Vivo in Piemonte praticamente da quando sono nato (1950). Sono romagnolo con sangue materno valdostan-savoiardo. Se mi definiscono piemontese, prendo sempre le distanze. Ho il massimo rispetto della regione che mi ospita da una vita, ma non amo la cultura da “le nozze con i fichi secchi” che la affligge, in particolare che affligge Torino, dove la “koiné” dominante vuole che sia una città dove si è inventato tutto, ma non si è riusciti a mantenere nulla…
Mai una domanda, per contro, su tanta grettezza, su tanto esibito razzismo nei confronti dei soggetti di provenienza esogena, sui tanti, troppi “ma lei come nasce?” (io in genere a domanda siffatta rispondo citando il celebre quadro di Gustave Courbet” su “L’origine della vita”), etc. etc.
Molto vittimismo, molti “laudatores temporis acti”, molti rimpianti su ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Mai una domanda, per contro, sul perché ciò non è stato.
La Fiat e la Juventus, da punti di vista diversi, sono esempi classici del come cercare di fare tutto con il minor impegno e la minore circolazione di denaro possibili, sperando nei miracoli, nella buona stella e nel fatto che è sempre preferibile non spendere troppo, piuttosto che spendere molto.
Una cultura provinciale, provincialissima, che – quando si affaccia all’esterno – scopre tutti i suoi ritardi, ma non li vuole ammettere, li nega e torna a pascersi nel buon tempo antico e nel proprio amato orticello, sperando che sia possibile fare meglio di altri spendendo meno di loro, con maggiore parsimonia (leggasi avarizia…) e infinitamente superiore autoreferenzialità.
Poi, nel momento in cui si tirano le somme, si scopre che la Fiat è andata a Detroit e che la Juventus – nelle stesso arco di tempo in cui il Real Madrid ha vinto 12 Champions League – ne ha vinte 2 e ha un gioco che dire che fa schifo è un mero eufemismo. Ma, in definitiva, si è speso relativamente poco e gli altri – si sa – vincono perché sono degli orribili scialacquatori. Come in certe cene a Villa Frescot, chi si accontenta gode (così così) e può sempre riparare in una pizzeria, nell’after dinner…

LE NOZZE CON I FICHI SECCHI… was last modified: aprile 4th, 2018 by Piero Visani

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