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L’inquinamento delle grandi navi da crociera

È iniziato il viaggio inaugurale di quella che viene presentata come la nave da crociera più grande del mondo. Impressionanti i numeri: oltre 250mila tonnellate di stazza, 365 metri di lunghezza, più di tre campi da calcio uno dietro l’altro; circa 50 di larghezza, venti ponti di cui uno con il più grande parco acquatico in mare e una cascata coperta di 17 metri. Può ospitare oltre cinquemila passeggeri assistiti da un equipaggio di più di 2300 persone, praticamente una città, e neanche tanto piccola.
Una nave da crociera che è stata presentata come la più avanzata anche dal punto di vista tecnologico: basti pensare che per ridurre i consumi è dotata di un impianto che invia milioni di bolle d’aria microscopiche lungo lo scafo della nave per ridurre l’attrito.
Un gigante dei mari che non poteva non riservare sorprese anche sotto il profilo delle emissioni: i sei giganteschi motori principali sono “ecocompatibili”, almeno a detta dei proprietari. Possono utilizzare sia combustibile tradizionale che gas naturale (GNL), contenuto in un enorme serbatoio. Ma non basta: il GNL è intercambiabile con biogas liquefatto rinnovabile (bio-GNL o LBG) o altro.
Soluzioni che sono state presentate dai progettisti rispettose dell’ambiente. Ma è davvero così?
Da anni le grandi navi sono accusate di essere uno dei maggiori responsabili delle emissioni di CO2. Per questo motivo da un po’ di tempo i costruttori hanno concentrato l’attenzione su sistemi di alimentazione più “green”. Secondo alcune stime sarebbero oltre 500 le navi in costruzione che utilizzano combustibile verde. Di queste la maggior parte. il 40%, sono alimentate a GNL, il 24% a metanolo, il 23% con sistemi ibridi, l’8% a GPL e l’1% ad ammoniaca.
Ma davvero il GNL è “green”? “Il GNL è l’energia a minore intensità di carbonio”, ha dichiarato Antoine Piéton, CEO di Technip Energies. A fargli eco Nelly Nicoli, responsabile di Elengy: “Il GNL è già un vettore per la decarbonizzazione”. Non tutti i ricercatori sono dello stesso parere: secondo Alexandre Joly, responsabile della divisione Energia di Carbone4, è vero che “il gas naturale emette la metà dei gas serra (GHG) del carbone, ma in compenso è 10 volte più ad alta intensità di carbonio rispetto alle alternative a basse emissioni di carbonio, come l’eolico, il solare o il nucleare”. A questo si aggiunge che “Il consumo di gas naturale non sostituisce quello del carbone, è in aggiunta”. In effetti, se si guarda ai consumi di energia a livello globale, si scopre che non sono diminuiti, anzi, sono aumentati.
Recentemente diversi Paesi hanno iniziato ad acquistare quantità sempre più ingenti di gas naturale liquefatto (GNL). Ancora una volta, questa scelta non sembra essere legata all’ambiente, ma alla necessità di sopperire alla riduzione degli approvvigionamenti di gas naturale proveniente dalla Russia attraverso i gasdotti, oggi chiusi, limitati o addirittura distrutti come il Nord Stream. Il GNL non è altro che un gas simile a quello che transita nei normali gasdotti. Solo che per essere trasportato senza usare le condutture viene raffreddato fino a passare dallo stato gassoso a quello liquido. Quello che i produttori non dicono è che, per ottenere questa “trasformazione”, è necessario utilizzare giganteschi refrigeratori che abbassano la temperatura a oltre -160°C. Ma questo comporta un considerevole consumo di energia. Uno studio realizzato dalla società norvegese Rystad Energy ha dimostrato che, a conti fatti, il trasporto di GNL comporta emissioni di anidride carbonica diverse volte superiori rispetto ai gasdotti tradizionali. Cosa questa che potrebbe annullare i benefici del ricorso al gas naturale invece che ad altri combustibili fossili.
La società armatrice del nuovo gigante dei mari ha insistito sul fatto che utilizza il “combustibile marino più pulito”. Bryan Comer, direttore del programma marittimo dell’International Council on Clean Transportation, non la pensa allo stesso modo: “Stanno definendo il GNL un carburante verde quando il motore emette dal 70 all’80% in più di emissioni di gas serra per viaggio rispetto a quando utilizza un normale carburante marino”, ha detto. La nuova nave da crociera “ha i più grandi serbatoi di GNL mai installati in una nave. Si tratta di greenwashing”. È vero che rispetto ad altri combustibili marini il GNL riduce le emissioni di anidride carbonica. Ma una nave da crociera che utilizzi il GNL emetterebbe complessivamente più gas serra a causa di quello che viene chiamato “slittamento del metano”, secondo Comer. In pratica parte del gas non verrebbe combusto e questo comporterebbe notevoli emissioni di metano, un gas che ha conseguenze tremende per l’ambiente: il metano infatti intrappola circa 80 volte più calore della CO2 dopo il rilascio nell’atmosfera.
Il nuovo gigante per il turismo dei mari vanta anche con altri sistemi “verdi”. Ad esempio per alimentare gli ascensori sono celle a combustibile che producono energia elettrica senza combustione. Purtroppo anche in questo caso la realtà, almeno per ora, potrebbe essere diversa: pare che le batterie per alimentare questi sistemi non siano ancora state installate a causa di un problema con i fornitori.
Secondo la società produttrice del nuovo gigante dei mari, “il GNL è una parte della nostra strategia per i combustibili alternativi, insieme ai biocarburanti, al metanolo e ad altre fonti di energia come l’energia da terra”. Questo richiama l’attenzione ad un altro dei problemi delle grandi navi da crociera: per funzionare devono tenere i motori accesi anche quando sono attraccate in porto. Ma così facendo inquinano in modo spaventoso. Non è un caso se da qualche tempo alcune città come Venezia, Barcellona e Amsterdam, hanno addirittura vietato o ridotto il numero di navi da crociera alle quali è concesso l’approdo, per minimizzare l’impatto sull’ambiente e sulla salute dei cittadini. Ma la nuova mega nave da crociera ha pensato anche a questo: in porto dovrebbe funzionare con l’elettricità fornita da terra, un’alternativa più pulita al funzionamento di generatori altamente inquinanti.
Purtroppo l’impatto sull’ambiente non è solo quello legato alle emissioni di CO2. Secondo Marcie Keever di Friends of the Earth US, “Costruendo queste mega navi e utilizzando il GNL, l’industria crocieristica si sta muovendo nella direzione sbagliata. Le navi più grandi richiedono più infrastrutture nei porti, e contribuiscono a distruggere le barriere coralline e gli ecosistemi per accoglierle”.
Tutti problemi per i quali le mega navi da crociera non hanno ancora trovato nessuna soluzione.

 

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