So anche fin troppo bene, per esperienza personale diretta, come funzioni la predisposizione delle rassegne stampa in ambiti istituzionali e so quasi altrettanto bene che nei partiti attuali a farla da padrone è l’orgogliosa rivendicazione dell'”analfabetismo di andata” (quello di ritorno sarebbe già chiedere troppo…). Tuttavia, mi permetto di segnalare, a pagina 26 del quotidiano “La Stampa” di oggi, l’articolo di Kim R. Holmes, vicepresidente esecutivo della Heritage Foundation (non proprio un “think tank” di secondo piano, con sede a Washington D.C.), recante il significativo titolo di “Italia-USA, le opportunità da cogliere“.
       Non sono propriamente un filo-americano e tuttavia ritengo che, quando si è molto deboli – come è oggi l’Italia – le partite di politica internazionale vadano giocate su molti tavoli, con cinismo, spregiudicatezza, obiettivi strategici e possibilità di ampie divagazioni tattiche, per guadagnare il massimo risultato possibile da una “guerra di movimento”, anzi da forme di guerriglia (metaforica, ovviamente) le più non convenzionali possibili, tenendosi lontani dai partiti presi, dalle forme statiche, dal rischio di essere in qualche modo “incasellati”.
       Mi permetto quindi di suggerire la lettura di questo interessante articolo. Ovviamente è un classico “Cicero pro domo sua“, ma credo sia utilissimo sapere (e certamente i politici italiani NON lo sanno) che la politica internazionale è un grandioso “mercato delle vacche”, dove l’unico principio cui attenersi è quello dell’interesse nazionale, sempre e comunque. La tragica mancanza di una cultura del conflitto (metaforico) consente non solo ai nostri figli più ingenui (à la Giulio Regeni, per intenderci) di finire tragicamente male, ma da tempo sta rischiando di farci fare la stessa fine come Paese. Tenerne conto non sarebbe male e, per tenerne conto, occorre leggere, anche se so che è faticoso e porta via tempo. Ma “nessuno nasce imparato” e – se lo sapeva il grande principe Antonio de Curtis, in arte Totò – è strano che non lo sappiano i piccoli guitti attuali. Per parafrasare il grande Vladimir Ilic Ulianov, in arte Lenin: “studiate, studiate, qualcosa resterà” e magari imparerete pure a fare la “grande politica”, non solo la piccola…

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