Perchè si dice”Menare l’orso a Modena”?

La singolare storia di un oneroso detto…

Ballo_dellOrso

Giochi di corte con l’orso

“Menare l’orso a Modena”.

Questo è un vecchio detto che forse con il tempo si è fatto desueto, ma che ancora molti conoscono specialmente in Garfagnana.Il perchè di questo detto è legato ad una storia ben singolare risalente addirittura al 1451.Per chiarire meglio la cosa guardiamo nello specifico il significato di tale detto, “Menare l’orso a Modena” significa accingersi a un impresa difficilissima,quasi impossibile,chiarito questo addentriamoci nei meandri della storia.Tutto nacque nei pascoli garfagnini a cavallo con l’appennino reggiano. All’epoca lo sfruttamento del pascolo e dei boschi era cosa ben seria, tanto che non si badava tanto per il sottile,le liti continue e talvolta addirittura anche omicidi con i confinanti lombardi (così è chiamato in Garfagnana chi vive al di là dell’Appennino) erano diventati troppo frequenti, era arrivato il momento di giungere ad una soluzione,bisognava che lo stato intervenisse.Allora lo stato in Garfagnana non era Roma ma era rappresentato da Modena e dai suoi governanti gli Estensi.Con buona pace di tutti l’allora duca di Modena Borso

Borso_d'Este
Borso d’Este duca di Modena e Reggio
 colui che volle
come tassa un orso vivo…

concesse ai garfagnini la deroga a poter sfruttare pascoli e boschi anche oltre Appennino, ma in cambio il duca fece una bizzarra richiesta, difatti con atto pubblico del 28 luglio 1451 rogato da Baldassare Bardella notaro ferrarese, la comunità si impegnava di condurre ogni anno in perpetuo tempo per la festività del Santo Natale il canone di un orso vivo alla corte del duca.Originale richiesta quella ducale non c’è che dire.L’orso doveva servire da preda per le battute di caccia di corte o anche per inscenare divertimenti a palazzo durante le feste.Si può immaginare la difficoltà nel reperire tale animale e l’altrettanto improba missione di condurlo vivo a Modena attraverso impervie montagne,dirupi e valli…da qui appunto “Menare l’orso a Modena” per intendersi appunto quando una cosa è veramente difficile nel farsi.Ma la storia non finisce qui.Ricordiamo che l’accordo era perpetuo,cioè per sempre e i secoli passavano e quindi anche i regnanti e con una lettera del 15 giugno 1607 il duca Cesare d’Este confermava tale obbligo di pagamento,ma data la difficoltà nel reperire orsi (anche perchè venuti meno…) si accontentava prima di un cinghiale, poi di un maiale di circa libbre 300 (90 Kg).Tale lettera testualmente diceva:

II Comune et hommi de Carfaniana hanno a dare ogni anno al Nostro Signore a la Festa de Natale per feudo de gabella orsi uno o uno porcho cengiario, e quando non potessero dare dicto orso o porcho cengiario, debbano dare uno porcho domestico di libbre 300″  

Fra orsi, cinghiale e porci si arrivò addirittura al 1740 e al duca di quel tempo non importava un bel niente del “bestiaro”, però non tolse tale tassa, ma la tramutò in bei soldoni,quindi per Natale niente animali ma bensì 12 ducati d’oro…Ma finalmente arrivò la liberazione,il 2 settembre 1874.Tutti i territori furono affrancati al Regno d’Italia naturalmente mediante…pagamento di Lire 290… 

di Paolo Marzi

http://paolomarzi.blogspot.de/


 

Paolo Marzi
Paolo Marzihttp://paolomarzi.blogspot.de
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

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