L’INNOVAZIONE DI PRODOTTO NEL SISTEMA AGROINDUSTRIALE

Dr.-Enrico-Furia

L’INNOVAZIONE DI PRODOTTO NEL SISTEMA AGROINDUSTRIALE 

 

Nell’articolo scorso abbiamo analizzato l’innovazione di marketing e l’innovazione strategica, cioè quella modifica che, pur non tenendo conto dei bisogni immediati guarda a quelli futuri, cercando di generarne sempre di nuovi.

In quest’articolo cercheremo di analizzare l’innovazione di prodotto, a prescindere da specifiche richieste di marketing o strategiche, vale a dire quelle modifiche di processo o di qualità che possono generare riduzioni di costo (quindi di prezzo), o miglioramenti qualitativi, quindi più soddisfacenti (utili) per la domanda.

Nell’articolo dal titolo “Imprenditoria e innovazione nel sistema agroindustriale” abbiamo definito come di Livello 4 le invenzioni esterne al settore di attività configurate come:

4.1 – Creazione di una nuova generazione del sistema esistente.

4.2 – Innovazioni non tecnologiche, ma scientifiche.

A questo proposito vorremmo citare un esempio di prodotto industriale innovativo di questo livello: il telefono mobile.

Questo strumento entrato molto silenziosamente nella nostra vita di tutti i giorni, ha cambiato il nostro modo di comunicare (abitudini, linguaggio, libertà di movimento), ma ha soprattutto reso completamente obsoleti diversi precedenti prodotti, tra i quali: la calcolatrice elettronica, l’orologio a sveglia, l’agenda elettronica, i videogiochi, il telefono, il fax, alcune funzioni di computer, ecc.

Un vero e proprio inventore di questo prodotto non esiste, giacché questi è nato da un’esigenza d’innovazione che ormai girava nell’aria. Però questo semplice e contestato prodotto ha stroncato tanti altri prodotti, concorrenti e non.

In agricoltura ancora non è apparso un prodotto di pari innovazione e successo, ma non è assolutamente da escludere che possa apparire.

 

L’innovazione qualitativa.

Un prodotto può essere innovato nella qualità quando è:

prodotto con materiali migliori:

prodotto con un sistema più semplice o più affidabile;

rispetta il life-cicle ed è compatibile con l’ambiente.

L’impiego di materiali migliori o innovativi è certamente un’innovazione che può generare la differenza con i prodotti concorrenti. Non sempre, però, il consumatore è in grado di apprezzare il miglioramento qualitativo, in quanto non è capace di valutare correttamente il giusto rapporto tra costi e benefici. Ancora è molto spesso troppo difficile promuovere la qualità, giacché questa è costosa sia per la ricerca, sia per la successiva comunicazione ai consumatori. Per quest’aspetto n’è esempio eclatante la produzione agricola biologica, difficile da ricercare e soprattutto difficile da promuovere.

L’innovazione di processo può essere di un qualsiasi livello nella scala di Altshuller, e non è detto che un’innovazione di grado più elevato possa trovare maggior successo di un’innovazione di grado meno elevato. Il successo commerciale di un prodotto non è solo legato al suo grado di innovazione, ma anche alla tempistica di immissione nel mercato. Molto spesso prodotti troppo innovativi non sono compresi dai consumatori, e quindi non vengono apprezzati e consumati. Certamente, però, un miglioramento del sistema produttivo, che esemplifichi e renda più affidabile il prodotto, può essere un’innovazione che può rendere il prodotto stesso vincente.

Un terzo tipo d’innovazione, che sta conquistando sempre di più i favori dei consumatori è quello legato al life-cicle ed alla sua compatibilità con l’ambiente. In agricoltura questo tipo di innovazione è sempre più da ricercare, in quanto, considerando gli sviluppi energetici, biomedicali ed estetici che i prodotti agricoli possono avere, è indispensabile orientarsi in questa direzione.

 

L’innovazione di costo.

Innovare nei materiali, nel processo produttivo, e nel raggiungimento di una completa compatibilità con l’ambiente è certamente costoso, e potrebbe portare un prodotto fuori mercato proprio per l’alto costo di produzione. Pertanto, una pratica corrente dell’azienda deve essere quella di limare e raffinare continuamente i costi, considerando che in un mercato concorrenziale si lavora nella condizione di “price taking”, cioè il prezzo non può essere stabilito dall’impresa. Quindi, per essere sempre competitivi, e per massimizzare il profitto, l’impresa deve continuamente contenere i costi.

Questo risultato non si raggiunge con una becera politica salariale, o evitando gli oneri sociali, ma innovando continuamente il processo produttivo attraverso corrette politiche di tempi e metodi produttivi, attraverso l’utilizzo di nuovi processi, e di rese sempre più elevate.

 

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