L’anticristiano

       Ci sono religioni il cui unico scopo pare quello di infliggere dolore. Inutile stare a specificare quali siano. In Italia, basta alzare la testa in qualunque borgo e vedrete incombere su di voi la sua fallica espressione. Espressione che non è intesa alla soddisfazione di eventuali esigenze femminili, ma alla sodomia di tutto un popolo, da quando è in età giovanile (tu chiamala, se vuoi, pedofilia), a quando diventa adulto (tu chiamala, se vuoi, sodomia), ed a forme di persuasione per nulla occulta.
       Le mie opinioni sulla medesima sono quelle di Friedrich Nietzsche e della tradizione pagana, e non starò qui a ripeterle. Posso solo dire – sarà pure per mia sfortuna, per carità –  che non ho mai conosciuto persone tanto sgradevoli, false e con una doppia morale quanto taluni appartenenti alla medesima. Con grande rincrescimento e in nome del (loro) benessere, hanno inflitto a me  (ma non solo a me, da quanto leggo, vedo e sento) varie forme di dolore, con tale gusto e impegno da farmi ritenere che la componente sadica non sia, in quella religione, tanto marginale.
       Per di più, nel mentre mi torturavano e mi massacravano, si preoccupavano di chiarire che non lo facevano per farmi del male, ma per farmi stare bene. Perché nella sofferenza altrui (non nella loro, ovviamente) risiede l’essenza profonda della loro assoluta e totale disumanità, che costoro – con apprezzabile inversione semantica – preferiscono chiamare “umanità”.
       Li ho sempre odiati, dal profondo del cuore, anche se in genere mi astengo dal fare polemiche con chi per me rappresenta l’assoluto Nulla (si polemizza con il Nulla? Ovviamente no). Da qualche giorno credo di stare odiandoli ancora di più. Ma non ho problemi, ritengo infatti che l’odio sia uno dei sentimenti più positivi che possano esistere e lo coltivo come un fiore.

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