L’EUROPA DEGLI STATI NAZIONALI

Philippe_II_Auguste

Il frazionamento politico prodotto in Europa dal feudalesimo si conservò per molto tempo.

A partire dal XIV secolo cominciò a diminuire a seguito della formazione di diversi Stati a vasta estensione

e con forti poteri centrali che assorbirono gran parte dei poteri locali e riunirono in sé

molte regioni vissute fino ad allora autonomamente (contee, ducati, marche, città).

In tal modo caddero molti confini politici che da tempo separavano città e regioni,

e si costituirono comunità più ampie, monarchie assolute a carattere nazionale,

cioè regni con popolazioni eventi la stessa lingua, la medesima fede, usanze e costumi simili.

Questi nuovi Stati si distinguevano da quelli feudali per la maggior forza militare e per una più efficace

capacità di governo. Il sovrano esercitava la sua autorità non più per mezzo di vassalli,

spesso rivoltosi e indisciplinati, ma avvalendosi di funzionari stipendiati,

che ne eseguivano disciplinatamente le disposizioni; inoltre, disponeva di truppe sue proprie

(non più milizie inviate dai vassalli) che gli obbedivano direttamente.

In ordine di tempo i primi Stati nazionali furono la Spagna, il Portogallo, la Francia e l’Inghilterra.

Quasi contemporaneamente in Italia cominciarono a delinearsi gli Stati regionali (Signorie e principati)

ed i nuclei iniziali degli Stati d’Europa settentrionale e centro orientale, cioè i Principati Tedeschi,

la Svizzera, la Russia, la Polonia, i Paesi Baltici.

Con la formazione di questi regni, l’Europa cominciò ad assumere quel caratteristico aspetto geopolitico

che sostanzialmente conservò durante l’età moderna e che ancora è visibile nel nostro tempo.

Il denaro fu la base dei nuovi Stati

Il motivo principale del sorgere dei novi Stati fu di natura economica e sociale: precisamente lo sviluppo

dell’economia mercantile e monetaria dei ceti borghesi che fornirono ai re il denaro,

strumento indispensabile del potere politico e militare. In Spagna, Inghilterra e Francia i sovrani

trovarono il massimo appoggio nei ceti borghesi che sotto forma di prestiti e tasse procurarono ai re

i mezzi finanziari per reclutare soldati di mestiere e creare eserciti propri con i quali fu possibile

combattere e vincere i signori feudali, costringendoli all’obbedienza.

In precedenza, quando la vita economica era quasi esclusivamente agricola e vi era pochissimo denaro

in circolazione, la forza dei sovrani risultava assai limitata in quanto veniva condizionata dalle milizie

che fornivano i feudatari, spesso autonomi ed anche ribelli.

Il denaro liberò i re da questa dipendenza e li fornì di agguerriti eserciti con i quali essi riaffermarono

pienamente la loro autorità.

I borghesi, a loro volta, appoggiando la monarchia, ottennero diversi vantaggi.

L’eliminazione di molte frontiere e poteri locali resero i viaggi più sicuri e facili ed i commerci più intensi.

I re, inoltre, concessero ai mercanti ed ai banchieri esenzioni doganali e privilegi particolari

che aprirono nuovi sbocchi alle loro attività, nuove occasioni di guadagno e di arricchimento.

Kurt Kaser scrive: “La borghesia scoprì che la sua prosperità coincideva con quella dei re,

perciò combatteva a fianco della monarchia contro i poteri feudali e sopportava pazientemente i sacrifici

in denaro che venivano chiesti. La monarchia, d’altro canto, riconosceva che il miglior modo di provvedere

ai propri interessi era di favorire l’interesse e la prosperità della borghesia.”

La Spagna

La penisola iberica fu conquistata dagli Arabi che fra l’VIII ed il IX secolo alcuni regni fiorenti

per attività economiche e vita culturale.

A partire dall’XI secolo, le popolazioni spagnole dei Pirenei, dove si erano formati dei piccoli regni

indipendenti (Navarra, Leòn, Asturia) diedero inizio ad un movimento di riscossa contro gli Arabi

per la riconquista cristiana del Paese.

Incominciò in tal modo un lungo periodo di guerre che costrinsero gli Arabi a ritirarsi verso il sud,

fino a ridursi nel XIII° secolo nei ristretti limiti del Regno di Granata.

Nel corso delle guerre contro gli Arabi si formarono alcuni grandi regni retti da dinastie locali:

Pastiglia, Aragona, Portogallo.

Il Regno di Pastiglia si affermò e sviluppò con tradizioni continentali e militari,

mentre il Regno di Aragona appoggiandosi alle borghesie mercantili acquistò un orientamento marittimo

e di espansione che si manifestò nell’occupazione delle isole Baleari, della Sicilia, della Sardegna e,

quindi, anche di Napoli (1442). Nel 1469 il re d’Aragona Ferdinando sposò Isabella di Pastiglia,

avviando in questo modo l’unificazione politica della Spagna.

Il Portogallo

Il Portogallo respinse diversi tentativi espansionistici dei castigliani, riaffermando la propria volontà

all’indipendenza. Sotto la dinastia degli Aviz, che salì al trono nel 1385 si attuò nel Paese

una feconda collaborazione fra la monarchia e le borghesie mercantili di Lisbona,

collaborazione dalla quali si sviluppò una politica di espansione marinara e commerciale

che fece del Portogallo una delle prime potenze coloniali della storia moderna.

La Francia

In Francia la monarchia risaliva ad Ugo Capeto (X secolo), iniziatore della dinastia capetingia.

Il suo rafforzamento e la trasformazione da stato feudale a stato centralizzato e moderno si compì

dal XIII al XV secolo ad opera di diversi sovrani tra i quali Luigi IX il Santo e Filippo IV il Bello.

Il primo creo una buona amministrazione ed un forte esercito di volontari,

il secondo rafforzò il potere sovrano procurandosi denaro dai mercanti e dai banchieri

ed incamerando buona parte dei beni ecclesiastici.

Eliminato il pericolo inglese della guerra dei cent’anni, la monarchia vinse le ultime resistenze

della grande feudalità creando lo Stato assoluto unitario.

Il primo re della Francia unita fu Luigi XI (1461-1483)

L’Inghilterra

In Inghilterra la tendenza unificatrice ebbe inizio ad opera dei Normanni

sotto la guida di Guglielmo il Conquistatore, che instaurò una monarchia feudale con forte potere regio.

La Casa dei Plantageneti, succeduti ai normanni, con Enrico II,

estesero i possessi combattendo in Irlanda, Scozia e Francia.

Dopo la guerra dei centenni per l’eredità francese in Inghilterra scoppiò la guerra dei trent’anni

che provocò l’indebolimento della nobiltà ed il rafforzamento della monarchia con Enrico II

considerato l’iniziatore dell’Inghilterra moderna.

Gli Stati tedeschi

Fra i popoli di lingua tedesca si formarono Stati non molto vasti, di ampiezza regionale,

simili a quelli italiani, per opera di famiglie che riuscirono a prevalere

ed assumere i caratteri di dinastie monarchiche ereditarie. Tali furono il Marchesato di Brandeburgo,

il Ducato di Sassonia, la Contea del Palatinato, il Ducato di Baviera. Il Ducato d’Austria,

unendosi con Boemia, Moravia ed Ungheria nel 1493 ad opera dell’arciduca Massimiliano,

aggiunse anche le Fiandre e la Franca Contea.

Le prime origini della Confederazione Elvetica risalgono al 1291 con l’unione dei tre Cantoni di Uri,

Unterwalden e Scwytz, per rendersi indipendenti dagli Asburgo.

Russia

Ivan IV il Terribile, successore di Ivan III il Grande, lottò senza pietà contro i “boiardi”

(grandi feudatari), eliminandoli senza pietà, lasciò il titolo di Granduca ed assunse quello di Zar.

Paesi Baltici

Il Mar Baltico, definito “Mediterraneo del Nord” per la sua particolare configurazione di mare interno,

fin dal Medioevo è stata la più importante via di scambi commerciali tra i popoli delle terre circostanti.

Nell’XI secolo si formò sulle terre baltiche un Regno dei Vichinghi Danesi, fondato da Knut (995-1035),

re di Danimarca, Inghilterra e Norvegia che, dopo l’indipendenza dell’Inghilterra,

estese il suo dominio su quasi tutte le terre scandinave e mantenne la sua supremazia sui traffici

del Baltico fino al XVI secolo. A contrastare il predominio danese si formò nella parte sud orientale

il Regno di Ungheria, che raggiunse il massimo potere con il re Mattia Corvino (1458-1490)

ed impose il proprio controllo sui porti che vanno da Riga fino a Danzica.

Cinquant’anni dopo gli svedesi guidati da Gustavo Wasa si sollevarono contro il dominio danese

e crearono la monarchia di Svezia (1523).

L’Olanda

L’Olanda come Stato autonomo ed indipendente si costituì nel 1579 con il nome di

“Repubblica delle Province Unite”, poi cambiato in quello di Olanda dal nome di una delle province.

Prima del 1579 la regione faceva parte di un territorio chiamato “Paesi Bassi”,

per la sua particolare posizione rispetto al livello del mare, soggetto agli Asburgo d’Austria fino al 1559 e,

quindi, con l’abdicazione di Carlo V, passato alla corona di Spagna sotto Filippo II.

Fu appunto durante il regno di Filippo II che le province settentrionali si ribellarono e si resero autonome

per motivi economici e religiosi. Sviluppatissime sin dal Medioevo,

le città godevano da secoli di larghe autonomie, che anche gli Asburgo avevano rispettato.

Quando le imposizioni spagnole si fecero sentire, l’opposizione non tardò a manifestarsi,

guidata dai conti di Egmont e di Hornes, e dal principe Giglielmo d’Orange.

Enrico Furia

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