Ora legale

Lo scorso anno, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan finì sulle prime pagine dei giornali per la decisione di rinviare l’uso dell’ora legale a dopo le elezioni che si sarebbero svolte a novembre. “Che ora è?” divenne la domanda che più frequente sui social media turchi. In migliaia, da un giorno all’altro, si trovarono davanti ad un’ora “ufficiale” che era diversa da quella che compariva su orologi, computer, tablet e smartphone (aggiornati automaticamente in rete). “Per le prossime due settimane in Turchia vige l’Eest l’Erdogan Engineered Standard Time”, scrisse qualcuno su Twitter giocando con la sigla Eet, il fuso orario orientale di cui fa parte Ankara. Fonti ufficiali turche giustificarono la decisione del premier dicendo che serviva a garantire agli elettori un’ora di luce in più quando sarebbero andati alle urne.

La questione riaprì una diatriba che, da molti anni, vede coinvolti studiosi in tutto il mondo: l’ora legale serve o no? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi legati a questa convenzione? Sì, perché questo è l”ora legale”: un accordo, una abitudine che secondo i suoi ideatori dovrebbe permettere di risparmiare energia per alcuni mesi all’anno.

Lo dimostra il fatto che l’ora legale non è uguale in tutto il mondo: nei paesi dell’Unione Europea entra in vigore l’ultima domenica di marzo e termina l’ultima domenica di ottobre, negli Stati Uniti invece comincia la seconda domenica di marzo e finisce la prima domenica di novembre. La Russia è andata oltre: dal 2011 ha deciso di utilizzare l’ora legale tutto l’anno (in pratica non è più tornata all’ora solare). In Giappone non la si usa proprio e così pure in gran parte dell’Asia. Lo stesso in Africa e nella maggior parte dei paesi vicini all’Equatore (dove il giorno e la notte hanno una durata simile sia d’inverno sia d’estate).

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Ma come è nata l’idea dell’ora legale? Il primo a proporne l’utilizzo fu un neozelandese, George Vernon Hudson, nel 1895. Ma nessuno volle dargli retta. L’idea divenne realtà solo nel 1907: fu l’imprenditore britannico William Willett a riproporla. E questa volta fu ascoltato. In Italia l’ora legale è stata introdotta la prima volta nel 1916: era in corso la Prima guerra mondiale e risparmiare energia era fondamentale. Per questo, terminato il conflitto, l’ora legale venne abolita. Si andò avanti tra alti e bassi fino al 1965, quando venne adottata definitivamente.

La decisione dei giorni scorsi del premier turco ha riproposto il dilemma: l’ora legale serve o no? Spostare le lancette dell’orologio permette di risparmiare? E se sì, quanto? Nel 2007, uno studio condotto dal dipartimento dell’Energia americano con la collaborazione di Hendrik Wolff, professore di economia all’università di Washington, dimostrò che la riduzione dei consumi era minima (dello 0,5 per cento in primavera e dello 0,38 per cento in autunno). Wolff approfondì le ricerche analizzando i dati dei consumi elettrici in Australia e dimostrò che, a conti fatti, non c’era nessun risparmio di energia. Per questo dichiarò: “Possiamo confutare l’ipotesi del risparmio energetico”. Alla stessa conclusione giunse anche uno studio condotto da Matthew Kotchen, professore di economia a Yale.

Più di recente molte altre ricerche (recentemente raccolte in un’inchiesta del Washington Post) hanno dimostrato che, in definitiva, spostare le lancette dell’orologio non serve a nulla.

I calcoli sull’effettivo risparmio energetico prendono in considerazione un gran numero di variabili, come la posizione geografica, il clima e le abitudini della popolazione. Tutti gli studi eseguiti negli ultimi anni, però, concordano nell’affermare che il risparmio attribuibile all’ora legale è trascurabile o inesistente.

Anche in Italia, il Cicap (che ha utilizzato i dati di Terna) ha concluso che i consumi rimangono praticamente gli stessi, sebbene con piccole differenze da regione a regione.

A fronte di benefici tutt’altro che sicuri (anzi) e di vantaggi economici inesistenti, pare che siano notevoli gli svantaggi dell’uso dell’ora legale. Già nel 1996 Stanley Coren condusse uno studio (pubblicato sul New England Journal of Medicine) che dimostrò come, durante la primavera, il numero di incidenti si alzava sensibilmente per poi calare di nuovo dopo la fine dell’ora legale.

Numerosi studi hanno dimostrato che il passaggio dall’ora legale all’ora solare (e viceversa) ha conseguenze sulla salute. Anche la concentrazione ne subirebbe gli effetti (negativi). Pare che questa “convenzione” sia causa di un aumento del numero di infarti del miocardio tra i soggetti a rischio (a causa dell’alterazione forzata del ciclo sonno-veglia). Addirittura c’è chi sostiene che l’ora legale sia responsabile dell’aumento dei casi di suicidio: uno studio condotto in Australia ha riscontrato che il numero dei suicidi aumenta nelle prime settimane di ora legale, e in quelle successive al ritorno all’ora solare (la causa sarebbe il cambiamento nei ritmi crono biologici).

Ripensando alla decisione del premier turco di spostare l’ora legale di una settimana a causa delle elezioni, c’è da chiedersi se non sarebbe meglio abolirla del tutto…..

C.Alessandro Mauceri


C. Alessandro Mauceri
C. Alessandro Mauceri
Da oltre trent’anni si occupa di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, nonché di internazionalizzazione. È autore di diversi libri, tra cui Moneta Mortale e Finta democrazia. Le sue ricerche e i suoi articoli sono pubblicati su numerosi giornali, in Italia e all’estero. Articoli

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