L’antilope Saiga in via di estinzione

L’antilope Saiga è una rara specie di antilope, inserita tra le specie in via d’estinzione, la cui popolazione vive per la quasi totalità in Kazakistan. Qualche mese fa, per un motivo che gli scienziati non sono riusciti a spiegare, si è verificata la morte di quasi la metà degli esemplari rimasti. Il tutto in un lasso di tempo limitatissimo: solo un paio di settimane. Prima dell’ultima moria il numero di esemplari si aggirava tra le 250mila e le 320mila unità. Ora ne rimangono meno di 150mila.

Secondo alcuni studiosi, la morte di un numero così elevato di animali non sarebbe riconducibile ad una malattia trasmissibile (ciò a causa della rapidità con cui si verificata la moria, troppo veloce per essere frutto di un contagio).

Anche l’ipotesi di uno sterminio da parte dei bracconieri è stata esclusa: le carcasse trovate non presentavano ferite gravi. E così anche la causa alimentare. A volte una simile devastazione di una popolazione animale è imputabile al cibo o agli alimenti, ma in questo caso gli esemplari non mostravano segni di malnutrizione né è stata rilevata presenza di tossine nelle acque o nel suolo. Anche l’avvelenamento da radiazioni pare sia da escludere (sebbene alcuni attivisti Kazaki abbiano incolpato della moria il governo russo reo di aver inquinato l’ambiente). Anche la possibilità che a causare questa strage sia stato un virus, non ha riscontrato prove certe.

Saiga

Ad oggi l’unica spiegazione plausibile pare possa essere quella legata al batterio Pasteurella. Richard Kock professore di veterinaria presso il Royal Veterinary College dell’Università di Londra ha riferito al quotidiano britannico The Guardian che questo batterio, normalmente presente all’interno dell’organismo degli animali, ma inattivo, potrebbe essere diventato improvvisamente aggressivo producendo tossine che starebbero attaccando gli organi vitali degli animali, uccidendoli in poche ore. Un cambiamento che, come ha spiegato Kock, potrebbe essere collegato alla variazione di un qualche fattore ambientale come, ad esempio, un calo repentino della temperatura. Una tesi, questa, supportata dai dati rilevati dai quali risulta che proprio pochi giorni prima della strage si è verificato un calo repentino della temperatura (passata da 30° C a -5 ° C in sole 24 ore).

Ora gli scienziati sono stanno facendo ogni sforzo possibile nel tentativo di salvare la specie: il rischio di estinzione, infatti, è aumentato esponenzialmente. Secondo Kock: “Si tratta di una questione di fortuna”. “Se davvero è coinvolto il cambiamento climatico, la frequenza delle morti non potrà che aumentare e allora l’estinzione potrebbe essere inevitabile”.

C.Alessandro Mauceri

 


 

C. Alessandro Mauceri
C. Alessandro Mauceri
Da oltre trent’anni si occupa di problematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, nonché di internazionalizzazione. È autore di diversi libri, tra cui Moneta Mortale e Finta democrazia. Le sue ricerche e i suoi articoli sono pubblicati su numerosi giornali, in Italia e all’estero. Articoli

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