LE COLONNE D’ERCOLE

Eracle, che i Latini chiamavano Ercole, è l’eroe più celebre di tutta la mitologia classica. Era figlio della mortale Alcmena e del grande Zeus, re di tutti gli dei, e per questo era profondamente odiato da Era, moglie di Zeus. Per il suo grande risentimento la dea sconvolse la mente del giovane Ercole, che divenne preda di un furioso eccesso d’ira e uccise tutti i propri figli.
Per espizione di quell’orrendo delitto egli affrontò dodici gravissime fatiche, la cui realizzazione sarebbe stata impossibile a qualsiasi uomo. In una di queste imprese egli dovette recarsi nell’isola Erizia, lembo estremo occidentale della terra, posta nell’oceano che circonda il mondo e rubare degli splendidi buoi rossi. Questi erano in possesso di Gerione, un mostruoso gigante il cui corpo dalla cintola in su si ramificava in tre corpi distinti, con tre teste e sei braccia.
Per giungere all’isola, Ercole intraprese un lungo viaggio attraverso la Tracia, l’Asia Minore, e l’Egitto, fino alle coste occidentali dell’Africa ed allo stretto che separa i due continenti. Qui, in memoria del suo passaggio, innalzò due colonne, l’una sulla rocca di Gibilterra, in Europa, l’altra sulla rocca di Ceuta, in Africa. Per questo motivo lo stretto venne comunemente chiamato “Colonne d’Ercole” e mantiene ancor oggi questo nome.
Poichè l’attraversamento dell’oceano costituiva una grande difficoltà, dal momento che le sue acque turbinose non consentivano il passaggio a guado, Ercole, con fare minaccioso, tese il suo arco verso il Sole e gli propose uno scambio: egli non lo avrebbe colpito con le sue frecce, se il dio gli avesse prestato la navicella con la quale si recava al suo palazzo posto a oriente del mondo. Il Sole, toccato da un così grande ardire, accettò e con quella navicella l’eroe potè imbarcarsi dalla costa e giungere sano e salvo all’isola di Erizia.

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