Passare da un governo ad un regime non richiede né fiaccolate notturne delle SA, né “guardie rosse” operanti in “un vento a trenta gradi sotto zero”, ma – per rimanere in metafora – è sufficiente che “gli orinali” della politica si riempiano di leggi liberticide, leggi contro i reati di opinione, leggi che vietano tutto a tutti: l’uso del contante, la possibilità di girare liberamente la domenica nelle grandi città, la necessità di doversi dotare di 3.500 documenti per fare qualsiasi piccola cosa, e via farneticando.
       Un Paese siffatto non è più una democrazia. Se poi ha un parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale, è proprio una dittatura, oppure una struttura di potere extra legem. Puoi ancora uscirne liberamente, per ora, ma fino a quando?
       Tuttavia, meglio non preoccuparsi: il campionato di calcio prosegue, il Festival di Sanremo pure, i programmi televisivi che fanno audience anche. Dunque tutto a posto. “Liberi…liberi”, direbbe Vasco Rossi.
       Dunque, via con “il migliore dei mondi possibili”: se poi ci sarà un’alluvione, un terremoto, una “risorsa”, un “criminale stradale” o uno spacciatore a portare via noi, le nostre famiglie o qualche altro nostro affetto, il nostro patrimonio mobiliare o immobiliare, non preoccupatevi, sarà il prezzo che avremo pagato al progresso. Qualcuno doveva pur pagarlo, no, affinché i democrats potessero stare bene e farci costantemente la morale? Siamo finiti nel lato sbagliato della Storia. Capita. Loro sono in quello giusto. “Liberi…liberi“. Loro sì. E noi…?

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