Postfazione all’articolo Bandersnatch

QUATTRO CHIACCHIERE CON CASSANDRA
Rubrica digitale a cura di Marco Calamari

Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, talvolta noto come Cassandra, a 18 anni dovette decidere se comprarsi una macchina usata od un pc. Scelse il pc e da allora non si e’ ancora completamente ripreso. Lavora come archeologo di software legacy in una grande multinazionale, ma e’ appassionato di privacy e crittografia in Rete, dove collabora a progetti di software libero come Freenet, Mixmaster, Mixminion, Tor & GlobaLaks. E’ il fondatore del Progetto Winston Smith e tra i fondatori dell’associazione Hermes Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali. Dal 2002 organizza il convegno “e-privacy” dedicato alla privacy in Rete e fuori.

Cassandra Crossing/ Bandersnatch Leggi l’articolo originale su ZEUS News – https://www.zeusnews.it/n.php?c=26997

Marco Calamari
Marco Calamarihttp://www.cassandracrossing.org
Cassandra ha iniziato a pubblicare videocommenti; anteprime di articoli in preparazione, commenti a quelli gia' pubblicati od al "fatto del giorno", persino storielle del mondo piccolo di Cassandra. Qualita' video molto bassa, niente green screen od animazioni, location dove capita, e cosi' via; speriamo che il loro contenuto giustifichi i minuti spesi per ascoltarli. Marco Calamari: ingegnere, classe 1955, talvolta noto come "Cassandra", a 18 anni dovette decidere se comprarsi una macchina usata od un pc. Scelse il pc e da allora non si e' ancora completamente ripreso. Lavora come archeologo di software legacy in una grande multinazionale, ma e' appassionato di privacy e crittografia in Rete, dove collabora a progetti di software libero come Freenet, Mixmaster, Mixminion, Tor & GlobaLaks. E' il fondatore del Progetto Winston Smith e tra i fondatori dell'associazione Hermes Centro Studi Trasparenza e Diritti Umani Digitali. Dal 2002 organizza il convegno "e-privacy" dedicato alla privacy in Rete e fuori, ed e' editorialista di "Punto Informatico" e "ZeusNews, dove pubblica la rubrica settimanale "Cassandra Crossing". Scrivere a Cassandra - @calamarim Le profezie di Cassandra: @XingCassandra Videorubrica "Quattro chiacchiere con Cassandra" Lo Slog (Static Blog) di Cassandra L'archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero

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2 Comments

  1. Buongiorno Roberto,

    Cassandra non si è mai addentrata molto sul piano della filosofia.
    I “piani di realtà” sono quelli a livello percettivo/descrittivo propri, se vogliamo, della narrativa (Dick in testa).
    Solo di differenze narrative e percezione della realtà tratta l’articolo, e non potrebbe esser diversamente, considerando i trascorsi di Cassandra.
    Se ricordo bene, il picco filosofico lo ha raggiunto in questi due articoli, scomodando Baudrillard e l’iperrealtà; al primo sono molto affezionato

    https://www.punto-informatico.it/spiccioli-di-cassandra-virtualit-reale/
    https://www.punto-informatico.it/cassandra-crossing-googleshades/

    Un caro saluto. Marco

  2. sono rimasto deluso dalla postfazione, che, seppur interessante, non ha fanno cenno ai contenuti de “l’articolo Bandersnatch” che lessi su zeusnews. in particolare ero interessato al concetto espresso nell’articolo di “piani di realtà”, che mi pareva utilizzato con accezione scientifica, nello specifico fisica, visto l’uso (peraltro sempre azzeccato) da parte di Cassandra di fenomeni e terminologia di questa scienza per definire gli oggetti degli articoli. qui però non ho ben capito cosa intendesse, nè ho potuto trovare riferimenti al sintagma “piani di realtà” nel web, se non l’accezione generica. i piani di realtà, secondo i miei ricordi di filosofia delle superiori, sono esperienze o stati di coscenza che la mente cognitiva percepisce fondamentalmente differenti, e lo fa in modo tanto indefinito quanto evidente che essi possono essere posti “a senso” in due categorie di realtà differenti, appunto piani di esistenza. l’esempio più banale che mi sovviene sono i piani gnoseologico e ontologico, o anche fisico e spirituale. sono rimasto colpito dall’interpretazione di Cassandra nell’articolo, che invece pare essere qualcosa di diverso, come se il nome “Bandersnatch” fosse inteso come riferimento univoco ad un elemento per ogni realtà. non sono certo di essermi spiegato, ma confido nel lettore. gradirei conoscere il concetto che ha Cassandra di piani di realtò, lo stesso usato nell’articolo. grazie. saluti.

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