbi si insegnava ai figli le regole del viver quotidiano, con i proverbi si accettava una spiegazione a fatti naturali o anche sovrannaturali e addirittura chi parlava per proverbi veniva ritenuto una persona saggia. Insomma il proverbio era un pilastro del viver sociale, una specie di raccolta di leggi autorevoli e condivise. I proverbi non sono farina della storia contemporanea ma la loro conoscenza si ha da tempi lontanissimi, si trovavano già nelle culture primitive come parte fondamentale del sapere e in forma scritta vediamo che gli egizi, i babilonesi, gli assiri e cinesi ne facevano uso nei codici che riguardavano le varie branche delle attività e nei diversi aspetti del sapere. Per essere ben chiari il proverbio non è cosa da poco storicamente parlando, grazie ad un proverbio si possono ricostruire frammenti importanti della filosofia di vita di un popolo, dei suoi valori, del panorama sociale economico, in altre parole vi si può leggere tutto ciò che non è scritto nei libri di storia. La Garfagnana è ricca di proverbi più o meno conosciuti e anche qui come detto possiamo capire molte cose sul viver garfagnino di un tempo. La maggior parte di queste massime è infatti legata all’attività contadina e alle condizioni del clima che miravano ad avere un raccolto migliore, ma anche la devozione ai santi e alle loro auspicate grazie vede un’abbondanza di proverbi, quello che però traspare dai proverbi locali è la visione positiva di essi, volti comunque sia a trovare una soluzione positiva ad ogni problema che si presenta, questo ci dice molto anche sulla morale di vita dei garfagnini di una volta. Guardiamo allora di andare nello specifico e vedere un po’ qualcuno di questi proverbi nostrali e di dare (dove mi è possibile) anche una spiegazione.
Direi che il proverbio garfagnino per antonomasia è questo: “Quando la Pania ha il cappello garfagnin prendi l’ombrello”. In effetti niente di questo è più vero, quando le nuvole vengono dal mare e sovrastano la cima della Pania (nostra montagna per eccellenza)in Garfagnana è bene prepararsi alla pioggia.

La Pania con il cappello (foto David Sesto)

Infatti a conferma di questo se si vuole c’è il proverbio inverso che lega a doppio filo la meteorologia con l’agricoltura:“Quando le nuvole vanno verso il mare prendi la zappa e vai a zappare”e così quando vediamo che nuvole tornano verso il mare oltrepassando le Apuane il contadino può preparare i suoi attrezzi per ricominciare a lavorare nei campi.Come visto molti dei proverbi della valle sono legati al tempo, proprio perchè una situazione meteo più o meno buona in Garfagnana faceva la differenza. La nostra valle nei tempi antichi e in parte anche oggi è una terra legata ai raccolti, all’agricoltura e ai prodotti del terreno da mettere in tavola per sfamare le numerose famiglie di una volta, ecco che allora i nostri vecchi erano sempre a scrutare il cielo e a vedere dai “movimenti” della natura cosa poteva più o meno influenzare il clima e allora vediamo nascere dei proverbi che ci dicono di come può evolvere il tempo: “Arcobalen della mattina tutto il giorno spiovicina, arcobalen della sera se è torbato rinserena”; i nostri antenati dicevano che se fosse apparso un arcobaleno al mattino, tutto il giorno probabilmente avrebbe fatto tempo piovigginoso, in caso contrario qualora si fosse mostrato sul far della sera il giorno dopo sarebbe stato sereno. “Quando torba sulla brina acqua o neve si avvicina”; questo è un proverbio assai conosciuto e dice che quando annuvola sulla brina non è difficile che in Garfagnana possa nevicare. Ce ne sono altri (sempre su questo tema) in dialetto stretto: “Cielo a pan o piove oggi, o piove diman“, con il cielo coperto di nuvole compatte sicuramente se non piove il giorno stesso pioverà il giorno dopo. In dialetto è pure un altro:” Se piove per l’ascenzion va tutto in perdizion“; se pioverà il giorno dell’Ascensione (nel mese di maggio) tutto il raccolto ahimè andrà perso. Bellissimo e significativo il prossimo proverbio:“Quando tira la tramontana pane e vino in Garfagnana”, in parole povere dice che se l’inverno sarà molto freddo, si avranno finalmente abbondanti raccolti.
Altri proverbi ancora, invece puntano il dito sulla scaltrezza e la furbizia del garfagnino, ecco che allora a tutti è conosciuto il detto “Garfagnino scarpa grossa e cervello fino” , meno conosciuto l’altro che tira in ballo un bel pezzo di Toscana:“Per farla a un fiorentin ci vuole un lucchese, ma per farla a un lucchese e un fiorentino ci vuole un garfagnino”

Ci sono anche proverbi sulla vita quotidiana che insegnano come si suol dire “a stare al mondo”. “Se vuoi star bene a questo mondo appoggiati a un campanile o a un sasso tondo”; i nostri vecchi dicevano in sostanza due cose, che per star bene su questa terra bisognava farsi prete o intraprendere il mestiere del mugnaio (il rimando al sasso tondo fa riferimento alla macina del mulino).Significativo pure quello che dice: “Penso e ripenso e a pensà vaneggio.Credevo di fa mejo e invece ho fatto peggio”, insomma, certe cose bisogna farle senza pensarci troppo. Anche l’amicizia è importante e il proverbio ci rimanda a questo detto: “Se vuoi tradire l’amico acqua sulle cirage e vin sul fico”; se vuoi tradire o far star male un amico prova a fargli bere l’acqua con le ciliege e il vino con i fichi. I proverbi garfagnini mettono in guardia anche sull’amore, ed ecco che in questo caso la similitudine fra la castagna più preziosa (la carpinese) e una bella ragazza è ben azzeccata:”La carpinesa è vista ed  è presa”. Attenzione anche a chi ha una bella moglie: “Se c’hai la moglie bella ti ci vuol la sentinella”.

Non potevano mancare i proverbi riferiti ai mesi dell’anno.“Gennaio polveraio empie il granaio”, un gennaio ventoso e asciutto fa si che l’anno porti dei  buoni raccolti di  grano. “Chi ha un ciocchetto nel cortile lo asserbi a marzo e aprile”; secondo questo proverbio sarebbe il caso di conservare un po’ di legna per il camino per marzo e aprile, potrebbe fare ancora un po’ di freddo. “Quel che fa a maggio fa a settembre”, il tempo che farà a maggio lo farà anche a settembre. “Giugno ha la falce in pugno”.“Luglio trebbiatore quanta grazia del Signore”. “Agosto fa che il grano sia riposto”. “Asciutto di settembre leva e un rende” . “Per i santi cappotto e guanti, ma se freddo non fa, aspettalo a febbrà”, se non fa freddo a novembre, sicuramente lo farà a febbraio. “Dicembre imbacuccato raccolto assicurato”.

Santa Barbara e il fulmine

Naturalmente una terra di forte tradizione cattolica come la Garfagnana non poteva far altro che affidarsi ai santi anche nei suoi proverbi. “Per San Pellegrino la castagna è come un lupino”; a maggio la castagna è ancora piccolissima, mentre “Tra San Jacopo(ndr:25 luglio) e Sant’Anna (n.d.r:26 luglio) mette l’anima la castagna”, oppure a “San Lorenzo gran calura e Sant’Antonio gran freddura, l’uno o l’altro poco duran”. “Santa Barbara e San Simon liberateci dal lampo e dal tron”, difatti Santa Barbara protegge dai fulmini e San Simone dai tuoni.”Se piove per Santa Maria(n.d.r:15 agosto) il caldo porta via”.
Siamo arrivati quindi alla fine di questo piccolo viaggio nella saggezza popolare garfagnina. I proverbi alle volte fanno sorridere, ma allo stesso tempo sono rivelatori di grandi verità e apprendere le perle di saggezza dei nostri nonni significa anche conoscere le nostre radici.

 


Bibliografia:

  • “La gente garfagnina dicea così” a cura dell’Unione dei Comuni della Garfagnana edito dalla Banca dell’identita e della memoria” anno 2005
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Paolo Marzi
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

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