No, così non va

rotte migranti

Non si erano mai visti tanti sbarchi.167 mila gli stranieri ospitati nei centri d’accoglienza e strutture temporanee, numeri destinati a salire per il flusso inarrestabile sulle nostre coste. Il 2016 è l’anno record degli sbarchi: sono il 10% in più rispetto al periodo dello scorso anno e negli ultimi tre giorni le persone salvate nel canale di Sicilia sono state dodicimila. I profughi provengono dalla Nigeria, dall’Eritrea, dal Gambia e dalla Guinea, a dimostrazione del fatto che quando arriveranno i migranti dalle zone di guerra il caos è assicurato.

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Di Maximilian Dörrbecker (Chumwa) – Opera propria, using data and information from these web sites:Eurostat dataset migr_asyappctzm (direct download)Eurostat dataset tps00001 (direct download)FRONTEX Migratory Routes MapThis base map by alexrk, CC BY-SA 2.0, Collegamento

Nelle operazioni di salvataggio intervengono mediamente navi della Marina Militare, Guardia Costiera, e Frontex supportati ultimamente da alcune navi mercantili intervenute nel recupero tra le coste nord africane e quelle siciliane. Quanto costa tutta questa imponente macchina? Le navi non vanno ad acqua, quindi bisogna considerare il costo del gasolio, il costo degli equipaggi e quello delle forze dell’ordine che a terra devono fare lo straordinario, per non parlare dei centri d’accoglienza come le Misericordie che quantificano la loro spesa intorno ai diecimila euro, soldi che intascheranno sicuramente poiché è la prefettura a tenere la contabilità e la liquidazione delle somme. Inoltre per i richiedenti asilo , fino a novembre, i comuni riceveranno 500 euro a cranio tant’è che in Lombardia i comuni che hanno dato il via libera al trasferimento degli immigrati nelle loro zone sono ben 503, che avranno a disposizione una cifra che si aggira intorno ai dieci milioni di euro circa. Si dice che i soldi potranno essere utilizzati per lavori di manutenzione delle città e per tutti quei servizi come l’illuminazione, centellinata  grazie alla crisi in atto. Peccato che il tutto sia uno specchietto per le allodole, perché tra mense e servizi da fornire agli immigrati di quattrini ne servirebbero di più, lasciando intere comunità abbandonate a se stesse. Quanti sono i nuovi disoccupati e gli inoccupati? Quale il tipo di politica adeguata, per risolvere problemi contingenti di cittadini che dormono in macchia o sotto un ponte che non riescono a mangiare e si riversano sempre più sulle mense della Caritas per avere un pasto caldo, vengono messe in atto? In pratica non passa giorno senza  che ognuno di noi realizzi quanto nocivi e corrosivi siano gli effetti di una crisi creata voluta e non certo risolvibile se ogni giorno scopriamo di essere sempre più Africa e meno Italia. Qui non c’entra nulla essere razzisti e inospitali, perché se non ci fosse la crisi occupazionale e il Paese stesse bene, sarebbe davvero grasso che cola l’immissione degli immigrati nel nostro sistema produttivo e sociale. Qui si ha la netta impressione che, grazie alla finanza che ci governa e alle multinazionali che hanno bisogno di lavoro a nero e a quattro soldi, presto saremo sostituiti in massa dalla manodopera “nera” che si adegua e lavora come un tempo gli schiavi nei campi di cotone. Se così non fosse non assisteremmo a spettacoli indecorosi come strade che franano, dissesti, edifici scolastici fatiscenti, cadenti perché mancano i soldi, come mancano pure per una sanità ridotta al lumicino tant’è che non si fa uso più di medicine e si muore come le mosche per cancro e l’inaccessibilità di poter usufruirei cure adeguate come i farmaci antitumorali. In compenso chi ci governa ci parla di un paese moderno, che sta regalando a grossi colossi per via di prezzi concorrenziali  il nostro territorio. Squadre di calcio  con società straniere che le comprano, hotel, locali storici ceduti a emiri che hanno acquistato mezza Milano, islamizzazione di una società dove noi Italiani siamo diventati i corpi estranei da espellere e debellare. No, così non va.

 

Antonella Policastrese

 


 

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Antonella Policastrese
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

1 COMMENT

  1. Gia’, e’ tutto uno schifoso affare, non c’e’ niente di umanitario e i “sedicenti” profughi vengono nel paese di Benodi perche’ si vive bene senza far niente ed appena arrivano si comprano lo smartphone. W la repubblica delle banane.

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