Lo spettacolare “buona la prima” del Falcon Heavy deve far riconsiderare più seriamente la Weltanschauung di Elon Musk?

Roma – Dribblando manifestazioni canore, ADSL stressate e siti intasati, Cassandra ieri sera è riuscita ad emozionarsi per il lancio inaugurale del Falcon Heavvy e dello spettacolare rientro dei suoi booster riutilizzabili. La scena dei due razzi gemelli che atterrano in perfetta sincronia sulle loro pinne non avrebbe sfigurato in un moderno film di fantascienza.

Addirittura qualche ipotetico spettatore di questo ipotetico film avrebbe commentato che la scena era troppo spettacolare per essere realistica, ed invece… R.A.H., persino lui un po’ stupito, avrebbe certamente sorriso.

Inutile spendere iperboli sul significato di questo successo industriale.

Merita invece cercar di capire come mai il tocco di follia di un miliardario che approfitta di un test per sparare verso Marte la propria auto (irraggiungibile oggetto di desiderio per milioni di persone), perdipiù sulle note di David Bowie, sia passato relativamente sotto silenzio nei media italiani.

Probabilmente non dipende solo dalla diffusa ignoranza degli addetti ai lavori, fossilizzati a rappresentare i tre temi: Celebrazione della Politica, Terremoti ed Inondazioni, Cronaca Nera.

Sono infatti stati incapaci di distinguere una notizia veramente importante, e di spiegarla senza errori grossolani ed omissioni imperdonabili.
Anche chi ha avuto l’idea di una “diretta”, di facile ed economica realizzazione rilanciando i feed di SpaceX.com, ha completamente mancato di raccontare il protagonista assoluto dell’evento ed il suo tocco di follia.

Già. Elon Musk ha fatto sorridere con le sue iniziative e previsioni, che all’inizio tutti, Cassandra inclusa, hanno definito come minimo azzardate.

Dopo l’ennesimo successo di una delle sue visionarie iniziative industriali è ormai necessario riconsiderare BFG, Hyperloop, Solar City, OpenAI, ed anche i piani per basi lunari e marziane permanenti sotto una luce diversa, e comunque molto più seriamente.
Certo, dal punto di vista scientifico sparare una Tesla su Marte non vale una cippa.

Dal punto di vista delle capacità dell’individuo, aiutato senz’altro molto dal fatto di essere divenuto (con merito) miliardario a trent’anni, è tutta un’altra questione.

Non porsi limiti precostituiti pensando al nuovo è probabilmente la componente più evidente nelle “sparate” che ha fatto negli ultimi 15 anni.
Non essere attaccato ai propri successi e non temere insuccessi è la seconda; la magistrale vendita di Paypal con relativa uscita prima della bolla delle dot.com sta a dimostrarlo.

Dedicare parti rilevanti del proprio patrimonio fondando poche e ben mirate mega-startup sui temi più svariati, seguendo buone (secondo lui) idee, è la terza.

In tutto questo, mandare una Tesla su Marte, invece di aggiornare continuamente la propria pagina facebook o far tornare la trimestrale, è del tutto naturale. Ma molti giornalisti (e non solo loro) non ci arrivano proprio.

Tantomeno arrivano a parlare della cosa più importante: essere un bene per l’umanità.
Ce ne fossero tanti altri come lui…  (Pubblicato su Punto Informatico)

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