Le paure ancestrali del passaggio del millennio

 

LE PAURE ANCESTRALI DEL PASSAGGIO DEL MILLENNIO

NELL’ECONOMIA AGROINDUSTRIALE

 

E’ stato simpatico notare come il dizionario del mio computer abbia subito notato il francesismo del termine “ancestrale” e mi abbia suggerito di usare uno dei termini italiani più appropriati quali “antico, atavico, profondo”.

Il termine francese ancestre viene dal latino ancestor che indica, anche nella forma italiana “gli ancestrali”, gli ascendenti, le cose e gli uomini che ci hanno preceduto da sempre; quelli che si suppone si trovassero anche nei nostri antenati. Preferisco lasciare il termine francese perché questo rende meglio l’idea del falso naturale e soprannaturale legato a queste paure.

Il termine “paura” indica un “forte turbamento dell’animo per un pericolo presente o futuro, reale o immaginario”. “Far paura” significa anche “intimorire”; cosìccome anche “sbalordire” (si è mangiato un piatto di pasta da far paura)

Dopo una prima polemica avuta lo scorso anno sull’effettivo inizio del terzo millennio, quest’anno tutti hanno convenuto che il passaggio epocale era effettivamente avvenuto e, guarda caso, ricominciano le paure di sempre.

Nella storia scritta, vale a dire quella storia basata su fatti certi e non più su leggende, il passaggio d’ogni millennio ha portato importanti sconvolgimenti umani, tutti preceduti più o meno da previsioni catastrofiche, che poi non si sono mai realizzate.

Nel primo millennio l’avvento di Cristo, annunciato da una stella cometa, segnò il destino di tutta la cultura occidentale. Il secondo millennio, annunciato da una diffusa convinzione sulla fine del mondo, fu caratterizzato da una grande rivoluzione culturale che portò dal feudalesimo all’urbanesimo. Il passaggio al terzo millennio, certamente meno traumatico del precedente per quanto riguarda le previsioni catastrofiche da fine del mondo, non si dimostra da meno per quanto riguarda le paure ancestrali che ha scatenato.

E’ ancestrale, vale a dire antica, atavica, profonda, la paura per l’afta epizootica, l’ infezione antica causata da un virus che colpisce bovini, suini e ovini e che può, talvolta, anche trasmettersi all’uomo.

Nella storia dell’umanità l’afta epizootica ha colpito ciclicamente, ma senza mai creare l’allarmismo odierno, tanto isterico in Inghilterra da prevedere l’abbattimento di quasi un milione di capi.  Certamente l’afta epizootica è pericolosa e può costare molto cara agli allevatori, ma ci sembra che le informazioni che sono state fornite al consumatore presentino un livello di incertezza e di inesattezza che lasciano intravedere manovre politiche che, a danno di consumatori e produttori, tendono solo a glorificare il potere e la presunta saggezza del politico di turno. La spettacolarizzazione d’ogni attività umana sembra diventata la sola caratteristica che possa attirare l’attenzione e l’ascolto delle masse, per cui, più un aspetto di vita reale diventa spettacolare, più l’attività del personaggio politico preposto alla sua regolazione acquisisce popolarità, quindi prestigio, quindi potere.

Sembra ancestrale anche la paura non tanto per la BSE (il virus della mucca pazza), quanto per il concetto che gli è dietro: la possibile mutazione umana causata da tecnologie e processi che possono aver sconvolto l’equilibrio naturale. In altre parole, di BSE ne hanno parlato quasi tutti, ma certamente pochi vi hanno ragionato sopra. L’accusa di fondo viene mossa alle farine animali, quasi a farne un capro espiatorio, una nuova peste nera, una delle tante colpe ataviche che l’umanità deve espiare per il passaggio al nuovo millennio, mentre appare sempre più evidente che le farine animali siano una concausa della BSE, non la sola causa. L’unico politico, che ha timidamente abbozzato dei dubbi, è quel Ministro della Sanità, che ha già dichiarato di non voler mai più essere politico; tutti gli altri politici intervenuti lo hanno fatto con la prosopopea dello sciocco che sa tutto ed è sicuro di tutto.

Altra paura atavica è quella che deriva dagli studi sulla manipolazione genetica, che anche senza essere minimamente conosciuta dai più, genera le stesse paure antiche per l’ignoto, per il nuovo. Anche in questo caso la condotta dei politici è molto singolare, in quanto costoro, anche se appartengono a quella categoria di persone che non sa assolutamente niente sulla materia (del resto anche lo scrivente appartiene a quella categoria di totali ignoranti), pretendono di legiferare sulla materia. E’ come se costoro volessero legiferare sulla fisica quantistica, o sulla meccanica razionale, piuttosto che sui loro effetti e sulle loro applicazioni.

La manipolazione genetica è neutra, come tutte le altre attività scientifiche. Il suo compito è quello di capire perché e come il meccanismo funziona e di rivelarne tutte le possibili cause. Le applicazioni di tale disciplina possono essere benigne e maligne per l’umanità, così come gia lo sono le applicazioni mediche, fisiche, chimiche, ecc.

Ma anche qui, l’intervento del politico che pretende di dover proteggere gli interessi dei cittadini (così lui dice), interviene legiferando, proibendo e autorizzando senza la benché minima cognizione di causa, creando sconcerto e paura tra i poveri cittadini che credono di trovarsi di fronte al diavolo.

La stessa credenza correva nel basso Medioevo quando i poveri sudditi erano di volta in volta additati da monarchi, sedicenti profeti, clericali e stregoni vari che vedevano diavoli e diavolerie (l’afta epizootica era già esistente, e la BSE non è che il nome moderno di una qualsiasi altra peste del tempo) in tutti i comportamenti umani e che ammonivano continuamente al pentimento. Questa era l’atmosfera all’inizio del secondo millennio, e questa sembra proprio essere l’atmosfera dell’inizio del terzo millennio. I monarchi di allora sono i politicanti di oggi; i sedicenti profeti di allora sono sedicenti profeti anche oggi, sia che parlino di inferno, sia che parlino di ambiente; i clericali e gli stregoni vari sono oggi gli stessi che erano allora. Tutti parlano di tutto, senza saperne a sufficienza. A nessuno fa comodo che altri apportino ulteriori conoscenze, ma a ciascuno fa gioco sparlare di cose sconosciute, perché lo fa sentire profeta e saggio. Abitualmente non è la persona umile a sparlare per sentirsi profeta, ma la persona sciocca. Sembra che la lista degli sciocchi oggi sia guidata dai sedicenti politici di tutto il mondo. Sparla senza capire più niente Tony Blair a Londra, il quale, decidendo di bruciare più di un milione di capi di bestiame, crede di proteggere i cittadini britannici e finanche quelli mondiali. Sparla Pecoraro Scanio, il quale, forse più furbescamente dell’inglese si esprime per sentenze emesse dai suoi tecnici. Sparlano i politici francesi che accusano l’Italia di non essere affetta da pesti moderne solo perché i controlli sono pressoché nulli. Sparla il Governo Americano, di fatto sempre più furbo e intelligente di qualsiasi Governo europeo, e per fortuna non parla la Commissione di Brussel, forse l’unica che dovrebbe parlare.

Ma tutti quelli che sparlano non hanno mai visto né tantomeno gestito il benché minimo allevamento, e quando si informano lo fanno sempre non tenendo in considerazione le conseguenze sociali di quello che dicono. In altre parole, né gli allevatori, né gli agricoltori, né i commercianti e gli industriali del settore vengono minimamente ascoltati per accelerare la soluzione del problema globale.

L’unico rimedio che si ritiene percorribile è quello dell’abbattimento di tutti i capi sani e malati, dietro ricompensa agli operatori economici che possano essere stati danneggiati. Ma perché dovrebbero essere ricompensati solo i produttori e non anche i consumatori? E perché i produttori dovrebbero essere ricompensati se sono loro la causa di tutti questi guai? E infine, perché se, come dicono gli allevatori (e io non ho difficoltà a crederci), loro non hanno fatto nulla contro la legge, allora non si indaga contro coloro che avrebbero dovuto proteggere in tempo i cittadini? La figura del profeta e del monarca medioevale oggi si ripete nella figura del politico che è diventato ancor più potente del monarca medioevale, perché, oltre a gestire tutti i poteri del monarca (legislativo, esecutivo e giudiziario), oggi costui ha in mano strumenti di comunicazione molto più potenti di quelli che aveva il monarca. Oggi il politico può comunicare una sua profezia a tutto il mondo in poche ore, in rispetto del solo fuso orario che lo limita. Blair che minaccia carneficine non è più sciocco di Pecoraio Scanio o del suo collega Amato: è solo più credibile, per questo più pericoloso; altrimenti si comporta nello stesso modo idiota.

Il secolo passato è stato il più truce e criminale dell’intera umanità (più di trenta milioni di morti per le sole guerre), perché i politici hanno avuto in mano le armi più micidiali per “proteggere” i propri cittadini e per “sgozzare” quelli degli altri. Ora, mancando da tempo la possibilità di spettacolarizzare le guerre, che sembrano avere stufato anche gli stessi militari, i politici spettacolarizzano le epidemie e le calamità naturali, dove loro cercano sempre di passare e di gestire a fini elettorali.

Non dico che gli imprenditori in generale, e quelli agricoli in particolare siano esenti da colpe lievi e gravi; dico solo che qualsiasi atrocità abbiano potuto commettere nel generare peste e pestilenze varie, possono essere scagionati, in quanto nessun Governo li ha mai coinvolti e responsabilizzati nella gestione diretta del controllo delle politiche agricole ed alimentari.

Enrico Furia

 

 

 

 

 

 

 

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