PROGRAMMI DI TRADING DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE

TRADING DELLE OBBLIGAZIONI BANCARIE

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DESCRIZIONE GENERALE DELLE ATTIVITÀ

  1. Cos’è un programma di Trading di obbligazioni bancarie.

    Chiamato anche “Programma garantito di gestione patrimoniale”, è un veicolo di investimento comunemente usato da investitori molto ricchi, in cui il capitale è pienamente garantito da una fideiussione con avallo bancario (quindi non vi è rischio di perdita), mentre il suo impiego è gestito ed investito in modo da dare all’investitore un profitto garantito su base periodica.

    Le opportunità di investimento riguardano l’acquisto e la vendita di “obbligazioni bancarie” fatte sul mercato internazionale in programmi di trading finanziario controllato. I programmi consentono all’investitore di collocare i suoi fondi attraverso un prestabilito “Programma di gestione”, che viene emesso da una banca primaria, che garantisce con fideiussione il capitale che riceve da investire, in cui l’investitore viene designato “beneficiario” della fideiussione bancaria, salvo istruzione diversa dell’investitore stesso.

    La fideiussione viene emessa per garantire il capitale investito durante il tempo dell’investimento. Gli strumenti finanziari scambiati nel programma d’investimento sono “strumenti bancari” pienamente negoziabili, non ipotecati, e liberi da ogni vincolo, pretese o restrizioni.
    Questi strumenti possono essere obbligazioni bancarie in forma di “Obbligazioni Bancarie di Medio Termine” con scadenza decennale, normalmente offerte ad un tasso di interesse del 7,50%, oppure “Lettere di Credito Standby” con scadenza annuale e ad interesse zero, ma con uno sconto sul valore facciale. Tutti gli strumenti bancari sono conformi alle “Norme Uniforme sui Crediti Documentari” della Camera di Commercio Internazionale di Parigi, in osservanza della “I.C.C. Publication n° 500”, e delle sue successive revisioni.

    Prima che un qualsiasi strumento finanziario sia acquistato, vi è già un contratto di rivendita dello stesso, di conseguenza il capitale non viene mai messo a rischio. Il conto dell’investimento conterrà sempre o fondi, o strumenti bancari di uguale o maggiore valore, e dopo ogni periodo di transazione i profitti sono distribuiti su base contrattuale e il processo si ripete per la durata di un successivo contratto.

  1. Quante transazioni esegue un programma.

    Solo il trader è in grado di prevedere all’incirca quante e quali operazioni riesce a svolgere in ogni ciclo di investimento, pertanto solo lui è in grado di sapere quanto ha guadagnato con l’investimento.

  1. Perché questi programmi ad “alto rendimento” non sono pubblicizzati.

    Questi programmi sono sul mercato da anni, e non sono conosciuti proprio perché non possono e non debbono essere accessibili a tutti. Comunque anche un modesto risparmiatore può impostare un programma di trading finanziario su modesta scala, gestibile da casa.

    Il segreto di pulcinella di questa attività consiste su tre punti essenziali:

    • Compra qualsiasi strumento finanziario ad un costo inferiore a quanto puoi rivederlo.

    • Compralo solo quando lo hai già rivenduto, o solo quando sei decisamente sicuro di rivenderlo in tempo reale.

    • Ripeti questo ciclo di operazioni quanto più puoi.

    Ora, da questa semplice ricetta si evince subito come l’estrema semplicità dell’operazione comporti facilità quasi irrisoria su schemi di piccolissima taglia, ma una difficoltà estrema su operazioni di grossa e grossissima taglia, che solo pochissime banche sanno fare.
    Lo stesso autore ha gia enfatizzato in altri lavori presenti su J.W.B. Money Creation, come le banche creino nuova moneta dai depositi bancari. Con questo lavoro tendiamo a dare evidenza su come le banche successivamente impieghino lucrosamente la moneta che illecitamente hanno creato attraverso i depositi.

  1. I programmi di trading finanziario.

    Un operatore privato può eseguire un trading finanziario con fondi propri, oppure attraverso l’indebitamento, aprendo mutui o affittando strumenti finanziari, normalmente nella forma di Certificati del Tesoro degli Stati Uniti, ad un importo molto inferiore del loro valore facciale. Così vi è la possibilità di acquistare e, quindi, di rivendere una gran quantità di strumenti bancari. Sono questi i capitali di un operatore privato sui quali si articolano i programmi finanziari con l’investitore. Gli strumenti finanziari affittati forniscono il “credito collaterale” con il quale gli strumenti bancari sono acquistati e rivenduti con un procedimento che richiede uno o due giorni per essere completato.

    Un operatore bancario, al contrario, non ha bisogno di credito, né di capitali propri per azionare un qualsiasi programma di trading finanziario, giacchè ha a disposizione la moneta generata dai depositi.

    I grandi profitti generati dai programmi di trading finanziario sono prodotti dalla differenza tra il costo di acquisto e il prezzo di rivendita degli strumenti bancari. Anche con un profitto di solo qualche punto percentuale per operazione, il processo di compravendita, ripetuto diverse volte alla settimana, può dare un profitto che fa impallidire quello di molti altri investimenti.
    Affittando strumenti finanziari, il profitto viene generato su un capitale molto più grande di quello investito. Per esempio, se il profitto del 4% viene realizzato con una operazione su 100 milioni di dollari, il rendimento sarà di 4 milioni di dollari. Affittare strumenti finanziari abitualmente costa il 3%% al mese del valore facciale da pagarsi anticipatamente; pertanto, affittare 100 milioni di dollari costa 3,5 milioni, che però danno la possibilità di avere il 4% su 100 milioni (4 milioni) e non il 4% su 3 milioni (120.000). Anche se durante il mese si effettuasse una sola transazione il profitto creato supererebbe il costo di affitto dello strumento finanziario.

STORIA E SVILUPPO DEGLI STRUMENTI BANCARI

Immaginate lo scenario alla fine della seconda guerra mondiale. Tutta l’Europa, eccetto la Svizzera, si ritrova con le fabbriche distrutte e buona parte della popolazione morta. L’Asia è rinchiusa in un impressionante cataclisma che sta distruggendo il Giappone, la Cina e i Paesi del Rim del Pacifico.
I Paesi del Nord Africa, del Baltico e del Mediterraneo sono in un conflitto di vita o morte per liberarsi dall’occupazione. Un mondo impazzito.

La distruzione economica, la miserie umana e lo sfollamento si presentano su una scala mai vista prima nella storia dell’umanità. Che cosa era successo che non andava? Come si sarebbe potuto ricostruire il mondo? Come si sarebbe potuta evitare un’altra guerra?

  1. 5. Keynes, White e Bretton Woods.

Questo è il mondo che esisteva nel luglio del 1944, quando un relativamente piccolo gruppo di 130 personalità appartenenti ai settori dell’economia, della politica e della vita sociale dei Paesi occidentali si riunirono in un piccolo centro turistico del New Hampshire chiamato Bretton Wood.
John Maynard Keynes, l’uomo che aveva predetto quella catastrofe nel suo libro “Le conseguenze economiche della pace”, scritto nel 1920, stava per diventare il principale artefice della ricostruzione. Keynes presentò un piano piuttosto radicale per ricostruire l’economia mondiale, e per evitare una terza guerra. Egli dovette lottare duramente per convincere i radicali dell’economia tradizionalista e delle teorie politiche ad adottare le sue proposte. Alla fine Keynes riuscì a far accettare i due terzi delle sue proposte, aiutato dalla forza della volontà e dal Segretario del Tesoro americano Harry Dexter White.

I fondamenti delle proposte di Keynes erano basati su due proposte di base: primo, gli alleati dovevano ricostruire le alleanze, non ostacolarle come dopo la prima guerra mondiale; secondo, si doveva concepire un nuoivo sistema monetario gestito da un forte sistema bancario e da una moneta comune non legata alla parità aurea.

Keynes motivò queste richieste col fatto che Europa ed Asia erano in uno stato di completa devastazione economica, con i mezzi di produzione pesantemente danneggiati, e le loro tesorerie in debito profondo.

Se il mondo economico doveva riemergere dal suo stato corrente, era necessariamente necessario che si espandesse. Questa espansione sarebbe rimasta limitata se la cartamoneta fosse stata ancora ancorata all’oro.


Gli Stati Uniti, il Canada, La Svizzera e l’Australia erano i soli paesi occidentali industrializzati ad avere le proprie economie, sistemi bancari e tesorerie intatte e pienamente operanti. L’enorme risultato della Convenzione di Bretton Wood fu di come ricostruire completamente le economie dell’Europa e dell’Asia su una base sufficientemente solida e di instaurare l’insediamento di governi stabili, prosperi e democratici.

A quel tempo la maggior parte dell’offerta di oro, di qui la sua ricchezza, era concentrato nelle mani di Stati Uniti, Svizzera e Canada. Si doveva stabilire un sistema per democratizzare commercio e ricchezza, e ridistribuire o riciclare monete dal surplus dei Paesi a commercio forte a quelli con surplus debole o negativo, altrimenti la maggior parte della ricchezza mondiale sarebbe rimasta concentrata nelle mani di pochi Paesi, mentre il resto del mondo sarebbe rimasto in povertà.
Keynes e White proposero che gli Stati Uniti supportati da Canada e Svizzera diventassero i banchieri del mondo, e che il dollaro sostituisse la sterlina inglese quale mezzo di commercio internazionale. Essi inoltre suggerirono che il valore del dollaro fosse ancorato alla buona fede e alla credibilità del Governo americano, e non all’oro o all’argento come era stato fino ad allora.
Il concetto di Keynes su come raggiungere questi risultati era radicale per quel tempo, ma era basato sull’esempio di secoli di importazioni ed esportazioni. Questa forma finanziaria era stata usata per supportare certi settori del commercio internazionale che non usava l’oro come garanzia, ma piuttosto dalla loro buona fede e credibilità, documentate da lettere di credito, avalli o garanzie.
Il ragionamento di Keynes era che, anche se il suo piano fosse stato adottato alla Convenzione di Bretton Wood, rimanere in un sistema monetario Gold Standard sarebbe stato seriamente restrittivo per la flessibilità dei Governi ad aumentare l’offerta di moneta. L’indice di aumento della massa monetaria non sarebbe stato sufficiente a sostenere lo sviluppo dei commerci mondiali nel lungo periodo, e questa condizione avrebbe potuto portare ad una seria crisi economica, la quale, come conseguenza, avrebbe potuto portare ad una ulteriore guerra mondiale. Tuttavia, i ministri economici e i politici presenti alla Convenzione temettero di perdere il controllo delle economie nazionali, insieme all’inflazione, se non fosse stata adottata una “moneta forte”.
La Convenzione accettò il piano economico di base di Keynes, ma optò per una moneta agganciata all’oro quale standard di scambio.

Il prezzo “ufficiale” dell’oro fu stabilito in 35 dollari l’oncia, come quello pre-guerra: un dollaro, quindi, poteva acquistare 1/35 di oncia di oro. Il dollaro sarebbe diventato la moneta standard mondiale, mentre il valore di tutte le altre valute nel mondo occidentale non comunista sarebbe stato agganciato al dollaro quale mezzo di scambio.

6. Piano Marshall. IMF. World Bank. Bank for International Settlements.

La Convenzione di Bretton Wood produsse il Piano Marshall, la Banca per la ricostruzione e lo sviluppo (meglio nota come World Bank) il Fondo Monetario Internazionale (IMF) e la Bank of International Settlements (BIS). Queste quattro istituzioni avrebbero ristabilito e rivitalizzato le economie dei Paesi occidentali. La World Bank avrebbe avuto prestiti dai Paesi ricchi da prestare a quelli poveri, l’IFM, lavorando in stretto contatto con la World Bank, attraverso un pool di finanziamenti, controllato da un comitato di governatori, avrebbe avviato l’aggiustamento delle monete a mantenuti i tassi di cambio delle diverse monete nazionali entro limiti definiti; la BIS avrebbe funzionato da “banca centrale” del mondo.

6.1 Il Fondo Monetario Internazionale.

Il Fondo Monetario Internazionale doveva essere l’erogatore alle banche centrali di quei Paesi che si trovassero ad avere un deficit nella bilancia dei pagamenti, mediante prestiti in denaro. L’IFM ha, in effetti, prestato moneta ai Paesi sottosviluppati, per continuare i loro commerci e costruire le loro basi di esportazione fino al raggiungimento di un indice positivo nella bilancia dei pagamenti. Da quella data, la banca centrale di quel Paese avrebbe restituito all’IFM il denaro preso a prestito, più una piccola somma a titolo di interesse, mentre l’IFM avrebbe continuato a vigilare ed assistere il Paese in caso di nuove esigenze o difficoltà.

6.2 La Bank of International Settlements.

La Bank of International Settlements (BIS) fu creata come una nuova banca centrale delle banche centrali di ogni Paese. La sua organizzazione era sulla falsariga di quella della Federal Reserve americana, ed è principalmente responsabile per l’ordinario stabilimento delle transazioni tra le banche centrali dei singoli Paesi. Inoltre, emana standards per l’adeguamento dei capitali tra le banche centrali e coordina la distribuzione ordinaria di una sufficiente emissione di massa monetaria circolante per sostenere il commercio internazionale.
La Bank of International Settlements è controllata dal Comitato di Basilea che, a rotazione, è composto dai ministri nominati da ognuna delle banche centrali dei Paesi membri del G-10. E’ tradizione che i ministri nominati per il Comitato di Basilea abbiano la stessa qualifica dei presidenti del New York “Feds” che controlla il tavolo dei mercati aperti.

6.3 La World Bank.

La World Bank, organizzata più su criteri di una ordinaria banca commerciale, fu costituita per essere il “prestatore al mondo”, dapprima per ricostruire le infrastrutture, le fabbriche e il settore dei servizi delle economie europee ed asiatiche, quindi per supportare lo sviluppo del Terzo Mondo e delle sue economie.

I depositanti nella World Bank sono nazioni, piuttosto che individui, anche se l’economia della banca usa i sistemi tradizionali bancari che si sono dimostrati efficaci nei secoli.

7. L’aggancio che vincola: la Bank of International Settlements e la World Bank.

I responsabili di entrambe le banche sono controllati dai ministri di ciascun Paese aderente al G-10:
Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Olanda, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Lussemburgo.

  1. 8. Bretton Wood sotto pressione

    Dal 1961 i programmi adottati alla Convenzione di Bretton Wood cominciarono a funzionare oltre ogni individuale aspettativa, dimostrando che Keynes aveva ragione.
    Sfortunatamente Keynes abbe ragione anche nel predire una crisi monetaria mondiale, che fu generata da una mancanza di moneta (dollaro US) nalla circolazione mondiale per supportare la rapida espansione dei commerci mondiali. La possibile soluzione di quella crisi era nelle mani dell’amministrazione Kennedy, della US Federal Reserve e della Bank of International Settlements.

    Il mondo aveva bisogno di più dollari per facilitare i commerci, mentre gli Stati Uniti dovevano fronteggiare una mancanza di oro quale garanzia dell’ulteriore emissione. Stampare più dollari avrebbe violato l’accordo sul gold standard stabilito a Bretton Wood. Infrangere il trattato avrebbe significato distruggere l’accordo di base sulle economie mondiali, portando verso la totale discordia, una probabile guerra commerciale, mancanza di fiducia, e finanche una nuova guerra. La crisi fu inoltre aggravata dalla credenza che la maggior parte dei dollari allora in circolazione non fossero concentrati nei forzieri dei governi centrali, ma piuttosto nelle cassette di sicurezza o nelle tesorerie di banche private, società multinazionali, privati e conti bancari. Un mero accordo, o una direttiva dei governi tra loro non avrebbe prevenuto la crisi. Vi era bisogno di un qualche meccanismo che incoraggiasse spontaneamente i privati a tesorizzare altre monete, piuttosto che i dollari.
    Il problema fu risolto usando lo schema del forfait, un metodo usato per sottoscrivere determinate transazioni di import/export che si basavano sulla garanzia o avallo (una forma di garanzia del codice napoleonico) emesse da primarie banche nella forma sia di lettere di credito documentarie o standby, che in quella di bills of exchange (cambiali), che sono usate per assicurare all’esportatore il futuro pagamento dei beni o servizi forniti all’importatore. Il sistema fu ben definito e capito dalle banche private, dai governi e dalle comunità economiche mondiali. I documenti usati in questo schema di finanziamento sono standardizzati e controllati da accordi internazionali, e amministrati dai membri della Camera di Commercio Internazionale di Parigi. Non vi era, quindi, nessun bisogno di creare un’altra agenzia che monitorasse il sistema, dal momento che documenti approvati e già disponibili, leggi, procedure fornite dalla ICC erano già adottati.

    La Camera di Commercio Internazionale è un’organizzazione mondiale, non governativa, che si è evoluta nel tempo in una riconosciuta, organizzata, rispettata e soprattutto una fidata associazione. I suoi membri comprendono le maggiori banche mondiali, importatori, esportatori, che riconoscono determinate convenzioni, regolamenti e codici di condotta che la ICC ha approvato e promulgato per promuovere il commercio mondiale.

    Dalla ICC e dalla forfeitizzazione proviene il seme della risoluzione della crisi.

    Se il dollaro avesse potuto essere ritirato dalla circolazione attraverso il sistema bancario internazionale e ridistribuito attraverso il ben noto “bank ripple effect”, non ci sarebbe stato bisogno di stampare nessun altro dollaro ed il mondo avrebbe avuto comunque sufficiente liquidità.
    Il sistema bancario privato internazionale richiedeva un veicolo di investimento che poteva essere usato per accedere ai conti in dollari, dai quali riciclare grandi quantità di dollari depositati. Questo veicolo doveva essere visto dal mercato privato sicuro e senza rischi comparabile con le tesorerie degli Stati Uniti che avevano buona reputazione di sicurezza ed immediata liquidità. Data la novità di qualsivoglia strumento potesse essere creato, il settore privato avrebbe sempre preferito scambiare i suoi dollari con uno strumento “verificato” (Tesoreria degli Stati Uniti), ma vendere nuovi certificati del Tesoro al mondo non avrebbe ugualmente risolto il problema. Infatti questo avrebbe solo esacerbato la crisi togliendo ancor più dollari dalla circolazione, mentre il mondo aveva bisogno di più dollari in circolazione.
    La risposta fu di incoraggiare le più rispettate e credibili banche private del mondo ad emettere uno strumento finanziario garantito dalla piena fiducia e credibilità della banca emittente, con il supporto delle banche centrali, dell’IMF, e della Bank of International Settlements. Il mondo degli affari e degli investimenti privati avrebbe visto queste nuove emissioni come “sicure”. Per incoraggiarne l’acquisto in luogo dei certificati del Tesoro, il loro rendimento doveva essere superiore a quello del Tesoro, nel qual caso, considerandoli sicuri e con una remunerazione superiore a quella del tesoro, li avrebbe certamente acquistati.
    La crisi fu prevenuta incoraggiando le banche private internazionali ad emettere lettere di credito e garanzie bancarie su larga scala, con rendimenti superiori a quelli del Tesoro. Per sostenere questa politica di emissione supportata da rendimenti più elevati che accompagnavano questi strumenti, le regole bancarie dei paesi coinvolti furono modificate in modo tale da incoraggiare o seguire le seguenti prescrizioni:

    • Ridurre la necessità di riserve per le transazioni via off-shore.

    • Supporto del programma da parte delle banche centrali, dell’IFM e della Bank of International Settlements.

    • Contabilità fuori bilancio per le banche coinvolte.

    • Questi strumenti dovevano essere classificati “pari passu” (parità di trattamento) con i fondi in deposito.

    • Le banche che ottenevano questi fondi in deposito potevano speculare con la banca centrale del loro luogo di domicilio in modo tale da ottenere l’equivalente dei fondi federali ad un costo molto più contenuto. Quando questi “fondi speculativi” venivano mischiati con tutti gli altri fondi, il costo della remunerazione globale di tutti i fondi diminuiva sostanzialmente, quindi permettendo di ripagare il maggior rendimento offerto per attirare l’investitore.

    Gli strumenti bancari offerti agli investitori venivano venduti in valori molto elevati (100 milioni di dollari) attraverso un ben determinato ed efficiente meccanismo di mercato, riducendo sensibilmete i costi di acquisizione dei fondi, consentendo, quindi, di ripagare i maggiori tassi di interesse offerti dalle banche emittenti.

6. Strumenti multiuso.

Le banche primarie commerciali si resero subito conto che questi strumenti potevano servire molto più di un semplice “meccanismo di riciclo e ridistribuzione di fondi”, come erano stati inizialmente concepiti. Per le banche emittenti questi potevano fornire gli strumenti per risolvere due dei maggiori problemi bancari: i rischi dei tassi di interesse sui prestiti, e la l’intermediazione dei fondi in deposito. I banchieri, adesso per la prima volta, avevano a disposizione un metodo affidabile per acquisire una gran quantità di denaro veramente a costi molto competitivi, mentre i fondi potevano essere tenuti in deposito ad un coste predeterminato per uno specifico periodo di tempo. Questo nuovo sistema di promozione della ridistribuzione della moneta aveva anche indicato alle banche private la strada per trasferire a terzi il rischio dei tassi di interesse e dell’intermediazione precedentemente assunti dalle banche.

Il programma degli strumenti bancari, costruito dall’amministrazione Kennedy, è ancora usato in maniera molto efficace per aiutare a creare e ridistribuire moneta per sostenere la domanda dei commerci mondiali.

9. Offerta insufficiente di oro.

Un altro significativo cambiamento dell’Accordo di Bretton Wood avvenne nel 1971 quando il volume del commercio mondiale, che usava il dollaro quale mezzo di scambio, finalmente superò la capacità degli Stati Uniti di garantire la sua moneta con l’oro. La parità con l’oro del sistema gold standard di 35 dollari per oncia, stabilita dall’Accordo di Bretton Wood, collocava gli Stati Uniti in una posizione molto precaria. Come Keynes aveva predetto, non c’era oro a sufficienza nel Tesoro americano per pareggiare la quantità di dollari in circolazione; il Tesoro, soprattutto, non era neanche sicuro di quanti dollari cartacei fossero in circolazione, ma quello su cui vi era certezza era che a Fort Knox non vi era sufficiente oro per garantirli. Inoltre, a non avere questa informazione non era solo il Tesoro americano, ma anche tutti i governi del G-10. Qualora tutti i possessori di Eurodollari avessero chiesto al contempo di cambiare dollari in oro, gli Stati Uniti avrebbero fatto bancarotta.
Francia, Regno Unito, Germania e Giappone erano coinvolti con il possesso di notevoli quantità di dollari, e se solo uno di loro avesse chiesto oro in cambio dei dollari, non vi sarebbe stata possibilità alcuna di copertura. Si arrivò, quindi, ad un incontro degli ambasciatori con l’allora Segretario del Tesoro Connelly e con il Sottosegretario Volker. Connelly, dopo aver ascoltato gli ambasciatori rispose: “Vi risponderò domani”.
Nixon, Conelly e Volker in un ultrasegreto meeting di fine settimana, assieme ai più noti banchieri ed economisti americani, cercarono di ponderare la “risposta di domani”. Onorare la richiesta significava la morte certa per gli Stati Uniti come potenza economica. Non onorare la richiesta avrebbe avuto risultati catastrofici. C’era una via d’uscita? Che cosa sarebbe successo se gli Stati Uniti avessero abbandonato unilateralmente il gold standard e avesse fatto fluttuare liberamente la sua moneta? Nixon ed i suoi consulenti videro il dilemma in termini di due mutue alternative: aumentare il valore dell’oro nelle riserve statunitensi e mantenere dunque una parità con l’oro, oppure considerare le ripercussioni delle economie mondiali se il dollaro non avesse mantenuto la parità con l’oro.
Per risolvere la crisi gli Stati Uniti avevano bisogno di abbandonare unilateralmente gli sforzi di mantenere il prezzo ufficiale dell’oro sul livello artificiale di 35 dollari per oncia, lo stesso prezzo stabilito nel 1933. L’oro nel 1971 aveva un valore di mercato di circa 350-400 dollari l’oncia, quindi dieci volte maggiore della quotazione ufficiale. Se si fosse dato al dollaro il suo valore di mercato, il Tesoro americano sarebbe diventato immediatamente dieci volte più ricco. A queste condizioni qualsiasi banca governativa, o investitore privato avrebbe scambiato 350-400 dollari per un’oncia di oro, piuttosto che un dollaro con 1/35 di oncia di oro al vecchio prezzo ufficiale.

Inoltre, una volta che il gold standard, stabilito a Bretton Wood in 35 dollari per oncia, era stato abbandonato, perché fissarlo di nuovo a 350 dollari per oncia? Lo stesso problema si sarebbe potuto ripresentare ancora e Keynes potrebbe aver ragione un’altra volta. Perché non adottare l’idea originale di Keynes sulla moneta, e farla pareggiare e farla pareggiare dalla buna fede e dalla credibilità del proprio governo, del popolo, dalle risorse nazionali e dalla capacità di produzione del suo Paese? Gli Stati Uniti avevano bisogno di far fluttuare la propria moneta contro tutte le altre, e non di agganciarla all’oro. Le forze del mercato avrebbero posizionato il valore del dollaro per mezzo del suo tasso di cambio con tutte le altre monete.

Nixon e i suoi consulenti si resero conto che gli affari mondiali avevano smesso da tempo di fare riferimento all’oro o all’argento. Tuttavia, portando il dollaro fuori dalla parità aurea e consentendo al suo valore di fluttuare in relazione alle altre monete avrebbe certamente creato un rischio di cambio per le transazioni commerciali mondiali, ma non le avrebbe comunque precluse o interrotte.

Il mondo degli affari internazionali aveva in pratica già da anni abbandonato il gold standard, considerandolo problematico e non funzionale. Inoltre, le altre nazioni occidentali non avevano né la forza economica, né tantomeno quella militare per costringere gli Stati Uniti ad onorare i suoi impegni verso il gold standard e quindi non potevano costringerli a restare nel gold standard.

Basandosi su una chiara comprensione di queste due realtà, Nixon e i suoi consiglieri stabilirono di abbandonare il gold standard e di permettere al dollaro di fluttuare in relazione alle altre monete.

Il tasso di cambio non sarebbe più stato determinato da un gold standard mantenuto artificialmente, ma piuttosto dal valore intrinseco di ogni moneta sui mercati dei cambi internazionali.

10. Nixon e Kennedy

Il sistema per controllare l’offerta di domanda stabilito dall’amministrazione Kennedy divenne uno strumento essenziale per l’amministrazione Nixon. L’IMF e la Bank for International Stllements assicurarono che il dollaro avrebbe mantenuto il suo valore sui mercati interazionali e che sarebbe stato riciclato dai paesi con bilancia dei pagamenti in attivo verso l’economia mondiale. L’illusione del dollaro agganciato all’oro era finita.

La storia e lo sviluppo degli strumenti bancari, che abbiamo riportato in estrema sintesi, spiega l’uso che si è fatto degli strumenti bancari stessi come veicolo alternativo di investimento alle obbligazioni del Governo americano, e come è cominciato e perché continua ancor’oggi il processo di emissione di strumenti bancari usato nei programmi di financial trading.

ILLUSTRAZIONE DETTAGLIATA DELL’ACCUMULAZIONE DICAPITALI SENZA RISCHIO.

11. Il Programma Forfetizzato di garanzie bancarie, in altre parole, profitto nella transazione di fondi (depositati) mutuati.

Negli Stati Uniti l’offerta di moneta o credito è regolata dalla Federal Reserve, un organismo indipendente che fu costituito da un atto del Congresso del 1931, ed in parte per mezzo della ricognizione e dell’autorizzazione garantita da alcuni International Money Center Banks chiave, incluse le prime 250 banche mondiali individuate per attività netta, stabilità di lungo termine, ed esperienza di amministrazione. Le Money Center Banks sono anche riferite come le prime 100, e anche meno (come per es. Fortune 500, o Fortune 100), e sono autorizzate ad emettere blocchi (ammontare aggregati) di obbligazioni bancarie quali, ad es.:

  • Bank Purchase Orders – B.P.O. (Ordini di Acquisto Bancari);

  • Medium Terms Debentures – M.T.D. (Obbligazioni a Medio Termine) come ad es.

    1. Promissory Bank Notes – PBNs Zero Coupon Bonds (Zero’s) (Zero Coupon);

    2. Documentary Letters of Credit – DLCs (Lettere di Credito Documentario);

    3. Standby Letters of Credit – SBLCs (Lettere di Credito Standby);

    4. Bank Debenture Instruments – DBIs (Obbligazioni di Debito Bancarie).

    Questi strumenti sono emessi sotto le Uniform Rusles della Camera di Commercio Internazionale (da non confondere con le locali Camere di commercio), organismo regolatore della comunità commerciale e finanziaria internazionale, che stabilisce le regole uniformi che governano le attività e le procedure di tutte le banche che conducono affari internazionali.

12. Accumulazione di capitali da parte delle banche attraverso i programmi di trading delle obbligazioni

La lettera d’autorizzazione ad emettere una data ripartizione dei summenzionati strumenti bancari, sopra e oltre quelli regolarmente impiegati come prestiti a clienti abituali impegnati nell’attività di commercio internazionale, è emessa trimestralmente per ogni banca emittente, in accordo con la revisione del portafoglio di ogni banca da parte della Federal Reserve o della propria Banca centrale.
I prezzi di questi strumenti sono quotati su base percentuale del loro valore facciale, con il valore iniziale di mercato che viene fissato alla prima emissione. In seguito, siccome sono rivendute ad altre banche, vengono quotate a prezzi scalari, realizzando un profitto ad ogni passaggio, il quale può richiedere pochissimi minuti, o un giorno di tempo per essere completato.

Poiché questi strumenti sono acquistati e venduti all’interno della comunità bancaria, i cicli di trading si muovono dalle banche di livello più elevato (banche maggiori) verso quelle di livello meno elevato (banche minori). Spesso questi strumenti generano fino a sette o otto cicli di trading, fino a che sono finalmente venduti ad un cliente contattato precedentemente o “compratore finale” quale, ad es. un fondo pensione, un fondo fiduciario, una fondazione, una compagnia di assicurazioni, ecc., che è alla ricerca di uno strumento a resa ragionevole e sicura in cui investire o “parcheggiare” per un determinato periodo di tempo le sempre maggiori somme di denaro che regolarmente raccolgono.
Nel frattempo in cui questi strumenti raggiungono il “consumatore” o il mercato secondario, vengono venduti ad un prezzo sempre più alto di quello di emissione. Per esempio, mentre la banca di emissione originale potrebbe vendere uno “Zero Coupon” all’82,5% del suo valore facciale, nel tempo un cui questo raggiunge il compratore finale può essere venduto fino al 93% del suo valore facciale. Dal momento che queste transazioni sono concepite per essere impiegate da grosse istituzioni finanziarie, sono accettate solo per valori facciali di almeno 10 milioni di dollari e oltre.
Per monete diverse dal dollaro, quali il Franco Svizzero o il Marco Tedesco, La Banca Centrale, o qualsiasi altra autorità corrispondente della Federal Reserve del Paese emittente, usa procedure simili per controllare la disponibilità di contanti e credito della propria moneta.

Molte persone manifestano sempre più interesse nel cercare di saperne di più sull’accumulazione di capitale senza rischio tramite la partecipazione a un programma di forfaitizzazione. Essenzialmente noi parliamo di strumenti di una Money Center Bank, o di un Programma di Compravendita di Obbligazioni Bancarie in cui questi titoli monetari sono acquistati ad un prezzo di beneficio più basso e sono rivenduti sui mercati valutari ad un prezzo più alto.

Prima che una qualsiasi transazione sia affidata ad un Trader, costui si accerta preventivamente di avere una “vendita garantita” vale a dire, di avere una controparte che voglia acquistare l’obbligazione bancaria ad un prezzo convenuto alla conclusione di un determinato numero di cicli di trade. Qualora non si trovasse nessuna vendita possibile prima che l’operazione inizi, nessun programma può avere luogo, giacché il Trader ha tutto l’interesse a proteggere la sua posizione e, di conseguenza, quella del suo cliente. Questo è, alla fine, l’ultimo fattore di sicurezza del cliente.
Questo tipo di transazione, conosciuta come FORFAITING PROGRAM, è spesso citata dagli insiders come “trading program”, perché, una volta che il programma si è avviato, normalmente si muove attraverso diversi cicli, accumulando profitti ad ogni ciclo di trading.

Il procedimento è reso possibile giacchè il Trader si impegna all’acquisto di molti milioni di dollari sia in BPO (Bank Purchase Order), che in MTNs (Medium Term Notes) con uno sconto sostanziale sul valore facciale dei titoli. Lettere di Credito pagabili a vista vengono dati in pegno per garantire la transazione, ed il prezzo scontato dello strumento bancario o dell’obbligazione bancaria messa a disposizione del trader dal Bank Money Centre emittente può, ad es:, essere intorno all’80% o meno, in funzione dei tassi di mercato del momento.

La prima transazione può avere qualche altro trader che voglia pagare l’83% per un uso a breve dei fondi, che abitualmente restituisce al precedente trader nel tempo di qualche ora. Ogni ciclo di trading realizza profitti di alcuni centesimi di dollaro, ma le transazioni sono su milioni di dollari, e quando si pensa alla possibilità di fare quattro o cinque cicli di trading al mese, allora non è difficile rendersi conto della convenienza di questo tipo di operazioni.

Il trading di questi strumenti bancari costituisce un profitto altamente lucrativo e privilegiato per le banche che vi partecipano e, come ovvia conseguenza, queste opportunità sono in generale condivise solo con i clienti principali. Diventerebbe troppo difficile convincere un investitore ad acquistare Certificati di deposito che rendono da un 2,5% fino ad un 6%, se costoro sapessero che esistono ben altre opportunità di guadagno presso la stessa istituzione con rendimenti molto ma molto più elevati. Le banche usano sempre la più stretta clausola di “Non-Disclosure and Non-Circumvention” nei contratti di trading, proprio per assicurarsi l’esclusiva e la riservatezza della transazione. Esse sono rigidamente costrette, e questo conta ulteriormente per l’occultamento al pubblico di queste transazioni. E’ indispensabile avere buoni collegamenti e relazioni con le banche per controllare la transazione dall’inizio alla fine.


All’uopo occorre assolutamente avere:

  • Una banca acquirente che rappresenta il compratore (Trader) per la perte della transazione relativa all’acquisto, e che agisca anche come “holding bank”.

  • Un rapporto fiduciario o un (Pass Through Bank) con la banca.

  • Una banca emittente o “Selling Bank”.

In questa maniera ogni banca è capace di conoscere solo la sua porzione di tutta la transazione e riceve un compenso nominale e ragionevole per i suoi servizi dai suoi rispettivi clienti. Inoltre, a complicare ancora di più la struttura dei programmi profit-oriented che coinvolgono questi strumenti sono le differenti leggi bancarie e fiscali dei vari ordinamenti giuridici nel mondo. Ad esempio, in quegli ordinamenti giuridici in cui la legge non permette alle banche di acquistare direttamente questi strumenti da altre istituzioni, oppure dove il profitto può essere aumentato attraverso incentivi fiscali, sono stati sviluppati “Programmi di Profitti su Depositi (Mutui)” garantiti da strumenti bancari collaterali, in modo da configurare queste transazioni come mutui, piuttosto che come transazioni di “compravendita”. Ad es., in Germania, dove la progressività fiscale è inferiore alla progressività dei tassi di interesse, il criterio di un’emissione ad un costo minore del valore facciale del mutuo è stata larga mente usata per incrementare ulteriormente il profitto del mutuatario. Basti dire che una gran quantità di metodi è stata sviluppata per massimizzare il profitto netto dopo le tasse per tutte le parti coinvolte in simili rendimenti.

13. La chiave per la sicurezza ed il profitto

Come appare evidente da quanto si è detto, la chiave per il profitto di questi strumenti bancari si trova per un ventuale operatore non bancario nell’avere i contratti, le risorse iniziali e dove acquisirle a livello appropriato presso le banche emittenti in modo da riceverne il massimo sconto, quindi avere le necessarie risorse e contatti per negoziare gli strumenti al livello più redditizio di acquisitore finale o di mercato secondario. Come si può facilmente immaginare, questi contatti sono i più gelosamente custoditi da parte di quei traders che regolarmente e professionalmente gestiscono questi strumenti. Pertanto, il vero segreto di una partecipazione con successo a queste attività non sta nel “come”, “perché” e “quale precedente volta” di queste transazioni, ma nel conoscere o sviluppare una forte relazione con gli insiders, gli investitori, i banchieri, gli avvocati, i brokers, e tutti gli altri professionisti specializzati che possono combinare le loro esperienze e guidare queste loro risorse in programmi legali, garantiti e responsabili con il potenziale massimo di guadagno sulla vendita per quanto concerne:

  • La periodica disponibilità allo scambio degli strumenti bancari del Money Center da parte degli emittenti.

  • Le fonti di informazione che possono fornire tempistiche ed affidabili informazioni sulla sempre mutevole domanda dei compratori finali o dei mercati secondri.

  • La capacità di assicurare la rivendita.

Armati di queste informazioni e della capacità finanziaria di controllare una compravendita di questi strumenti, una vetrina di opportunità è messa a disposizione per evitare inutili intermediari, e per fare profitto dall’aumento di “spread” tra il prezzo di emissione ed il prezzo finale.
Solo le più potenti banche dei Money Center partecipano a questi programmi.
Alla fine di ogni anno finanziario, che cade il 15 Dicembre, le banche impegnate nel FORFEITING e nelle transazioni depositi/mutui chiudono i loro conti per nuove transazioni e fanno richiesta dei nuovi tipi di programmi e dell’ammontare di denaro che vogliono impegnare.
La principale considerazione per ogni banca partecipante è sempre:

  • La salvaguardia del capitale come responsabilità primaria e irrinunciabile.

  • Programmi di investimento sicuri e ben gestiti con il più alto utile possibile sull’ investimento.

  • La ricorrente stabilità fiscale ed integrità etica della struttura bancaria partecipante.

14. Breve informazione tecnica sui programmi di trading supportati da collaterale.

La moderna tecnologia ha permesso ai traders di strumenti bancari internazionali di eseguire operazioni di compravendita simultaneamente. Queste operazioni di “back-to-back” eliminano qualsiasi rischio, giacché il tempo (maggiore fattore di rischio) è eliminato. I traders agiscono da intermediari, quindi non hanno nessun prodotto in inventario.

La convenienza del business giace nel fatto che ogni scambio è un blocco di scambi. E’ abilità del trader riuscire a scambiare un elevato volume di titoli in dollari e di eseguire al contempo una gran moltitudine di transazioni in un giorno per generare alti profitti.

Il profitto è espresso più chiaramente come ritorno sul capitale netto, e la chiave per un ritorno eccezionale sul capitale netto è dato dall’alto livello di credito generato dalle banche per i traders.
Tutti gli investitori istituzionali scambiano a valore marginale per acquistare titoli di cui hanno bisogno con lo svantaggio di dare la metà del prezzo al broker. Quando si scambiano emissioni del governo a doppia o a tripla A, i margini di guadagno sono minimi, ed un’istituzione può acquistare fino ad un minimo del 20% del capitale netto. Le richieste di acconto sul capitale netto sono fissate ad una frazione minima, e ogni volta che il nostro trader inizia uno scambio “back-to-back”, la banca gli richiede una percentuale minima del cinque per cento. In Paesi diversi dagli Stati le banche eseguono le funzioni di broker.

La moltiplicazione del credito non finisce qui. Ad es., fondi di 2,5 milioni di dollari tenuti in un conto bancario permettono di affittare 100 milioni di dollari, con il vincolo che i fondi affittati vengano usati solo a scopo di trading, per cui a questo punto il capitale netto per il trading diventa di 100 milioni, che scambiato ad un tasso del 5%, può generare scambi fino a 2 miliardi di dollari. Pertanto, fondi tenuti in un conto qualsiasi possono generare una moltiplicazione di 800 a 1, senza nessun rischio. I Trader autorizzati dal Governo degli Stati Uniti sono contrattualmente limitati a scambiare strumenti bancari, o lettere di credito. A norma dei Trattati internazionali del G-10 e della Convenzione di Basilea, le principali banche possono emettere strumenti “fresh-cut” (prima emissione). Questi strumenti per poter circolare devono essere “stagionati”, seppure per un solo giorno. Tutte le organizzazioni autorizzate a scambiare titoli possono acquistarle solo dai Trader autorizzati. I titoli hanno un forte sconto e possono essere emessi al 75% del loro valore facciale, ad es., per un tiolo a 10 anni al 7,5%. Questi titoli rappresentano una principale fonte di reddito per i traders, i quali li smistano sul mercato secondario, che è quello di altre banche e di società autorizzate a scambiare titoli, che li acquistano sotto costo per poi rivenderle.

Questi titoli sono, inoltre, lo strumento con il quale si controlla l’offerta di moneta (Cfr. successivo paragrafo “Storia delle transazioni in contanti”).

Lo scambio può avvenire tra 1/18 ed 1/4 di punto percentuale nella transazione “back-to-back”, che è senza rischio e, a causa della velocità di esecuzione delle operazioni elettroniche sui titoli di banca, questa viene chiusa quasi istantaneamente. Abitualmente un singolo Trader riesce ad eseguire una o due operazioni al giorno. Esempio:

Due Trader operano su un conto con tre scambi totali in un giorno. Dal momento che 2,5 milioni di dollari permettono di generare una operazione da 2 miliardi di dollari, questa moltiplicata per tre scambi genera 6 miliardi di dollari in totale, che ad 1/8 di punto percentuale da 7,5 milioni di realizzo. Dopo che sia il broker (banca) che la banca emittente sono stati pagati, anche a seguito di una non brillante operazione rimane tanto da poter garantire all’investitore un utile molto elevato.
Il solo rischio che l’investitore corre è il collasso dell’intero sistema monetario internazionale, rischio che un investitore comunque corre possedendo qualsiasi cosa che non sia un bene reale.
Gli scambi possono essere eseguiti anche usando linee di credito aperte con le banche commerciali comuni, con ipoteca di valori immobili o registrati, quali ad es. capolavori d’arte, gemme preziose, monete o lingotti d’oro, certificati di deposito o lettere di credito. Questi strumenti devono essere depositati in banca in “Safekeeping” (contratto di deposito) e devono essere bloccati ad uso esclusivo dell’operazione finanziaria per eseguire il programma di trading. I valori non vengono mai sottoposti a rischio, giacché il contratto di deposito stabilisce che quei beni devono essere restituiti irrevocabilmente e incondizionatamente al proprietario, liberi da ogni vincolo o pregiudizio di ogni natura allo scadere di un anno ed un giorno.

Valori riconosciuti come contanti, certificati di deposito, lettere di credito e altri patrimoni come quelli sopra elencati devono essere chiari e puliti, liberi da ogni debito o gravame, di origine non criminale e devono, inoltre, essere soggetti a verifica bancaria.

La parte contraente deve essere proprietaria dei fondi o del patrimonio [1]. In un rapporto di “deposito in c/c” il depositante rimane proprietario dei fondi, per cui questi sono indisponibili per le banche. In un rapporto di “investimento”, la banca diventa proprietaria della somma, per cui può impiegarla come meglio ritiene.

Non si hanno garanzie sul rendimento dell’investimento, e tutto deve essere fatto sulla base del “miglior rendimento possibile”, e i profitti devono essere promessi alle migliori condizioni di mercato, che possono cambiare in qualsiasi momento.

15. Storia delle transazioni in contanti che generano liquidita’ internazionale di cui hanno bisogno le economie mondiali.

Un programma di trading supportato da garanzia collaterale è un componente di una classe di transazioni che creano liquidità interna ed internazionale necessaria nelle economie di tutti gli Stati del mondo. Questi programmi consistono in transazioni finanziarie internazionali, eseguiti in prima battuta per regolare l’emissione mondiale di moneta sotto la supervisione del Fondo Monetario Internazionale, nonché per supportare il finanziamento dello sviluppo socio-economico e i progetti umanitari gestiti da organismi autorizzati. Le transazioni appartengono a quella lunga schiera di operazioni simili usate in un primo momento per aiutare l’Europa dopo la seconda guerra mondiale. Le procedure e i dettagli delle transazioni devono essere conformi alle leggi, alle convenzioni internazionali ed ai protocolli sviluppati negli anni dalla comunità bancaria internazionale e approvati nelle riunioni del G-7 e della Convenzione di Basilea.

Queste procedure, se correttamente applicate, riducono i rischi per tutti i partecipanti all’operazione dell’accettazione ordinaria di moneta cartacea in cambio di un valore tangibile. Il solo rischio è quello del fallimento del sistema finanziario mondiale e del collasso dell’economia mondiale.
Queste transazioni appartengono, pertanto, alla più vasta classe di operazioni che ha il suo polmone nella creazione di credito monetario da parte di un’istituzione finanziaria, che può riguardare la concessione di un mutuo o di un prestito, garantito o no. Nel concedere il mutuo la banca converte il valore patrimoniale, o la credibilità del titolare del conto, in “contanti”. Quel credito monetario viene a quel punto accettato nel mercato come un valore che può sostenere l’emissione di nuovo credito, che è a sua volta accettato nel mercato come un valore per supportare un nuovo credito, e così di seguito. Questo processo è chiaramente indicato nel testo “Introductory Money and Banking” ed indica come il sistema bancario esegue le sue funzioni di produttore di nuovo denaro.
Quando una banca emette un prestito, quello che in effetti fa è di accettare l’istruzione del cliente a sborsare il suo credito, sotto forma di denaro, nei confronti di qualcun altro. L’emissione di un assegno, o la richiesta di un trasferimento corrisponde proprio a quella istruzione. Quando la banca paga un assegno o esegue un trasferimento contro una disponibilità di conto, si comporta come produttore di denaro. Le quantità di emissioni periodiche di denaro riflettono l’ammontare di credito (moneta) che è stato sovvenzionato (prodotto) dall’ultima emissione.

La comunità bancaria può produrre denaro in maniera esponenziale, senza limiti, generando una espansione incontrollata di emissione monetaria, creando più liquidità di quanta il flusso dei beni e dei servizi possa richiedere. I governi e i mercati pongono, comunque, dei limiti a queste produzioni ed infatti, se ad ogni ciclo di emissione la linea di credito garantita è minore del valore patrimoniale che lo supporta, allora l’ammontare di moneta prodotta deve diminuire. Riferendoci ancora al succitato testo bancario, il totale della moneta prodotta deve essere limitato al reciproco dello sconto imposto ad ogni livello. Se il credito garantito ad ogni livello è dell’80%, ad es., del valore del patrimonio (scontato del 20%), allora il sistema bancario deve essere capace di produrre denaro (credito) cinque volte di più del bilancio iniziale di prestito.

Negli Stati Uniti la funzione della Federal Reserve è di bilanciare l’offerta di denaro e il Governo usa questo effetto di moltiplicatore del denaro per gestire l’ammontare globale di moneta nel sistema economico. Il Comitato Open market della Federal Reserve americana compra e vende strumenti bancari e, così facendo, crea o estingue crediti che si moltiplicano. In sintesi, il Governo stabilisce le necessità di riserva del sistema bancario, costringendo le banche ad accantonare una parte del loro patrimonio e a depositarlo in un conto infruttifero della Federal Reserve, rendendo quelle somme non disponibili a prestiti o a mutui, riducendo quindi “l’effetto moltiplicatore”. Queste transazioni specifiche sono definite in dollari e, quindi, sono soggette al controllo della Federal Reserve. Il fatto che queste transazioni inizino fuori degli Stati Uniti non cambia la sostanza che esse vengano fatte in dollari e che quindi impattano il sistema di emissione americano.
A livello internazionale non c’è la Federal Reserve a stabilire i livelli di riserva monetaria. Quello che c’è, invece, è una serie di accordi e di convenzioni tra i principali Stati, le loro banche centrali, e le principali banche. Queste convenzioni, in aggiunta alle procedure per le transazioni finanziarie in discussione, stabiliscono limiti sulla produzione di denaro, imponendo uno sconto sulla commercializzazione degli strumenti bancari. Lo sconto è stabilito per limitare la crescita della massa monetaria, ed è maggiore di quello che (tasso di interesse) il mercato richiede per coprire il rischio di credito, il tasso di inflazione, ed il costo dell’impiego di denaro. Ad es., il mercato della compravendita dei crediti bancari delle banche primarie può richiedere uno sconto che va dal 4 all’8%. Ora, che cosa succede se i Governi vogliono limitare il fenomeno della moltiplicazione della moneta ad un livello più basso di quello che può generare uno sconto dal 4 all’8%? Essi ingiungono alle banche di vendere le loro emissioni originali con uno sconto maggiore di quello che il mercato richiede.
Problema: chi fa profitto dalla vendita di uno strumento bancario acquistato ad un prezzo inferiore a quello di mercato? Chi è autorizzato a comprare? Che cosa dovrebbe succedere a questo profitto imposto dal Governo? Come dovrebbe essere usato?

Soluzione: Operatori intelligenti, di grande integrità morale, che operano secondo la legge e usano i loro profitti per scopi leciti.

Se le banche potessero operare per loro conto, i profitti andrebbero al sistema bancario, e il limite basato sullo sconto, imposto dal Governo alla crescita monetaria, non funzionerebbe più. Questo è il motivo di base per cui le banche non ovrebbero speculare per loro conto. Esse non possono acquistare strumenti di prima emissione da altre banche, o da “depositanti-investitori”, e devono eseguire le istruzioni dei correntisti.

Di conseguenza, è vero che le banche non possono essere firmataria sul vostro conto, non sono proprietarie del vostro conto, e che a richiesta eseguono vostri ordini, ma solo quando il vostro deposito non è vincolato in investimento.

16. Panorama del trading bancario sulle obbligazioni di debito “debenture”.

Per circa cento anni le maggiori banche hanno comprato e venduto tra di loro obbligazioni di debito (the Debentures) a breve e medio termine. Storicamente, quando le banche europee hanno avuto temporanea liquidità proveniente da investimenti, hanno comperato Debentures e guadagnato un profitto dagli interessi. Allo stesso modo, quando esse hanno avuto bisogno di liquidità, hanno venduto le loro Debentures. Questa compravendita utilizza o fornisce liquidità allo stesso modo in cui le banche americane comprano e vendono fondi della Federal Reserve attraverso il sistema bancario della Federal Reserve (FED).

Le quattro principali famiglie bancarie europee hanno sempre amministrato e controllato con cura il trading delle Debentures. Ogni famiglia opera una “Cutting House” che prepara Debentures per investimento come se fosse una banca. Dal momento che le Debentures sono emesse da forti ed affidabili istituzioni finanziarie, sono considerate investimenti molto sicuri e attraenti nel breve periodo. In tempi recenti, per ragioni sopra discusse, un gran numero di Debetures è stato venduto scontato ad investitori, principalmente attraverso mandatari che operano sotto contratto con le Cutting Houses per l’emissione delle Debentures.

Con il miglioramento delle comunicazioni, lo scambio delle Debentures è stato completato con procedura “da banca a banca” a mezzo di “Trasmissioni Telex Protette”. La banca acquirente promette di pagare per la Debenture e la banca venditrice promette di consegnare la sua Debenture usando codici bancari che autenticano ogni ordine bancario e che sono conosciuti come Key Tested Telex (KTT). Con l’avvento del KTT, Debentures originali non vengono più fisicamente “tagliati” specialmente nel trading da banca a banca per soddisfare le richieste di liquidità. In altre circostanze l’originale è emesso come nel caso di una Guarantee/Debenture che deve essere usata a garanzia di una linea di credito per il trading.

Un Trader può anche usare deposito in contanti, come nel caso del programma specifico discusso in questo documento, per stabilire una linea di credito che permetta di utilizzare più volte l’ammontare del contante in deposito. L’utilizzazione di questa linea di credito per acquistare, vendere, ricoprire la linea di credito e pagare profitti è chiamata “Trading”, che, attualmente, non è tanto la semplice transazione di compravendita, molte volte con profitti che devono essere reimmessi nell’attività per incrementare il rendimento totale. Oggi le compravendite sono eseguite alla velocità della luce in transazioni elettroniche a “libro chiuso”, dove il termine libro chiuso si riferisce al fatto che quando il Trader spilla una linea di credito per acquistare una Debenture, egli ha sempre un compratore pronto per acquistare quello strumento. La linea di credito può essere usata solo per uno scopo: quello di acquistare una Debenture per il tempo di rivenderla. Questa è la ragione per cui il creditore del Trader si fida ad aprire una linea di credito significativamente molto maggiore dello strumento di credito o del deposito in contanti. La sua banca sa che la linea di credito che gli hanno garantito non può essere utilizzata fino a che non viene raggiunta la prova che i suddetti strumenti bancari siano stati pre-venduti. Questa procedura ha luogo attraverso DTC (Depository Trust Corporation).
Il D.T.C. è il meccanismo che verifica che l’istituzione, che gestisce il programma (Trader/Program Facilitator), abbia i fondi per acquistare gli strumenti dalla Cutting House Mandante. DTC verifica, inoltre, che il compratore finale delle Debenture abbia i soldi richiesti per riacquistare.
I soldi richiesti sia al Trader che al compratore appaiono sullo schermo di D.T.C. e la transazione si muove verso il “closed book”.

Vari compratori finali trovano le Debenture molto attraenti, perché hanno un tasso di interesse, relativamente alto se paragonati ad altri strumenti quali il T-Bill, ed inoltre sono acquistate con lo sconto. Le Debentures sono solo di prima emissione, quando i fondi sono forniti da un compratore finale nel mercato secondario. Fondi mutualistici, Società di intermediazione finanziaria, Fondi pensione e Fondi fiduciari hanno un tremendo appetito verso il mercato primario, ma non possono acquistare fino a che gli strumenti non siano registrati (n° di registrazione, CUSIP, termine di emissione, tasso di interesse, etc.).

E’ responsabilità fiduciaria degli specialisti a reddito fisso dei fondi mutualistici, delle società di intermediazione mobiliare e delle banche, che abitualmente gestiscono in portafoglio questi strumenti, proteggere sempre il capitale dei loro investitori e, quindi, non possono acquistare valori che ancora non esistono.

Le banche delle transazioni ed i loro mandatari (i Traders) non possono scambiare strumenti con i loro fondi propri, ma possono intraprendere transazioni per clienti delle banche e quindi ottenerne pagamento per i servizi prestati.
Nel programma, qui discusso, il Trader usa solo l’evidenza del contante in deposito dell’investitore, bloccato nel conto commerciale proprio dell’investitore stesso nella banca designata, per avere una linea di credito sostanzialmente maggiore del deposito attuale. Il Trader, quindi, utilizza quella linea di credito per acquistare e vendere le Debenture nel modo sopra descritto.

NOTA STORICA

Alla fine della seconda guerra mondiale, il trade di Debenture assunse nuovi significati.

Per ricostruire l’Europa, gli Stati Uniti fornirono sostanziali aiuti finanziari. Per evitare che una gran quantità di dollari americani circolasse senza controllo e distruggesse la stabilità stessa del dollaro, fu perfezionata una serie di accordi tra le banche europee, accordi che divennero noti come Convenzione di Bretton Wood.

Quale parte di questo accordo, la Federal Reserve ha accordi con le banche centrali che prevedono che le banche emettano Debenture, che raccolgono enormi quantità di dollari, denominate “pareggio bancario”. Siccome la FED vuole raccogliere dollari in circolazione al di fuori del territorio degli Stati Uniti, piuttosto che ridurre l’offerta di moneta in questo Paese, nega qualsiasi conoscenza circa questo trading di Debentures.

Secondo l’accordo, le banche europee trattengono una parte dei dollari raccolti dalla vendita delle Debentures, ma ne trasferiscono la maggior parte nei conti della FED. A maturità di ogni Debenture la FED trasferisce il montante sotto il controllo della banca europea per il riscatto dei fondi della Debenture. Pertanto, vi è una continuità di nuove Debentures che vengono emesse per la raccolta di dollari emessi sia per il riscatto che per la compensazione del deficit della bilancia dei pagamenti statunitense. Questa è il motivo più verosimilmente irresistibile per il quale la FED nega qualsiasi conoscenza di queste attività.

GLOSSARIO

In questo glossario si riporta la definizione dei termini così com’è usata nel settore finanziario.

Best effort: una designazione per cui certi risultati finanziari non sono garantiti, ma che il maggior impegno in buona fede sarà preso per il raggiungimento del risultato che è stato dichiarato.
Bond: titolo a rendimento emesso da una società o dal Governo, il quale obbliga l’emettitore a pagare al portatore del titolo una convenuta somma di denaro, abitualmente ad intervalli specifici, e a rimborsare il capitale alla maturazione del prestito.


Collateral Provider: entità che ha la capacità contrattuale di acquistare uno stock di strumenti direttamente dall’emettitore. Conosciuto anche come Master Collateral Commitment Holder.

Conditional SWIFT: un metodo che si serve della Society For Worldwide Interbank Financial Telecommunication (Società Mondiale per le Telecomunicazioni Finanziarie Interbancarie) per trasferire fondi tra banche in modo condizionato (si trasferisce a condizione che…), vale a dire subordinatamente alle prestazioni chieste ad un’altra parte.


Contract Exit for Non-Performace: la rescissione del contratto per inadempienza da parte dell’investitore. Prevede che l’investitore perda i suoi fondi se è inadempiente al contratto.

Debenture: obbligazione generale garantita solo dalla credibilità di colui che la prende in prestito, senza collaterale da parte della Depository Trust Corporation. Uno strumento nazionale di custodia a compensazione posseduto da tutte le principali banche, vigilato da vari organismi di controllo e dalla Commissione Titoli e Scambio “Securities and Exchange Commission”.


Draft: ordine scritto per il quale un traente “the drawer” (la persona che emette l’ordine di pagare in una tratta, cioè il creditore) istruisce il trattario o trassato “the drawee” (la persona alla quale è diretto l’ordine di pagamento contenuto in una tratta) di pagare una somma indicata ad una terza persona “the payee”.


FORFEITING: il procedimento di acquisto di una “carta” bancaria scontata, la quale matura in un tempo futuro, senza il ricorso ad un precedente detentore del debito generato dalla carta stessa.


Glass Steagal Act: sezione della Legge Bancaria del 1933, che proibisce alle banche di entrare nel mercato dei titoli mobiliari e alle società d’intermediazione finanziaria di accettare depositi.
Comunque, ogni titolo emesso o garantito da una banca non è soggetto al Security Act del 1993. Gli strumenti bancari, in virtù del fatto che sono emessi da una banca, non sono considerati una forma di titolo mobiliare.


International Chamber of Commerce (I.C.C.): organismo internazionale privato che disciplina i termini e le condizioni delle transazioni finanziarie mondiali. Ha sede a Parigi, e nessun legame con le locali camere di commercio.


Key Tested Telex (K.T.T.): forma più antica di trasferimento di fondi che usa un apparecchio telegrafico in cui i messaggi sono verificati mediante l’uso di numeri codificati.


Leveraged Programs: programmi che usano soldi presi a prestito (quali, ad es:, le obbigazioni del Governo americano) per aumentare l’ammontare degli strumenti acquistati e rivenduti per profitto. I benefici dei capitali affittati sono dati dal fatto che essi generano investimenti molto maggiori.


Medium Term Note (M.T.N.): in programmi di trading bancario indicano una forma di debenture con scadenza decennale ed un tasso di interesse annuo del 7,5%. Conoscite anche come Medium Term Debenture o MTD (Obbligazioni di Medio Termine). MT 100 Field 72: l’indicazione di trasferimento irrevocabile di fondi tra banche che operano con l’uso di computers.


Off-Balance Sheet Financing: procedimento dove una passività contingente (dipendente da certi eventi) non è riportata come passività, ma compare nelle Note al bilancio finanziario.


108% Bank Garantee: garanzia scritta emessa e pagabile da una banca per la restituzione di un capitale più un interesse dell’8%.


One-year Zeros: obbligazione di banca con validità annuale, venduta con uno sconto sul valore facciale, al posto di una cedola con interessi.


Par: alla pari, vale a dire uguale al valore facciale o nominale del titolo. Un buono venduto al pari ha lo stesso valore dell’ammontare di emissione, o di quello che avrà alla maturazione.


Parallel account: conto parallelo. Un conto separato stabilito nella banca che opera la transazione.


Pay Order: ordine di pagamento. Documento che istruisce una banca a pagare una certa somma ad un terzo. Tali ordini sono normalmente avallati dalla banca che fornisce, quindi, garanzia del pagamento.


Safekeeping Receipt: ricevuta di custodia. Un documento emesso da una banca che la obbliga a custodire incondizionatamente fondi separati da altre disponibilità bancarie e restituirle a richiesta del depositante. In questo modo i fondi non costituiscono un patrimonio della banca, né sono direttamente o indirettamente soggetti a qualsivoglia obbligazione o debito bancario.


Sub Account (Segregated Account): “Sottoconto” o “conto segregato”. Quando un cliente qualsiasi stabilisce una relazione con una banca, che prevede che la banca possa agire per nome del cliente stesso, viene aperto un sottoconto per depositare i fondi a nome del cliente stesso. I fondi possono essere usati solo nel rispetto di un accordo scritto tra la banca ed il cliente. I fondi non sono considerati patrimonio del cliente o della banca, e non sono soggetti né ai debiti del cliente né a quelli della banca, quando dalla banca ne viene rilasciata ricevuta di custodia.


Tranche: parte di una transazione specifica. Ogni compravendita di un blocco separato di strumenti bancari in un gruppo di scambi è definito tranche. Ad es:, un contratto può essere sottoscritto per l’acquisto di 10 miliardi di dollari di note bancarie con una tranche iniziale (o acquisto) di 500 milioni.


[1] In un contratto di deposito bancario, le banche hanno responsabilità diverse per quanto concerne la “solidità”, che è il rapporto che deve esistere tra le somme ricevute in deposito e la parte di esse rimessa in circolazione. Il sistema italiano ha una solidità di circa il 40%, quello statunitense del 10%, mentre quello nipponico ha solidità praticamente nulla.


Questa caratteristica giapponese ha consentito alle loro banche di generare un mercato di creazione di moneta pressochè assurdo, con la conseguenza che troppe banche nipponiche sono al collasso e che la loro economia ha preso il sopravvento sulle altre.

Enrico Furia


 

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