L’ACCESSO DIRETTO AL MERCATO DEI CAPITALI PER IL PICCOLO E MICRO-CREDITO

 

L’ACCESSO DIRETTO AL MERCATO DEI CAPITALI

PER IL PICCOLO E MICRO-CREDITO

 

 

LA RACCOLTA DEL RISPARMIO.

Dalla Circolare della Banca d’Italia n. 4 del 29 marzo 1988 – 115° Aggiornamento del 2 dicembre 1994,  si rileva quanto segue.

 

A) Premessa

L’art. 11 del d.lgs. n. 385 del 1 settembre 1993, nel ribadire il principio in virtù del quale la raccolta del risparmio presso il pubblico é vietata – in generale – ai soggetti diversi dalle banche, riconosce a tali soggetti talune possibilità di raccolta.

La raccolta di risparmio tra il pubblico viene consentita entro il limite del capitale versato e delle riserve. Essa può essere effettuata sia dalle società ed enti quotati, sia dalle altre imprese. Per queste ultime si richiede un risultato di bilancio positivo negli ultimi tre esercizi e la sussistenza per ciascuna emissione di titoli di garanzia rilasciata da un intermediario vigilato.

Oltre che con lo strumento obbligazionario la raccolta può essere effettuata mediante “cambiali finanziarie”, ex lege 43/94, con durata compresa fra tre e dodici mesi e “certificati di investimento” con durata superiore a dodici mesi. Il taglio minimo di entrambi i titoli viene fissato in misura (100 milioni) idonea per selezionare dal lato della domanda gli investitori in grado di valutare il rischio di impresa.

Per quanto concerne la raccolta presso soci, essa può essere effettuata senza alcun limite purché rivolta a soggetti che detengano una partecipazione almeno pari al 2% del capitale sociale.

Per le cooperative con più di 50 soci viene introdotto un limite quantitativo rapportato al patrimonio, riferito al complesso della raccolta sociale. Tale limite viene elevato in caso di prestiti garantiti, in misura almeno pari al 30%, da soggetti vigilati ovvero quando la cooperativa aderisca ad uno schema di garanzia dei prestiti sociali che fornisca una adeguata tutela agli investitori.

Il Comitato per la tutela del risparmio ha confermato il divieto alle società finanziarie cooperative di raccogliere risparmio presso soci ed in generale alle altre finanziarie di raccogliere risparmio tra il pubblico mediante cambiali finanziarie e certificati di investimento. In deroga a tale ultimo principio, alle società finanziarie “vigilate” viene consentita la raccolta con i nuovi strumenti di debito.

 

 

 

B) Fonti normative

La materia é regolata dai seguenti articoli del d.lgs. n. 385 del 1 settembre 1993 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di seguito denominato T.U.B.):

– art. 11, commi 2,3,4 (lett. c, d, e) e 5, che, nel sancire il divieto di raccogliere risparmio tra il pubblico ai soggetto diversi dalle banche, definiscono le deroghe al divieto stesso e individuano le fattispecie che non costituiscono raccolta di risparmio tra il pubblico;

– art. 115, comma 2, secondo il quale il Ministro del Tesoro può individuare, in considerazione dell’attività svolta, altri soggetti – diversi dalle banche e dagli intermediari finanziari – da sottoporre alle norme sulla trasparenza delle condizioni contrattuali;

– art. 117, comma 8, che riconosce alla Banca d’Italia il potere di prescrivere che determinati contratto o titoli, individuati attraverso una particolare denominazione o sulla base di specifici criteri qualificativi, abbiano un contenuto tipico o determinato;

– art. 130 e 131, che assoggettano a sanzione penale l’attività di raccolta del risparmio tra il pubblico effettuata in violazione dell’art. 11 sopra citato;

 

e inoltre

 

– dalla legge 13 gennaio 1994, N. 43, che disciplina le cambiali finanziarie;

– dalla delibera CICR del 3 marzo 1994, attuativa dell’art. 11 del T.U.B.;

– dal decreto del Ministro del Tesoro del 7 ottobre 1994 che individua le caratteristiche delle cambiali finanziarie e dei certificati di investimento.

 

 

C) Definizioni

 

Ai fini della presente disciplina si definiscono:

 

– “raccolta di risparmio tra il pubblico”, l’attività di acquisizione di fondi con obbligo di rimborso.

 

Ai fini della presente disciplina non é “raccolta di risparmio tra il pubblico”:

 

a) il reperimento di risorse effettuato sulla base di trattative personalizzate con singoli soggetti, per i quali tale operazione si inserisce, di norma, in una gamma più ampia di rapporti di natura economica con il soggetto finanziato. Nel contratto deve comunque risultare la natura di “finanziamento” del rapporto stesso (tale esclusione riguarda ovviamente i soli finanziamenti e non altre operazioni come, ad es., l’attività di gestione di valori mobiliari le quali, anche se effettuate sulla base di trattative personalizzate, costituiscono “raccolta di risparmio tra il pubblico”).

In ogni caso, il reperimento di risorse in tal modo effettuato non deve presentare connotazioni tali (ad esempio, numerosità e frequenza delle operazioni) da configurare, di fatto, una forma di raccolta;

 

b) l’acquisizione di fondi connessa con l’emissione e la gestione, da parte di un fornitore di beni o servizi, di carte prepagate utilizzabili esclusivamente presso lo stesso;

 

c) l’acquisizione di fondi con obbligo di rimborso presso i seguenti soggetti:

– banche autorizzate in Italia e banche comunitarie di cui all’art. 1, comma 2, lett. b) e d) del T.U.B:;

– società finanziarie iscritte nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del T.U.;

– società finanziarie capigruppo dei gruppi bancari di cui all’art. 61 del T.U.

– imprese ed enti d’assicurazione mobiliare iscritte all’albo di cui all’art. 3 L. 02.01/1991, n. 1

– società d’intermediazione mobiliare iscritte all’albo di cui all’art. 3 della L. 02.01. 1991, n. 1;

– società fiduciarie iscritte nell’elenco di cui all’art. 17, comma 2, della L. 02.01. 1991, n. 1;

– fondi comuni d’investimento in valori mobiliari di cui alla legge 23 marzo 1983, n. 77;

– fondi comuni d’investimento mobiliare chiusi di cui alla legge 14 agosto 1983, n. 77;

– fondi comuni d’investimento mobiliari chiusi di cui alla legge 14 agosto 1993, n. 344;

– SICAV iscritte all’albo di cui all’art. à del d. lgs. 25 gennaio 1992, n. 84;

– fondi pensione iscritti all’albo di cui all’art. 4, comma 6 del d. lgs. 21 aprile 1993, n. 124.

 

Nei confronti di tali soggetti resta ferma, ovviamente, l’applicazione di norme specifiche che ne regolino l’attività

 

– “raccolta di risparmio presso soci”, l’attività di acquisizione di fondi con obbligo di rimborso effettuata presso i soci. L’offerta degli strumenti nei quali tale forma di raccolta si sostanzia, prevista nel disegno imprenditoriale della società, deve essere rivolta indiscriminatamente a tutti i soci.

 

Ai fini della presente disciplina non costituiscono “raccolta di risparmio presso i soci” le singole operazioni di finanziamento a favore della società che uno o più soci decidano di effettuare, sempreché tali operazioni non si configurino, di fatto, come forme di raccolta;

 

“società finanziarie”, gli intermediari finanziari esercenti le attività indicate dall’art. 106, comma 1, e i soggetti indicati dall’art. 113, comma 1, del T.U., ad eccezione delle “società di partecipazione” che detengono partecipazioni prevalentemente nel settore industriale, con lo scopo di coordinare l’attività delle imprese partecipate;

 

“società finanziarie vigilate”, le società finanziarie iscritte nell’elenco speciale dell’art. 107, del T.U.;

 

– “soggetti vigilati”, le banche autorizzate in Italia e le banche comunitarie indicate dall’art. 1, comma 2, lett. b) e d) del T.U., le società finanziarie iscritte nell’elenco speciale dell’art. 107 del T.U. e le società ed enti di assicurazione autorizzati ai sensi delle leggi 10 giugno 1978, n. 295 e 22 ottobre 1986, n. 742;

 

– “raccolta a vista”, la raccolta che può essere ritirata da parte del depositante in qualsiasi momento senza preavviso o con un preavviso di 24 ore, fatte salve ulteriori clausole più restrittive.

Non si considera “a vista”, la raccolta connessa con l’emissione e la gestione, da parte di un fornitore di beni o servizi, di carte prepagate utilizzabili esclusivamente presso lo stesso;

 

– “attività finanziaria”, le attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento o di intermediazione in cambi, così come specificate nel decreto del Ministro del Tesoro del 6 giugno 1994;

 

– “emissione e gestione di mezzi di pagamento”, l’attività di intermediazione finanziaria esercitata mediante:

a) incasso o trasferimento di fonti;

b) trasmissione o esecuzione di ordini di pagamento, anche tramite addebiti

o accrediti, effettuati con qualunque modalità;

c) compensazione di debiti e crediti;

d) emissione e gestione di carte di credito, di debito o di altri mezzi   di

pagamento.

 

Non rientrano nella prestazione di servizi di pagamento l’attività di recupero crediti, di trasporto e consegna valori, di emissione e gestione – da parte di un fornitore di beni e servizi – di carte prepagate utilizzabili esclusivamente presso lo stesso.

 

D) Destinatari della disciplina

Le presenti istruzioni si rivolgono ai soggetti residenti in Italia.

(Sia ai soggetti residenti in Italia, sia a quelli non residenti, si applicano le disposizioni di cui al capitolo XIII delle Istruzioni di vigilanza “Emissioni in Italia di valori mobiliari”).

 

 

Sezione II

 

RACCOLTA DI RISPARMIO TRA IL PUBBLICO

 

 

 

1.1 PREMESSA

I soggetti diversi dalle banche raccolgono risparmio tra il pubblico mediante l’emissione di obbligazioni, di certificati di investimento e di cambiali finanziarie.

 

Nel seguito vengono definite le caratteristiche dei titoli e i limiti previsti per tali forme di indebitamento.

 

 

 

2. OBBLIGAZIONI

Raccolgono risparmio mediante l’emissione di obbligazioni le società per azioni e in accomandita per azioni, nel rispetto del limite previsto dall’art. 2410 del codice civile.

Tale limite é elevato sino all’ammontare del capitale versato ed esistente e delle riserve risultanti dall’ultimo bilancio approvato per le seguenti società con titoli negoziati in un mercato regolamentato:

– società per azioni e in accomandita per azioni non finanziarie;

– società finanziarie vigilate.

 

Nell’allegato A si riporta il quadro riepilogativo delle possibilità di raccolta mediante lo strumento obbligazionario.

 

 

 

3. CAMBIALI FINANZIARIE E CERTIFICATI D’INVESTIMENTO

 

3.1 Emittenti

(Si rammenta che il CICR con delibera del 3 marzo 1994 ha stabilito che, in relazione alle proposte di revisione del trattamento fiscale delle rendite finanziarie, l’emissione di cambiali finanziarie é temporaneamente preclusa alle banche).

(Si rammenta che le società di intermediazione mobiliare non possono, ai sensi dell’art.2 della legge 2 gennaio 1991, n. 1, raccogliere risparmio con strumenti diversi dalle obbligazioni).

Raccolgono risparmio mediante cambiali finanziarie e certificati di investimento:

 

– le società e gli enti con titoli negoziati in un mercato regolamentato (la quotazione deve riferirsi alle azioni della società, ovvero ad altri titoli purché la scadenza degli stessi sia successiva alla scadenza delle cambiali finanziarie e dei certificati di investimento che si intendono emettere).

 

– le altre società purché i bilanci degli ultimi tre esercizi siano in utile. I titoli devono inoltre essere assistiti da garanzia in misura non inferiore al 50% del loro valore di sottoscrizione rilasciata da soggetti vigilati.

L’identità del garante e l’ammontare della garanzia prestata devono essere indicati sui titoli (le garanzie devono essere esplicite e non assoggettate a condizioni).

 

La raccolta mediante cambiali finanziarie e certificati di investimento é preclusa alle società finanziarie non vigilate.

 

 

3.2 Cambiali finanziarie.

Le cambiali finanziarie presentano le seguenti caratteristiche:

– sono titoli di credito all’ordine emessi in serie;

– hanno durata compresa fra 3 e 12 mesi;

– hanno un valore nominale unitario non inferiore a lire 100 milioni.

 

Sulla cambiale finanziaria, oltre agli elementi di cui all’art. 100 del R.D. n. 1669/33 (la denominazione “cambiale finanziaria”; la promessa incondizionata a pagare una somma determinata; l’indicazione della scadenza; l’indicazione del luogo di pagamento; il nome di colui al quale o all’ordine del quale deve farsi il pagamento; l’indicazione della data e del luogo in cui il vaglia cambiario è emesso; la sottoscrizione di colui che emette il titolo), devono essere inoltre indicati:

– la denominazione, l’oggetto e la sede dell’impresa emittente, con l’indicazione dell’ufficio delle imprese presso il quale essa è iscritta;

– il capitale sociale dell’impresa versato ed esistente al momento dell’emissione (le società cooperative possono indicare il capitale sociale versato come risultante dall’ultimo bilancio approvato);

– l’ammontare complessivo dell’emissione di cui la cambiale fa parte;

– in caso di garanzia, l’identità del garante e l’ammontare della garanzia.

 

 

3.3 Certificati di investimento

I certificati di investimento presentano le seguenti caratteristiche:

– hanno durata minima superiore a 12 mesi;

– hanno un valore nominale unitario non inferiore a 100 milioni.

 

I certificati di investimento offerti in serie sono tra loro fungibili. In tal caso essi devono avere uguali caratteristiche di durata, di rendimento, di valute di denominazione e, se a tasso variabile, di indicazione.

Sui certificati di investimento devono essere chiaramente indicati:

– la denominazione, l’oggetto e la sede dell’impresa emittente, con l’indicazione dell’ufficio del registro delle imprese presso il quale essa é iscritta;

– il capitale sociale dell’impresa versato ed esistente al momento dell’emissione, mentre le società cooperative possono indicare il capitale sociale versato come risultante dall’ultimo bilancio approvato;

– il valore nominale di ciascun certificato, gli elementi necessari per la determinazione della remunerazione del prestito, le modalità di rimborso;

– ove emessi in serie, l’ammontare complessivo dell’emissione di cui il certificato fa parte;

– in caso di garanzia, l’identità del garante e l’ammontare della garanzia.

 

 

3.4 Limiti all’emissione

Le imprese emettono cambiali finanziarie e certificati di investimento per un importo che, unitamente a quello delle obbligazioni emesse, non eccede il capitale versato e le riserve risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

Nell’allegato B si riporta il quadro riepilogativo delle possibilità di raccolta mediante cambiali finanziarie e certificati di investimento.

 

 

4. Obblighi di trasparenza

I soggetti, che raccolgono direttamente risparmio tra il pubblico (la disciplina indicata si applica ai soggetti diversi dalle banche e dalle società finanziarie che nelle operazioni di collocamento di obbligazioni, certificati di investimento e cambiali finanziarie non si avvalgono di intermediari specializzati), mettono a disposizione della clientela, nei locali in cui si svolge tale attività, i fogli informativi analitici di cui al successivo para. 4.1.

Gli annunci pubblicitari e le offerte effettuate con qualsiasi mezzo da tali soggetti contengono, anche mediante il rinvio a fogli analitici, le informazioni sui tassi e sulle altre condizioni precedentemente indicate.

 

 

4.1 Fogli informativi analitici

I fogli informativi analitici contengono dettagliate informazioni sul tasso annuo nominale di interesse e sul tasso annuo di riferimento effettivo lordo e al netto della ritenuta fiscale, sul prezzo e su ogni altro onere o condizione economica relativi alle emissioni offerte.

Per tutte le operazioni é specificato se per il calcolo degli interessi si fa riferimento all’anno civile, ovvero a quello commerciale.

Per le emissioni a tasso variabile i rendimenti calcolati secondo il criterio di indicizzazione previsto applicando gli ultimi valori assunti dai parametri di riferimento e ipotizzando la costanza dei parametri medesimi.

Tali fogli possono essere prodotti avvalendosi di procedure elettroniche, e una loro copia é conservata per cinque anni agli atti; essi ne costituiscono offerta al pubblico a norma dell’art. 1336 del codice civile.

 

 

 

Sezione III

 

RACCOLTA DEL RISPARMIO PRESSO SOCI

 

 

 

1. Società diverse dalle cooperative

Le società diverse dalle cooperative possono effettuare senza alcun limite raccolta di risparmio presso i propri soci a condizione che (in assenza delle condizioni possono, ovviamente, raccogliere risparmio tra il pubblico con le modalità e nei limiti previsti nella sezione II):

– tale facoltà sia prevista nello statuto;

– la raccolta sia rivolta a soggetti iscritti nel libro dei soci da almeno tre mesi che detengano una partecipazione di almeno il 2% del capitale sociale risultante dall’ultimo bilancio approvato.

 

Nelle società di persone (soc. semplice, soc. in nome collettivo e soc. in accomandita semplice con riferimento ai soli soci accomandatari) tali condizioni non sono richieste.

La raccolta presso soci non può avvenire con strumenti “a vista” o collegati all’emissione o alla gestione di mezzi di pagamento.

Nell’allegato C si riporta un riepilogo delle possibilità di raccogliere risparmio presso soci per le società diverse dalle cooperative.

 

 

2. Società cooperative

Le società cooperative che non svolgono attività finanziaria possono effettuare raccolta di risparmio presso i propri soci purché tale facoltà sia prevista nello statuto.

L’ammontare complessivo dei prestiti sociali non deve eccedere il limite del triplo del patrimonio (capitale versato e riserve) risultante dall’ultimo rilancio approvato (nel patrimonio può essere computato un ammontare pari al 50% della differenza tra il valore di carico in bilancio degli immobili di proprietà ad uso residenziale e il valore degli stessi considerato ai fini di determinazione dell’imposta comunale sugli immobili. Di tale ultimo valore deve essere data notizia nella documentazione di bilancio delle cooperative).

Tale limite viene elevato fino al quintuplo del patrimonio qualora:

a) il complesso dei prestiti sociali sia assistito, in misura almeno pari al 30%, da garanzia rilasciata da soggetti vigilati;

ovvero

b) la società cooperativa aderisca ad uno schema di garanzia dei prestiti sociali con le caratteristiche di cui al successivo para. 2.1.

 

I limiti patrimoniali sopra indicati non si applicano alle società cooperative con meno di 50 soci.

 

Le modalità di raccolta presso i soci e l’eventuale adesione ad uno schema di garanzia devono essere indicati nei regolamenti delle cooperative. Inoltre, la rilevanza che l’attività di raccolta presso soci assume nell’ambito della complessiva operatività delle cooperative comporta che l’ammontare dei prestiti sociali e delle eventuali garanzie, nonché l’entità del rapporto tra prestiti e patrimonio, siano evidenziati nella nota integrativa al bilancio delle stesse.

In ogni caso, la raccolta presso soci non può avvenire con strumenti “a vista” o collegati all’emissione o alla gestione di mezzi di pagamento; la raccolta presso soci non é consentita alle società finanziarie cooperative.

Nell’allegato C si riporta un riepilogo delle possibilità di raccogliere risparmio presso soci per le società cooperative.

 

 

2.1 Schemi di garanzia dei prestiti sociali.

Gli schemi di garanzia dei prestiti sociali devono essere promossi dalle associazioni di categoria. Tali schemi prevedono in caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa o concordato preventivo della società cooperativa, il rimborso dei prestiti effettuati dai soci in misura almeno pari al 30%.

Nell’ambito di ciascun schema di garanzia é necessario che l’ammontare complessivo dei prestiti sociali delle cooperative aderenti (non garantiti da soggetti vigilati) non superi un limite pari a tre volte la somma dei patrimoni delle cooperative medesime.

 

 

3. Obblighi di trasparenza

Le società cooperative con almeno 50 soci, che raccolgono il risparmio presso i propri soci, mettono a disposizione nei locali in cui svolgono tale attività i fogli informativi analitici di cui al para. 3.1.

Al socio é fornita, alla scadenza del contratto, e comunque almeno una volta all’anno, una comunicazione completa e chiara in merito allo svolgimento del rapporto, contenente ogni elemento necessario per la comprensione del rapporto medesimo.
Il socio ha diritto di ottenere a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.

Gli interessi sui versamenti di denaro sono conteggiati con la valuta del giorno in cui é effettuato il versamento e sono dovuti fino a quello di prelevamento.

 

 

3.1 Fogli informativi analitici

I fogli informativi analitici contengono dettagliate informazioni sui tassi di interesse, sui prezzi, sulle spese per le comunicazioni e su ogni altra condizione economica relativa alle operazioni effettuate.

Per tutte le operazioni é specificato se per il calcolo degli interessi si fa riferimento all’anno civile o a quello commerciale.

Tali fogli possono essere prodotti avvalendosi di procedure elettroniche e una loro copia é conservata per cinque anni agli atti; essi non costituiscono offerta al pubblico a norma dell’art. 1336 del codice civile.

 

 

3.2 Contratti.

I contratti utilizzati per la raccolta del risparmio sono redatti a pena di nullità per iscritto, e un loro esemplare é consegnato al socio.

I contratti indicano il tasso di interesse e ogni altro prezzo e condizione praticati.

La possibilità di variare in senso favorevole al socio il tasso di interesse e ogni altro prezzo e condizione deve essere espressamente indicato nel contratto con clausola approvata specificamente dal socio.

Sono nulle e si considerano non apposte le clausole contrattuali di rinvio agli usi per la determinazione dei tassi di interesse e di ogni altro prezzo e condizione praticati, nonché quelle che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati.

In caso di inosservanza del contenuto, o di nullità delle predette clausole, si applicano:

a) il tasso nominale massimo dei buoni ordinari del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro del Tesoro, emessi nei12 mesi precedenti la conclusione del contratto;

b) gli altri prezzi e condizioni pubblicizzati nel corso della durata del rapporto per le corrispondenti categorie di operazioni; in mancanza di pubblicità, nulla é dovuto.

 

Le variazioni contrattuali sfavorevoli al socio riguardanti tassi di interesse, prezzi e altre condizioni devono essere comunicate a pena di nullità presso l’ultimo domicilio reso noto. Non sono soggette ad alcun obbligo di comunicazione le variazioni di tasso conseguenti a variazioni di specifici parametri prescelti dalle parti e la cui determinazione é sottratta alla volontà delle medesime.

Entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione, il socio ha diritto di recedere dal contratto senza penalità, e di ottenere in sede di liquidazione del rapporto l’applicazione delle condizioni precedentemente praticate.

 

 

Sezione IV

 

 

RACCOLTA NELL’AMBITO DEI GRUPPI DI IMPRESE

 

 

 

Non è sottoposta ad alcun vincolo, in quanto non costituisce raccolta di pubblico risparmio tra il pubblico, la raccolta effettuata presso società controllanti, controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 del codice civile e presso controllate da una stessa controllante.

Nel caso i cui più soggetti di natura cooperativa partecipino congiuntamente al capitale di una società esercente attività finanziaria, la raccolta di risparmio effettuata da tale società presso le cooperative non é sottoposta ad alcun vincolo purché i finanziamenti della partecipata siano rivolti in via esclusiva alle cooperative partecipanti, e la complessiva operatività della società medesima sia riservata in via prevalente ai rapporti con le cooperative (tali limitazioni dell’oggetto devono risultare dallo statuto della società partecipata).

 

 

Sezione V

 

DISCIPLINA TRANSITORIA

 

 

L’adeguamento alla presente disciplina deve avvenire entro il 31 dicembre 1997.

Le società cooperative svolgenti attività diversa da quella finanziaria, che aderiscono ad uno schema di garanzia di cui alla sezione III, para. 2.1, possono avvalersi di un periodo transitorio più lungo (sino al 31 dicembre 1999) purché le stesse predispongano un piano di riallineamento che dovrà essere approvato dai rispettivi organismi di categoria.

Le società cooperative finanziarie, in presenza del divieto di raccogliere risparmio presso i soci, devono – entro il 31 dicembre 1997- dismettere progressivamente le operazioni in essere, astenendosi comunque dall’instaurare nuovi rapporti di deposito.

Si rammenta che il mancato rispetto della normativa emanata ai sensi dell’art. 11 del T.U., compresa la disciplina transitoria, é sanzionato dagli art.130 (chiunque svolge l’attività di raccolta del risparmio tra il pubblico in violazione dell’art. 11 é punito con l’arresto da sei mesi a tre anni e con l’ammenda da lire venticinque milioni a lire cento milioni), e 131 del T.U. medesimo (chiunque svolge l’attività di raccolta del risparmio tra il pubblico in violazione dell’art. 11 ed esercita il credito è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con la multa da lire quattro milioni a venti milioni).

Si precisa, infine, che la presente disciplina non si occupa della raccolta del risparmio presso i dipendenti per la quale la CICR, con delibera del 3 marzo 1994, ha fatto riserva di emanare, con ulteriore delibera, una specifica regolamentazione.

 

 

 

RACCOLTA DEL RISPARMIO PRESSO I DIPENDENTI

 

CICR DELIBERA 3 MARZO 1994

 

 

 

Allegato A

 

RACCOLTA DI RISPARMIO MEDIANTE LO STRUMENTO OBBLIGAZIONARIO

 

Ragione giuridica emittenti Caratteristiche degli emittenti Limiti all’emissione
     
Spa e SAPA “quotate” Non finanziarie Entro il patrimonio
Spa e SAPA “quotate” Finanziarie vigilate Entro il patrimonio
Spa e SAPA “quotate” Finanziarie non vigilate Entro il capitale versato
     
Spa e SAPA “non quotate” Non finanziarie Entro il capitale versato
Spa e SAPA “non quotate” Finanziarie vigilate Entro il capitale versato
Spa e SAPA “non quotate” Finanziarie non vigilate Entro il capitale versato
     

 

 

Allegato B

 

RACCOLTA DI RISPARMIO MEDIANTE

CAMBIALI FINANZIARIE E CERTIFICATI D’INVESTIMENTO

 

Emittenti Caratteristiche degli emittenti Possibilità e limiti di emettere Ulteriori vincoli
       
Società ed Enti quotati Non finanziarie Si, entro il patrimonio Nessuno
Società ed Enti quotati Finanziarie vigilate Si, entro il patrimonio Nessuno
Società ed Enti quotati Finanziarie non vigilate No Nessuno
       
Società ed Enti non quotati Non finanziarie No Nessuno
Società ed Enti non quotati Finanziarie vigilate Entri il patrimonio  

(1)

Società ed Enti quotati Finanziarie non vigilate No Nessuno
       

(1) L’emissione deve essere garantita (almeno per il 50%)

 

Allegato C

 

RACCOLTA DI RISPARMIO PRESSO SOCI

 

 

Società Caratteristiche della società Possibilità di raccolta ed eventuali limiti Ulteriori vincoli
Non cooperative Non finanziarie Si, senza limiti (1) I sottoscrittori sono soci da almeno 3 mesi
Non cooperative Finanziarie Si, senza limiti (1) Previsione statutaria
       
Cooperative Non finanziarie con n° soci <=50 Si, senza alcun limite Soci da almeno 3 mesi

Previsione statutaria

Cooperative Non finanziarie con n° soci >50 Si, nel limite di 3 volte il patrimonio Modalità di raccolta indicate negli appositi regolamenti
Cooperative Finanziarie No  

Purché i sottoscrittori siano soci con almeno il 2% del capitale

 

 

Enrico Furia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GNOSYS – Associazione di Ricerca e Formazione

School of Entrepreneurship and Technology Innovation

 

 

 

 

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