La strana morte di Alfred R. Lyth

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La strana morte di Alfred R. Lyth nipote (presunto) del Presidente americano Truman,abbattuto nei cieli di Garfagnana…

di Paolo Marzi

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Questa storia merita di essere raccontata,vuoi per la sua particolarità e vuoi per i suoi risvolti da spy story.Tutto si svolse negli ultimi mesi di guerra,i tedeschi erano alle corde e la marcia degli alleati era inesorabile.Era l’ otto febbraio 1945, quel giorno ebbe inizio la cosiddetta operazione “Quarto Termine”.A Castelnuovo imperversava la guerra e ci fu come ormai quasi ogni giorno un bombardamento aereo americano che aveva come obiettivo l’abbattimento di ponti e la distruzione di strade e ferrovie.Protagonisti di queste operazioni erano i famigerati cacciabombardieri Thunderbolt p47 appartenenti al 66° Fighter Squadron di stanza a Grosseto che arrivavano a sganciare bombe da 250 kg.In questi bombardamenti sopra la stazione ferroviaria di Castelnuovo uno di questi aerei fu investito dalla stessa forza d’urto causata dalle sue stesse bombe e difatti il velivolo cominciò a prendere fuoco e a precipitare,ma come per miracolo ecco aprirsi un paracadute…Di qui comincia la triste storia Alfred R.Lyth pilota americano e sopratutto presunto nipote di Harry Truman futuro presidente degli Stati Uniti d’America.Alfred miracolosamente si salvò e riuscì a paracadutarsi nei pressi di Torrite per meglio intendersi a Pruneta di Sopra.

Il 33° Presidente degli Stati Uniti
 D’America Harry Truman

Soccorso da contadini questi si accorsero che il pilota aveva tra le braccia una cagnetta che molto probabilmente aveva con se sull’aereo come mascotte. Fattostà che il pilota era rimasto impigliato nei rami di un pioppo e nella caduta rimase ferito ad una gamba.Appena soccorso e rifocillato giunsero sul posto gli alpini della divisione Monterosa che lo arrestarono e a quanto pare da testimonianze si dice che tirò fuori dal taschino un pacchetto di sigarette,una la offrì all’ufficiale italiano e l’altra la accese per se e per tutto ringraziamento lo incamminarono a suon di calci e spintoni al presidio militare della divisione ad Antisciana.Di qui i fatti però si fanno ancora più oscuri e mai chiariti.Lo stesso giorno Alfred fu sicuramente interrogato e comunque nella giornata fu poi trasferito a Camporgiano,al comando, nelle prigioni della Rocca Estense ma nel tratto di strada che conduceva al carcere fu colpito mortalmente alla schiena da un solo colpo di fucile si dice che forse voleva scappare…La guerra finì e dal 12 aprile 1945 aveva assunto la presidenza degli Stati Uniti d’America Harry Truman e a Camporgiano luogo dove era sepolto il povero pilota giunsero una macchina del corpo diplomatico americano e un furgone e fu riesumato dalla fossa comune il solo corpo di Alfred e dopo un accuratissima ispezione della vittima e dei vestiti che aveva indosso gli americani se lo portarono via in tutta fretta. All’epoca fece molto scalpore la sollecitudine e la minuziosa ispezione della salma,tant’è che circolò con molta insistenza che il pilota fosse proprio il nipote del presidente degli Stati Uniti Truman.

La tomba di Alfred R.
 Lyth all’Impruneta

Difatti la cosa non si fermò li e nel 1946 la corte marziale americana istituì un processo per l’uccisione di Alfred Lyth che si concluse con una condanna a morte del capitano della divisione Monterosa Simonitti (n.d.r:condanna eseguita per fucilazione il 27 gennaio 1947 presso il poligono militare di Marina di Pisa),mentre al sergente Pillon fu dato il carcere a vita con pena addizionale dei lavori forzati nella base militare americana a Livorno.Mentre oggi Alfred R.Lyth riposa nel cimitero americano dell’Impruneta(Firenze)di quello che si dice che fosse il nipote di Truman,morto misteriosamente in Garfagnana .

 

di Paolo Marzi

http://paolomarzi.blogspot.de/


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Paolo Marzi
Mi chiamo Paolo Marzi sono nato a Barga il 2 settembre del 1971, sono sposato ho due belle figlie e vivo da sempre in Mologno, un piccolissimo paese nel comune di Barga nella Valle del Serchio. Il mio paese è una “terra di confine” solamente un chilometro (nemmeno) e un ponte (il ponte di Gallicano) mi divide dalla Garfagnana (così come geografia dice) Oltre al mio paese sono legato molto a Gallicano, il luogo dove è nata la mia mamma e dove ho vissuto la mia bella infanzia. Non ho diplomi ne tanto meno lauree,ho solo la grande passione per lo scrivere e per la Storia, in particolare della Nostra Storia, la storia della nostra valle, della nostra Garfagnana.Questa passione mi porta a fare continue ricerche,verifiche,visite,viaggi e foto. Tutto questo materiale ho cercato di raccoglierlo in questo blog,nella speranza che possa diventare un punto di riferimento per tutti quelli che vogliono informarsi su tutto quello che era il nostro passato. Partecipo poi con il comune di Gallicano nell’organizzazione di eventi storico-culturali (l’ultimo in ordine di tempo “La Grande Guerra, storia e memoria del fronte alpino”). Faccio poi parte dell’istituto storico lucchese e collaboro con i miei articoli su “Il Giornale di Castelnuovo Garfagnana” e sulla testata on line “Lo Schermo”,inoltre ho contribuito con testi e foto alla bellissima opera “I luoghi del cuore”(un componimento fotografico e scritto sui luoghi più suggestivi di Lucca e la lucchesia), pubblicazione a dispense sul quotidiano “Il Tirreno”,in più sono uno dei vicepresidenti dell’Associazione culturale gallicanese “L’Aringo”, che ci ha visti uscire nel 2015 con una nuova pubblicazione trimestrale.Questo nuovo giornale si chiama anch’esso “L’Aringo” e si occuperà di storia, tradizioni e cultura e sarà il primo giornale ufficiale nel comune di Gallicano e mi vedrà oltre che “giornalista” anche nel comitato di redazione,mi occuperò della sezione storica.Da aggiungere che le mie ricerche storiche effettuate sul canale irrigatorio Francesco V di Gallicano, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, rivolte alla Sopraintendenza della Belle Arti, hanno contribuito al finanziamento per restaurare la bellissima opera dell’architetto Nottolini. @ Articoli

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