L’EDUCAZIONE DI STATO E’ CONTRO LA LEGGE DI NATURA

grammatica-italiana

L’educazione è un’attività che contribuisce a sviluppare l’intelligenza di ogni essere vivente,

vegetale, animale, umano, nelle loro diverse forme e capacità naturali.

L’intelligenza può essere considerata un insieme i cui elementi sono:

  • gli istinti,

  • l’educazione,

  • le esperienze,

  • le intuizioni,

  • il ragionamento.

Gli istinti sono innati, ovvero dono del Progettista per indirizzare l’essere vivente: con un’analogia informatica,

potremmo dire che sono come il firmware di un computer, le istruzioni che gli permettono di funzionare.

In ogni essere vivente gli istinti possono essere evidenziati come:

  1. Sopravvivenza

  2. Conoscenza

  3. Socializzazione

  4. Riproduzione

  5. Scambio

Le esperienze sono gli eventi, positivi e negativi che viviamo nel corso della vita.

Le intuizioni? Riuscire a concepire qualcosa cui non si era mai riusciti prima.

Il ragionamento è la capacità di elaborare i propri pensieri, attraverso la logica, per dar loro senso compiuto.

Gli istinti possono essere manipolati dall’educazione.

La modificazione avviene quando un potere esterno induce a, o impone di,­

credere che un determinato comportamento sia contrario all’interesse personale,

a prescindere da ogni responsabilità sociale.

J. Kenneth Galbraith ha definito in maniera eccelsa il concetto di potere,

distinguendolo nelle sue tre forme principali:

a) remunerativo; b) punitivo; c) condizionatorio.

Potere remunerativo: – “Fai quello che ti dico e ne avrai giusta ricompensa”.

Potere punitivo: – “Fai quello che ti dico, altrimenti ne avrai la giusta pena”.

Potere condizionatorio: “Fai quello che ti dico, perché lo dico io, che sono un’autorità in materia”.

Tutte queste forme di potere oggi sono espresse nell’educazione di Stato,

che tende ad imporre, o condizionare il comportamento umano verso la volontà del potere dell’uomo sull’uomo.

Lo Stato si “autodefinisce” sovrano,

quindi con potere illimitato sulla volontà della persona,

sia nella gestione della vita materiale, sia in quella spirituale dell’educazione.

Esempi:

  1. Potere remunerativo: Lo Stato impone alla persona un’educazione da lui dettata, senza libertà di scelta, e lo ricompensa con un titolo di studio (il classico “pezzo di carta”), che non ha alcun valore reale, ma che lo studente (e soprattutto la famiglia) crede abbia valore immenso. Se non hai il pezzo di carta che lo Stato t’impone, non puoi partecipare ai concorsi pubblici, ad esempio. L’educazione delle persone è talmente tanto manipolata che molti giustificano questa infamità dicendo: “E’ sempre meglio avere un pezzo di carta che niente”. Questa affermazione è di una stupidità esiziale, ma è questo il risultato dell’educazione di Stato.

  2. Potere punitivo: Lo Stato impone alla persona non solo di apprendere determinate regole comportamentali, ma anche di accettare come vere affermazioni che non hanno nulla di vero; consideriamone alcuni esempi:

  • A scuola (sin dalle elementari) s’impone come vera la teoria evoluzionistica della vita, con la giustificazione della scientificità dell’argomento.

L’evoluzionismo non ha nulla di scientifico, perché non ha alcun teorema a dimostrazione delle sue affermazioni;

eppure i nostri figli vengono educati, per imposizione,

a credere che la vita sia nata da un calderone di composti fisici (brodo primordiale),

da cui si è sviluppata la vita intelligente che noi vediamo.

Nel 1954 Stanley Miller disse di aver ricostruito in laboratorio il “primordial soup” (il brodo primordiale), di averlo colpito con scariche elettromagnetiche e di aver generato la nascita di alcuni batteri. Ebbene, era tutto falso, soprattutto la composizione del suo primordial soup che, secondo le conoscenza successive, conteneva troppo poca anidride carbonica. Lìesperimento di Miller, riformulato secondo la nuova composizione del brodo primordiale non generò la nascita di nessun organismo. Inoltre, nessuno spiega come il brodo primordiale abbia potuto generare l’intelligenza, anche perché nessuno ha chiaro il concetto d’intelligenza, eppure è così.

Agli evoluzionisti basta negare l’esistenza del Signore e fare affari con le loro insulse teorie. La favola di Pinocchio è più umana, più bella, quindi più vera della favola evoluzionista.

La teoria del Big Bang creativo è allo stesso livello della teoria evoluzionistica. La favola del Barone di Munchausen, che esce dalle sabbie mobili col suo cavallo, tirandosi su per un capello, è molto più verosimile, antecedente e bella della favola del big bang.

  • Ci viene insegnata, inoltre, l’economia, una “sedicente scienza”, il cui scopo è quello di dettare la razionalità del comportamento umano in condizione di scarsità di risorse. E’ una scienza tanto acuta che l’unico principio su cui basa la sua razionalità è quello del prezzo: se ho otto porzioni di cibo e dieci richieste, basta aumentare il prezzo, fino a quando le dieci richieste si riducono a otto (che bestialità!). Nessuna madre farebbe un’infamità del genere. Se a casa la mamma ha cibo per otto e non per dieci, non ne lascia due senza mangiare, ma divide il cibo totale in dieci porzioni, e tutti mangiano.

  1. Potere condizionatorio: Quando lo Stato non ha, o ha esaurito, tutti gli argomenti per giustificare le due precedenti forme di potere, allora usa il condizionamento: “Ingoia senza fare tante storie, perché te lo dico io, ente sovrano, a cui tutti devono ubbidienza e massimo rispetto. Se non mi ubbidisci, non hai senso dello Stato”. E’ vero, lo scrivente non ha più alcun senso dello Stato, perché lo Stato ha perso persino il senso del ridicolo: fa sul serio, quando ruba e mercifica perfino l’educazione.

Questa è l’educazione che i nostri figli subiscono oggi nelle scuole.

I nostri ragazzi non hanno nessuna tutela contro queste infami affermazioni,

per cui non sviluppano nessun sentimento sociale, né tantomeno metafisico.

Del resto, come potrebbe uno studente (una persona che deve imparare) opporre resistenza a questo infame potere?

Non ne ha possibilità alcuna.

I genitori, dal canto loro,

pensano solo al pezzo di carta e a parcheggiare i figli il più a lungo possibile.

Le conseguenze devastanti sono sotto i nostri occhi:

Tu pensa per te, che io penso per me.”

Io rubo alla Stato, mica a te.”

Io sono pensionato, gioco a carte con gli amici, vado a ballare,

oppure parcheggio nei giardinetti o nei centri commerciali.

La responsabilità sociale?

Che cos’è?”.

Queste sono le principali affermazioni di tanta gente che ha perso il concetto vero della vita.

Sono affermazioni di chi vive di solo pane.

L’educazione di Stato li ha portati a queste conseguenze.

Lo Stato è talmente tanto infame, che si permette persino di misurare la “quantità” di educazione;

la misura con i “crediti formativi”: più infamità hai studiato, più sei educato.

La qualità dell’educazione? Che cos’è? Che dici? Che storie sono queste?”

Salviamo i nostri figli, il futuro dell’umanità, da questi luridi inganni.

Riprendiamo in mano la loro educazione, insegnando che non si vive di solo pane, né tantomeno di sola quantità.

L’educazione ha aspetti qualitativi: buona, o cattiva; un indice quantitativo è ben accetto, solo se misura la qualità.

Enrico Furia

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