Otto marzo, non è una festa

di Antonella Policastrese

Frauentag_1914_Heraus_mit_dem_Frauenwahlrecht

Isabella Noventa, Elena Ceste, Gloria Rosboch, Fabiana Luzzi, Roberta Ragusa. Solo alcuni dei nomi di donne, brutalmente assassinate, fatte sparire, da uomini in preda a raptus omicidi, che si sono sbarazzate di loro come se fossero bambole di pezza. Arriva l’Otto marzo e puntualmente sono partite le campagne pubblicitarie televisive,o iniziative per celebrare una festa che sa maledettamente di morte, che non restituirà più la vita a chi ingiustamente è stata tolta , senza sapere se i loro aguzzini riceveranno pene esemplari. Altro che diritti, altro che celebrazioni. Forse si tratterebbe davvero di una giornata della memoria, come quella dei campi di concentramento, per cominciare a capire in cosa consistono i diritti e quanto si fa realmente per le donne, in una società che non ha più identità e sradica ogni tipo di simbologia, valore per le vita, considerata alla stregua di una merce, che una volta acquistata va consumata, prima di sbarazzarsene definitivamente. Chi renderà giustizia a queste vittime, chi si prenderà la briga di cominciare ad annullare le distanze di un’ineguaglianza sociale, che tende sempre più a polarizzare il mondo tra ricchi e poveri tra diritti e giustizia negata?. Quante sono le donne che in marcia, stanno tentando di arrivare in un Occidente sazio, che parla di diritti, ma che ha perso di vista cosa significhi per centinaia e miglaia di esseri, la possibilità di avere una vita decorosa e dignitosa, se puntualmente sono respinte, inascoltate, non calcolate? Qualcosa sta cambiando ma in peggio. Stiamo ritornando indietro, per le numereose differenze sociali che esistono e che puntualmente penalizzano la parte debole ossia la donna.Cos’è cambiato se ovunque ci sono teatri di guerra, agglomerati di baracche, dentro le quali vivono donne e bambini che non hanno accesso all’acqua alla sanità, tantomeno al cibo?. Donne che nascono nell’inferno e che non avranno mai la possibilità di riscattarsi, per una gloabalizzazione che le ha penalizzate ancora di più, ed il progresso per loro è stato un granello di sabbia, sparso nel deserto. Donne, dimenticate, donne che hanno dalla loro parte il coraggio di inventarsi qualsiasi escamotage, che si fanno in quattro ed a volte imbracciano un’arma per difendersi un pezzo di terra dove mettere radici. Vogliamo parlare delle donne curde, ridotte a schiave sessuali dall’Is, stuprate, violentate,il cui grido di aiuto è inascoltato da tempo, nell’indifferenza totale di chi ha altro da pensare e che pur suicindandosi non riescono a strapparlo quel velo di silenzio, perchè quell’urlo che dovrebbe rimbombare nelle nostre orecchie nemmeno lo ascoltiamo. Forse con la scusa delle Unioni civili, ancora una volta sarà la povertà a ridurre quest’altra metà del cielo, a prostitute di quanti a loro si rivolgeranno per chiedere il loro utero in affitto e strappargli poi dal grembo una creatura che non gli apparterrà mai. Sull’egoismo di un mondo annoiato che cerca in ogni modo di procurarsi l’impossibile, ancora una volta saranno le donne a rimetterci, giovani donne che dovranno vendere il loro corpo al migliore offerente. Dove stanno le ragioni della festa? Cosa c’è da festeggiare se ancora una volta la contrapposizione tra ricchi e poveri è diventata un baratro e tante ingiustizie continueranno a travolgere tutte le donne che hanno la disgrazia di nascere povere. No, non c’è davvero niente da festeggiare. Se abbiamo un po’ di sale in zucca sarebbe ora che ci risvegliassimo da questo lungo sonno che ha fatto intorpidire la ragione, ucciso i sentimenti divenuti anche questi merce di scambio.

 

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Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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