Macron populista, xenofobo razzista? I conti non tornano

Il vertice sui migranti voluto dall’Italia con la Germania e la Francia è fallito miseramente. Macron ha detto esplicitamente che chiuderà i suoi porti, seguito a ruota dalla Spagna. In pratica masse di migranti si stanno riversando sulle nostre coste e non si capisce bene come fare per gestire l’accoglienza. I comuni sono sempre più in difficoltà, per non parlare di città divenute tendopoli a cielo aperto. Se si osservano le rotte su Google si possono osservareci  navi di ONG schierate in prossimità della riva libica per prendersi il carico umano e sbarcarlo tra la Sicilia e la Calabria. Per non parlare dei droni che mostrano un intero continente in marcia diretto ovviamente da noi, il paese di Pulcinella e Cicirinnella. Il problema è reale, apocalittico, di non facile gestione e non si può chiedere all’Italia di farsi carico da sola nell’affrontare  l’ingestibile. Quanto costa accogliere. Quanti i quattrini investiti quando questa gente arriva a terra e deve essere smistata in ospedali, sempre più fatiscenti, con pronto soccorsi ridotti all’osso, con gente stesa a terra, nei corridoi, su barelle strapiene?Ignorare questi dettagli significa essere folli, non capire in che modo la gente si senta vessata, specie poi quando i migranti una volta sistemati,  cominciano  a vagare per le strade impossessandosi di parcheggi davanti ai supermercati o bar per chiedere soldi. Soldi che nemmeno noi abbiamo più,per i continui licenziamenti o la disoccupazione giovanile, che condanna all’inerzia ragazzi che avrebbero voglia di lavorare ma a cui il lavoro viene continuamente negato. Quanti sono i profughi che avrebbero diritto ad essere accolti e quanti i migranti economici? Da noi arrivano solo quest’ultimi andando a ingrossare un esercito di  disperati provocati da una situazione economica senza precedenti che ci sta strangolando, grazie ad un’Europa che pretende soldi, licenziamenti e che adesso ci regala anche la massa di nuovi schiavi. Schiavi che stanno determinando la fortuna dei nuovi negrieri, delle ONG che si caricano di africani e subito dopo si presentano dai prefetti per portare all’incasso la cambiale. Ma se le ONG sono così solidali e ci tengono tanto a salvare  vite, come mai non disubbidiscono ai dicktat dei loro stati puntando su Nizza, sulle Baleari, su Malta? No, qui c’è qualcosa che non va e siamo stanchi di essere inondati di notizie  che ci raccontano quello che vogliono, ci mostrano solo una parte della realtà, tacendo indegnamente sul reale problema e chiamando razzisti, populisti, xenofobi, chiunque ponga in evidenza la questione. Se così stanno le cose, se la Francia ci tiene alle sue frontiere allora Macron attualmente incarna il populismo il razzismo? Pietosa la giustificazione di Boeri, secondo il quale chiudere le frontiere significa trovarsi con 38mld in meno sulle pensioni. Dal suo punto di vista il ragionamento è ineccepibile. Prendete 10 nuovi schiavi che fanno il lavoro di un solo operaio italiano,arricchiranno le casse  dell’Inps per versamenti congrui  , la schiavitù sarà legalizzata, la finanza e le multinazionali si ingrasseranno e la gente povera aumenterà senza che freghi niente  a nessuno. Un mondo alla rovescia, un mondo dove le identità dei popoli sono alla mercè di tagliagole e dove contano  sempre meno i bisogni o dare risposte concrete ai disagi delle masse. Innegabile che siamo difronte ad una nuova guerra combattuta a colpi d’invasione da parte  di altri popoli che dovranno necessariamente prendere il nostro posto, abbassare la testa e andare avanti.

Cambiano i tempi e cambia la forma della schiavitù. Un tempo erano importati per la lavorazione del cotone in America, oggi li si fa arrivare da noi per ingrassare le multinazionali, impoverire i territori e far si che i nostri diritti vadano al diavolo accettando forme di contratto sempre più miserrime  e al  ribasso ovviamente..

Antonella Policastrese
Antonella Policastresehttp://blogdiantonella.altervista.org
1995-1999 Redattrice della redazione giornalistica, con contratto di collaborazione libero-professionale presso “Radio Tele International” (R.T.I S.a.s) di Crotone. 1997-1998 Docente di Storia del Giornalismo nei corsi di formazione istituiti dalla Regione Calabria e svolti dall’Associazione “San Filippo Neri” O.n.l.u.s di Crotone. 1985-2000 Collaboratrice, con contratti di prestazione d’opera, presso le seguenti testate giornalistiche: “Calabria” mensile del Consiglio regionale della Calabria “Il Crotonese” trisettimanale di informazione della provincia di Crotone “Gazzetta del Sud” quotidiano di informazione della Calabria “Il Quotidiano” quotidiano di informazione regionale della Calabria. Apprezzate e recenzite inchieste giornalistiche televisive e a mezzo stampa per le testate per le quali ha collaborato e collabora. Suoi articoli e dossier sono stati riportati e menzionati da quotidiani e periodici di tiratura nazionale, quali Il Giorno, Stop, Raitre Regione e molti altri. Autrice inoltre di novelle e racconti. Articoli

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