LIBERIAMO L’ITALIA DALLA CLASSE LADRONA

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CONSIDERATO CHE:

  1. La Repubblica italiana ha circa 500.000 uomini armati ai suoi ordini.
  2. Un uomo armato è sempre più forte di un uomo disarmato.
  3. La Repubblica italiana esiste perché riesce a prelevare risorse dai cittadini, non essendo capace di produrre alcun reddito autonomo.
  4. Le elezioni sono truccate, perché i partiti comprano voti dalle organizzazioni criminali per mezzo dei contributi pubblici.
  5. I Parlamentari sono rappresentativi solo di se stessi, visto che le elezioni sono truccate.
  6. La Magistratura da sola non è in grado di arginare il fenomeno della corruzione e della frode elettorale.
  7. L’Unione Europea non è in grado, oppure non vuole, costringere la Repubblica Italiana a tornare alla legalità.
  8. I cittadini sono vessati da tasse, imposte, accise e quant’altro per alimentare un apparato pubblico, non solo inutile, ma addirittura dannoso.
  9. I servizi che i cittadini ricevono sono tutti pagati, tranne i seguenti:
  1. Difesa, o meglio, guerra
  2. Pubblica istruzione
  3. Ordine pubblico
  4. Amministrazione della giustizia penale e civile.
  5. Alcune infrastrutture comuni.

SI FA NOTARE CHE:

  1. L’Ordine pubblico è qualcosa che esiste in natura. Lo Stato impone leggi idiote e dannose per alterare l’ordine naturale esistente e sostituirlo con l’ordine imposto da lui. E’ sotto l’occhio di tutti come, durante manifestazioni pubbliche, l’ordine sia manifestamente alterato dalle forze dell’ordine per poter riportare poi l’ordine imposto dallo Stato (caso De Gennaro docet), e per giustificare la loro presenza. Inoltre, è noto agli esperti che per incendiare un bosco non bastano migliaia di mozziconi di sigarette, accese tutte in uno stesso posto; non basta cercare di accendere con migliaia di accendini siepi e sterpaglie sottostanti il bosco (fate la prova e ve ne renderete conto; brucia solo la sterpaglia). Per bruciare un bosco occorrono micce incendiarie da collocare in quantità sufficiente e nella direzione del vento. Quando, ancora qualche anno fa, i boschi italiani bruciavano in continuazione, ci si accorse che i roghi erano generati dalle guardie forestali stesse che, senza incendi, non avevano ragione di compiere il loro servizio e di avere uno stipendio.
  2. La difesa, o meglio, la guerra.

La Repubblica italiana ha partecipato alle guerre del Medio – oriente per difenderci da chi, visto che nessuno ci attaccava? La Repubblica italiana ha partecipato alla guerra con la scusa che Bush voleva esportare la democrazia (che idiozia) e con questa scusa impadronirsi del dannato petrolio. La Repubblica Italiana ha partecipato alla cattura e all’uccisione di Gheddafi per dimostrare (dietro ricompensa) che gli Americani sono forti e quando vogliono un qualcosa, lo ottengono. Le sciagurate conseguenze di quell’azione idiota sono sotto gli occhi di tutti: la Libia senza Gheddafi è ora nel caos totale e l’immigrazione clandestina sta devastando il territorio italiano. La Repubblica Italiana è come quello psichiatra che ti mette la camicia di forza per il tuo bene.

  1. L’amministrazione della giustizia civile può essere esercitata tramite l’arbitrato, senza costi sociali, ma solo per le parti. L’amministrazione della giustizia penale può essere esercitata da un magistrato di pace. Entrambe le amministrazioni possono fare riferimento ad una legge semplice e potentissima: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”. Questa norma, elementare ed efficacissima, di derivazione biblica, sostituisce molto più degnamente le circa 700.000 (settecentomila) leggi e regolamenti oggi in vigore nell’ordinamento giuridico della Repubblica, confuse, contraddittorie e dannose.
  2. L’istruzione, o meglio educazione, non deve essere né pubblica, né privata: deve essere solo “educazione corretta”. (mettere link da Aneddotica).
  3. Infrastrutture. Le infrastrutture utili si pagano da sole, senza il concorso delle imposte con comunissimi “project financing”, sia nel cosiddetto settore privato, che pubblico. La Repubblica ricorre alle imposte perché non è in grado neanche di concepirle azioni del genere, figuriamoci ad attivarle.

 

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Abbattiamo la Repubblica Italiana, se vogliamo salvare l’Italia

Sapete quanti giorni occorsero nel marzo del 1917 ai rivoluzionari russi per abbattere il regime zarista?

Ne occorsero 5: dall’8 al 12 marzo (23-27 febbraio del calendario giuliano, all’epoca in vigore).

Per abbattere la Repubblica Italiana ne occorrono anche meno: basta non versare tasse, imposte, accise, e la resa è immediata. Abbiate un’accortezza, però: impiegate quei fondi non per piaceri personali, ma per avviare la costruzione di un nuovo sistema di gestione del valore.

 

Enrico Furia

 

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