Collaborazione tra Emirati Arabi Uniti e Germania

per sviluppare una nanotecnologia tanto rivoluzionaria, quanto semplice.

 

 

A due kilometri dal Mar Morto, dove la pioggia cade molto raramente e la temperatura ad agosto può raggiungere i 50°C, è stato condotto tra la DIME, società degli Emirati Arabi Uniti (EAU), e il Fraunhofer Institute di Freiburg i. B. un esperimento molto innovativo di permacultura.

La permacultura, dall’inglese permanent culture (cultura permanente) è nata come modello di agricoltura sostenibile sviluppato nel 1978 da Bill Mollison e David Holmgren in Australia.

La permacultura insegna a progettare insediamenti umani che imitino il più possibile gli ecosistemi naturali. Progettare in permacultura significa creare sistemi che durino nel tempo, che siano sostenibili, equilibrati e stabili, ovvero in grado di auto mantenersi e rinnovarsi con un basso input di energia.

 

 

Il “mandala” riassume i principali concetti della Permacultura

L’esperimento di Permacultura nel Mar Rosso ha dimostrato che si può far crescere alberi da frutto nel deserto. La collaborazione arabo-tedesca ha portato alla creazione di una sabbia impermeabile, idrofoba, che si può stendere direttamente a terra o su fogli a strati utilizzando le nanotecnologie (ramo della scienza applicata e della tecnologia che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore a micrometro (in genere tra 1 e 100 nanometri) e della progettazione e realizzazione di dispositivi su tale scala).

L’obiettivo è di impedire il rilascio della preziosa umidità che si forma nel deserto durante la notte, rendendola disponibile alle radici delle piante. Questa sottilissima coltre di “super sabbia” è attualmente in fase di produzione al ritmo di 3.000 tonn./giorno e promette una rivoluzione nel deserto.

 

 

 

 

Mohammad Saeed Hareb spiega che un foglio di sabbia impermeabile al di sotto della sabbia del deserto potrebbe combattere la desertificazione e facilitare la crescita delle piante, anche nei climi più aridi. Questo farebbe diminuire l’utilizzo di acqua fino al 75%, oltre ad impedire l’impoverimento delle falde acquifere. Addirittura sarebbe possibile con il tempo coltivare in deserti dai suoli salini, dove le precipitazioni sono ancora più basse e dove qualsiasi pioggia che cade evapora lasciando dietro tracce saline che si accumulano nella parte superiore del terreno.

Generalmente suoli come questi possono essere coltivati solo inondandoli con grandi quantità di acqua. 0rbene, anche se questo fosse possibile, il risultato sarebbe di trovarsi con acqua stagnante ad alto contenuto di Sali, senza considerare inoltre il fatto che essendo la maggior parte dei terreni desertici piatti, non favoriscono lo scorrimento delle acque; questa particolarità è ancora più dannosa per le colture.

Anche se la DIMA non rivela l’esatta natura del rivestimento nano tecnologico in uso, ma lo chiama SP-HFS-1609, questo prodotto è stato studiato in collaborazione con il Fraunhofer Institute, ed approvato dall’Uffizio Federale per l’Ambiente tedesco, che ha confermato la non pericolosità e la sicurezza ecologica della nuova sabbia impermeabile.

Questa sabbia idrofoba di ca. 14 micro-millimetri di spessore è venduta sfusa o inserita tra strati di polietilene puro, disponibile a kg. O in rotoli di 50 metri di lunghezza. L’obiettivo finale è quello di convertire fino all’8& dei terreni desertici e seminativi dell’EAU entro il 2015, rispetto al 3,7% ad oggi.

 

 

 

Nella principale Università degli EAU, dove la sabbia idrofoba è stata testata dal dicembre 2007, palme, erbe e riso crescono con successo. Ma la vera sorpresa è stato il riso, un caso di successo ed addirittura c’è chi prevede una rivoluzione nelle tecniche di coltivazione agricola in regioni aride come l’Arabia, l’Africa, l’India ed alcune parti dell’Australia. A mano a mano che la popolazione aumenta, anche la scarsità di acqua aumenta, ricordando, inoltre, che in Medio Oriente e Africa del Nord, l’85% di acqua è utilizzata per l’irrigazione.

 

 

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L’AGRICOLTURA NEL DESERTO. was last modified: maggio 9th, 2017 by Enrico Furia

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