Leggi russe

Molti media nazionali hanno pubblicato la notizia secondo la quale in Russia “picchiare moglie e figli non sarà più un reato”. Una notizia che, diffusa in questo modo, dà adito a cattive interpretazioni: la verità è che la modifica approvata dalla Duma non depenalizza il reato, semmai parifica il reato di violenza domestica a quello di violenza comune (prima la violenza domestica era punita più severamente). Inoltre, la proposta di legge sulla depenalizzazione riguarda esclusivamente l’articolo 116 del codice penale russo, ossia quello relativo alle percosse che non procurano danni fisici neanche lievi (Нанесение побоев или совершение иных насильственных действий, причинивших физическую боль, но не повлекших последствий). Per questi reati, per i quali l’accusa non richiede prove o referto medico, si è passati dalla sanzione penale (fino a 2 anni di reclusione) alla sanzione amministrativa (multa fino a 500 euro, arresto fino a 15 giorni o fino a 120 ore di lavori socialmente utili). In caso di danni con conseguenze sulla vittima, restano le sanzioni penali che c’erano in precedenza.

La responsabilità penale rimane anche nel caso in cui il reato sia reiterato (e anche in assenza di danno fisico lieve). Ma non basta. Se le percosse procurano danni lievi (che lasciano una traccia evidente e sono dimostrabili con referto medico: un morso, un occhio nero, un ematoma di grandi dimensioni, una slogatura ad un polso, etc.) allora, in base all’articolo 115 si rischiano fino a 3 anni di galera che diventano 7 anni (articolo 114 del codice penale russo) se il danno è medio o pesante (un braccio rotto, una commozione celebrale, denti spaccati o danni fisici che impediscano di lavorare o svolgere determinate attività per un certo periodo).

Il grande clamore suscitato per la decisione del parlamento russo in realtà mette questo paese al passo con quanto già avviene in molti altri paesi. A cominciare dall’Italia dove il reato di percosse senza lesioni è stato depenalizzato dal 2002 (originariamente il codice penale italiano faceva rientrare il reato di percosse nell’ambito dei delitti contro la persona – artt. 575-623 bis – ora, in base al d.lgs. n. 274/2000, il delitto è passato alla competenza del Giudice di Pace, salvo che non ricorrano le circostanze aggravanti).

Ma anche di un altro aspetto i giornali nazionali non hanno detto niente. A differenza di quanto spesso avviene in Italia, la decisione presa dalla Duma non sarebbe arbitraria, ma frutto di una volontà popolare: se, infatti, è vero che il 79% dei russi ha un atteggiamento negativo verso qualunque violenza in famiglia, per contro il 59% dei russi sarebbe a favore del disegno di legge e solo il 33% contrario (dati sondaggio dell’istituto Vtsiom).

Una vicenda che dimostra per l’ennesima volta come le “notizie” spesso vengano modificate fino a dare informazioni poco corrette.

C.Alessandro Mauceri


 

C. Alessandro Mauceri
C. Alessandro Mauceri
Da oltre trent’anni si occupa di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, nonché di internazionalizzazione. È autore di diversi libri, tra cui Moneta Mortale e Finta democrazia. Le sue ricerche e i suoi articoli sono pubblicati su numerosi giornali, in Italia e all’estero. Articoli

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